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lunedì 30 marzo 2026 · Santo del giorno

Beato Amedeo IX di Savoia

Duca, Terziario francescano

Beato Amedeo IX di Savoia

Il Beato Amedeo IX di Savoia, duca e laico vissuto nel quindicesimo secolo, rappresenta una figura luminosa di governante che seppe coniugare le responsabilità del potere temporale con una profonda adesione al Vangelo. Ricordato per la sua mitezza e per lo spirito di povertà, che lo portò ad abbracciare la regola del Terz'ordine francescano, egli visse la sua alta carica non come un privilegio, ma come un servizio costante verso gli ultimi, i malati e i bisognosi del suo tempo.

La sua memoria è custodita non solo per le virtù personali e la sofferenza vissuta con cristiana pazienza, ma anche per la sua opera di pacificazione e giustizia. Nonostante le gravi prove fisiche e le tensioni politiche che segnarono il suo ducato, Amedeo seppe dare testimonianza di una fede salda, che lo portò a essere venerato come modello di amministratore saggio e di autentico protettore dei deboli.

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Gli altri santi di oggi

San Leonardo Murialdo

Sacerdote

San Leonardo Murialdo nacque il ventisei ottobre 1828 a Torino, nel cuore della città, all'interno di una famiglia benestante che contava nove figli ed era cristianamente impegnata nonostante l'acceso anticlericalismo dell'epoca. Rimasto orfano di padre all'età di cinque anni, visse una profonda sofferenza che trasformò nel corso della sua vita in una straordinaria paternità spirituale dedicata ai più giovani, diventando uno dei grandi santi sociali della Torino dell'Ottocento insieme a figure come Don Bosco. Ordinato sacerdote nel 1851, spese interamente la propria esistenza tra i poveri, gli operai e la gioventù abbandonata, fondando istituzioni educative, la Pia Società Torinese di San Giuseppe e promuovendo riforme coraggiose per la dignità del lavoro.

Ricordato per la sua instancabile carità e per la profonda fiducia nella Provvidenza e nell'amore misericordioso di Dio, San Leonardo visse le fatiche del suo ministero e il gravoso impegno alla guida del Collegio Artigianelli con animo semplice e gioioso, sostenuto da una intensa vita di preghiera. La sua opera ha continuato a fruttificare nel tempo grazie ai Giuseppini e alle suore Murialdine, che portano avanti il suo carisma in Italia e nel mondo. Dichiarato santo nel millenovecentosettanta, la Chiesa ne celebra la memoria liturgica il trenta marzo, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel millenovecento.

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San Secondo di Asti

Martire

San Secondo di Asti è considerato certamente uno fra i primi martiri in terra piemontese. Vissuto nel secondo secolo e morto attorno all'anno 119, questo illustre testimone della fede cristiana rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la diocesi e per l'intera città di Asti, che ne custodiscono gelosamente le reliquie e lo riconoscono quale proprio patrono. La figura di San Secondo non va confusa con quella di altri santi omonimi, come San Secondo di Salussola e San Secondo di Pinerolo, i quali vengono tradizionalmente ritenuti soldati della Legione Tebea, mentre l'esistenza terrena del santo astigiano risulta circondata da un maggiore mistero. San Secondo di Salussola, peraltro, è oggetto di profonda venerazione anche nelle comunità di Torino e di Ventimiglia.

Le fonti antiche che riguardano la sua vita e il suo sacrificio sono state accuratamente raccolte dai bollandisti in quattro codici, delineando il profilo di un uomo profondamente religioso ed assai famoso in Asti. Sebbene gli antichi Atti associno San Secondo a figure di dubbia storicità, essi ci restituiscono il cammino spirituale di un credente che non esitò a testimoniare la propria fede fino all'estremo sacrificio del sangue. La memoria liturgica della sua testimonianza continua a vivere con forza nella Chiesa, rinnovando il legame profondo tra la terra piemontese e le sue radici cristiane più autentiche.

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San Regolo di Senlis

Vescovo

San Regolo, conosciuto in Francia anche con il nome di Rieul, è un santo vescovo la cui memoria è profondamente legata alla cittadina di Senlis, situata nella regione storica della Gallia lugdunense, che corrisponde all'odierna Francia. Vissuto probabilmente all'inizio del quarto secolo, questo pastore d'origine greca è ricordato dalla tradizione come il primo vescovo di Senlis, una figura le cui origini apostoliche si inseriscono in un ricco tessuto di racconti e leggende tramandate nei secoli successivi. La sua testimonianza cristiana ha lasciato un segno indelebile nella storia religiosa della Gallia, venendo immortalata già nel nono secolo nel Martirologio di Usuardo.

La figura di san Regolo viene tramandata attraverso due agiografie principali, la prima risalente al nono secolo e la seconda redatta tra il decimo e l'undicesimo secolo. Queste opere uniscono la storia ecclesiale alla leggenda, legando la sua missione a quella di papa san Clemente, successore di san Pietro, e ai santi Dionigi, Rustico ed Eleuterio. Intorno alla sua figura fiorirono prodigi memorabili, dal celebre episodio delle rane silenziose durante la predicazione all'aperto fino alla straordinaria devozione dei cervi che partecipavano alle liturgie, oltre ai miracoli di guarigione che beneficiarono persino la famiglia regale di Carlo il Calvo e di Clodoveo.

