30 marzo
San Giovanni Climaco
Abate
Aggiornato il 15 settembre 2026
La vita monastica
La famiglia di Giovanni è sconosciuta e la data della sua nascita è anteriore al 579 in una località ignota. Suo fratello Giorgio fu anch'egli monaco. Entrato nella vita consacrata all'età di vent'anni nella penisola del Sinai, Giovanni visse a stretto contatto con le diverse tradizioni del luogo, dove vi erano monaci legati alla vita comune e altri isolati in preghiera solitaria, e Giovanni sperimentò entrambe le forme di vita monastica. Si stabilì successivamente nel monastero di Raithu, nel sud-ovest della regione. Intorno all'età di sessant'anni, Giovanni fu chiamato a guidare come abate il celebre monastero del Monte Sinai. Nel martirologio, sul monte Sinai, san Giovanni è ricordato appunto come abate autore della Scala del paradiso. Egli insegnò a viva voce nel suo monastero e la morte di Giovanni avvenne sul Monte Sinai intorno al 649, sebbene studi recenti indichino con esattezza il 649 tra alcune incertezze residue.
Le opere e gli insegnamenti
Stimolato dall'abate di Raithu, Giovanni portò a termine la sua opera monumentale, la Scala al Monte Sinai, scritta in lingua greca. Per via di questo testo ricevette il soprannome di Clímaco. L'opera la Scala divenne popolarissima ed fu tradotta in latino, siriaco, armeno, arabo e slavo, raggiungendo così nuovi discepoli in Oriente e in Occidente. Il libro della Scala presenta un cammino di perfezionamento spirituale in trenta gradini verso Dio, ed è ricercato e studiato per la sua chiara sintesi dottrinale e per le esperienze personali di Giovanni. Nelle sue ammonizioni, Giovanni insegna che la vita del monaco deve essere una costrizione incessante sulla natura e una costante influenza sui sensi, aggiungendo che le lacrime del pentimento hanno quasi il valore di un nuovo battesimo. Giovanni aggiunse alla Scala un breve testo-guida per i superiori ispirato alla Regula pastoralis di papa Gregorio Magno, la quale era stata tradotta in greco ad Antiochia. Papa Gregorio conobbe Giovanni da lontano e gli scrisse una lettera di elogio, aiutandolo inoltre a ingrandire un ospizio per pellegrini inviandogli denaro per quindici nuovi letti e fornendo direttamente le coperte.
Il cammino ascetico
La vicenda umana di San Giovanni Climaco si intreccia indissolubilmente con la terra aspra e solenne della Penisola del Sinai. Entrato giovanissimo nella vita monastica, egli ha saputo assimilare la ricca eredità spirituale dei padri del deserto, praticando sia la disciplina della vita comunitaria nel monastero di Raithu e sul Monte Sinai, sia il raccoglimento profondo della vita eremitica. Questa duplice esperienza gli ha conferito una visione lucida e compassionevole delle debolezze e delle aspirazioni del cuore umano. Quando fu chiamato a reggere come abate il monastero del Monte Sinai, San Giovanni mise a disposizione dei fratelli la sua lunga maturazione interiore, trasformandosi in un maestro di discernimento.
La stesura della Scala del Paradiso rappresenta il vertice del suo impegno apostolico e pedagogico. In quest'opera, egli traccia con chiarezza i gradini che l'uomo è chiamato a salire per elevarsi verso la santità, mantenendo sempre uno sguardo rivolto alla fragilità della condizione umana. Il suo ministero non fu tuttavia confinato alla sola scrittura o alla preghiera contemplativa. Egli comprese che l'amore per Dio non può essere separato dal servizio ai fratelli più umili. La collaborazione con papa Gregorio Magno, che inviò aiuti economici per il sostentamento di un ospizio presso il monastero, attesta come la santità di San Giovanni fosse radicata nella realtà e aperta alle necessità del prossimo. Fino al momento del suo transito, avvenuto nel seicentoquarantanove, egli ha rappresentato un faro di equilibrio spirituale, unendo la severità del deserto alla dolcezza della carità cristiana.
Il ricordo liturgico
La memoria di San Giovanni Climaco attraversa i secoli con una forza che unisce le tradizioni d'Oriente e d'Occidente. La sua figura è celebrata con devozione nel trentesimo giorno di marzo, data che segna il suo ingresso nella pace eterna. Il fatto che le Chiese cristiane, pur nelle loro diverse espressioni, si ritrovino unite nel commemorare questo santo nel medesimo giorno, testimonia l'universalità del suo messaggio e la stima profonda che il suo magistero ha saputo suscitare ben oltre i confini del deserto sinaitico.
Il culto di San Giovanni Climaco non si esprime attraverso forme esteriori, ma nella lettura meditata dei suoi insegnamenti, che ancora oggi continuano a illuminare il cammino di chi cerca la via della salvezza. Egli rimane, per ogni fedele, un maestro che invita a salire con perseveranza, un gradino dopo l'altro, verso la luce del Signore, ricordando che la vera ascesi è sempre un atto di amore obbediente e di umiltà profonda.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Giovanni Climaco?
San Giovanni Climaco si festeggia il 30 marzo, ed è celebrato lo stesso giorno sia in Oriente che in Occidente.
Quali sono le origini e i luoghi legati alla vita del santo?
La sua famiglia è sconosciuta e la nascita avvenne in una località ignota prima del 579. Visse nella penisola del Sinai, nel monastero di Raithu e infine come abate sul Monte Sinai, dove morì.
Sul monte Sinai, san Giovanni, abate, che scrisse per l’istruzione dei monaci il celebre libro intitolato «La Scala del paradiso», nel quale presentò un cammino di perfezionamento spirituale nella forma di una salita di trenta gradini verso Dio, meritando per questo il soprannome di Clímaco. — Martirologio Romano