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San Giovanni Climaco

Abate

San Giovanni Climaco visse tra il sesto e il settimo secolo, in un'epoca di grandi mutamenti storici in cui l'Italia era spartita tra i Longobardi e l'Impero d'Oriente, i rissosi discendenti di Clodoveo governavano l'antica Gallia che era terra dei Franchi, i re visigoti regnavano sulla Spagna e dall'Arabia profonda emergeva la figura di Maometto tra il 570/8 e il 632. Le date esatte della sua esistenza sono incerta e la sua famiglia risulta sconosciuta, ma studi recenti indicano la sua nascita in una località ignota in un periodo precedente al 579 e la sua morte sul Monte Sinai intorno al 649. Monaco e abate di profonda spiritualità, egli non si mosse mai dal monastero del Sinai, eppure la sua fama si diffuse ampiamente nel mondo cristiano grazie ai suoi insegnamenti rigorosi e ai suoi scritti.

San Giovanni è ricordato soprattutto per aver composto una famosissima guida spirituale in greco intitolata Klimax tou Paradeisou, ossia Scala del Paradiso, opera da cui derivò il suo celebre soprannome poiché in greco il termine climaco significa proprio colui che appartiene alla scala. Il libro presenta un cammino di perfezionamento spirituale diviso in trenta gradini verso Dio ed è ricercato e studiato per la sua chiara sintesi dottrinale e per le esperienze personali dell'autore. La sua figura gode di una straordinaria concordia ecumenica, poiché i cristiani d'Oriente e d'Occidente concordano su di lui e celebrano la sua memoria liturgica nello stesso giorno.

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Santi Antonio Daveluy, Pietro Aumaître, Martino Huin, Gius. Chang Chu-gi, Tomm. Son Cha-son e Luca Hwang

Martiri

Nel corso del diciannovesimo secolo, la terra di Corea fu bagnata dal sangue di una schiera di testimoni che scelsero di restare fedeli al Vangelo fino all'estremo sacrificio. Tra questi martiri, ricordiamo il vescovo Antonio Daveluy, i sacerdoti Pietro Aumaître e Martino Huin, insieme ai laici Giuseppe Chang Chu-gi, Tommaso Son Cha-son e Luca Hwang. Uomini di diversa origine e condizione, uniti dall'unico desiderio di annunciare la parola di Dio, essi lasciarono le proprie terre o le proprie famiglie per servire la Chiesa in un contesto di crescente ostilità. La loro vita fu un intreccio di dedizione pastorale, studio e zelo catechistico, culminato nella testimonianza suprema offerta a Su-Ryong.

La memoria di questi santi, canonizzati da papa Giovanni Paolo Secondo nel millenovecentottantaquattro, continua a interpellare la coscienza dei fedeli odierni. Essi vengono ricordati non soltanto per il coraggio dimostrato di fronte alle torture e alla condanna a morte, ma per la coerenza con cui hanno vissuto la loro vocazione. Il vescovo Daveluy, instancabile studioso e pastore, il sacerdote Aumaître, che si offrì spontaneamente alla persecuzione, e i laici che furono pilastri della comunità cristiana, rappresentano un esempio luminoso di dedizione. La loro celebrazione liturgica, fissata al trenta marzo, invita la Chiesa universale a contemplare la forza della grazia che sostiene il credente anche nel momento della prova più buia.

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Beato Gioacchino da Fiore

Abate cistercense

Il Beato Gioacchino da Fiore, figura eminente del dodicesimo secolo, nacque a Célico nel millecentotrenta. La sua vita fu segnata da un profondo spirito di ricerca spirituale, che lo condusse in gioventù a intraprendere un viaggio in Palestina, esperienza che precedette la sua scelta di abbracciare la vita monastica tra le fila dei cistercensi presso l'Abbazia di Casamari. La sua missione si compì pienamente nel silenzio dell'eremitaggio, dal quale trasse l'ispirazione per fondare la congregazione florense, dando vita a un centro di spiritualità che ancora oggi conserva la memoria del suo operato presso San Giovanni in Fiore, luogo dove concluse il suo cammino terreno nel millecentodue.

Egli viene ricordato per l'intensità del suo pensiero e per la complessità del suo percorso ecclesiale. Sebbene alcune sue riflessioni teologiche siano state oggetto di condanna da parte del Concilio Lateranense Quarto, la sua figura fu riabilitata dal Papa Onorio Terzo, il quale, con la bolla del milleduecentoventi, ne attestò la piena ortodossia cattolica. L'attenzione verso il suo esempio di fede è stata recentemente rinnovata dall'Arcivescovo di Cosenza-Bisignano, che nel duemiluno ha dato avvio al processo di canonizzazione, riconoscendo in Gioacchino un uomo che ha cercato Dio con instancabile dedizione, lasciando un'impronta indelebile nella storia della Chiesa e della Calabria.

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San Ludovico (Arcangelo) Palmentieri da Casoria

Sacerdote francescano, fondatore

San Ludovico da Casoria, al secolo Arcangelo Palmentieri, visse nel diciannovesimo secolo distinguendosi come sacerdote francescano e instancabile fondatore di opere di carità. Nato a Casoria l'undici marzo 1814, fu il terzo dei cinque figli di Candida Zenga e di Vincenzo Palmentieri, che faceva il vinaio. La sua esistenza terrena si concluse a Napoli il trenta marzo 1885 all'età di settantuno anni, lasciando un'eredità spirituale profonda e feconda per la Chiesa e per la società del suo tempo.

Egli è ricordato soprattutto per il suo amore sconfinato verso i poveri, i malati, i bambini disabili e i giovani africani sottratti alla schiavitù. La sua opera si sviluppò attraverso la fondazione di istituti educativi e assistenziali, la promozione del riscatto sociale e spirituale e una fitta rete di amicizie sante che segnarono la storia religiosa di Napoli e d'Italia. Fu beatificato da san Giovanni Paolo II il diciotto aprile 1993 e successivamente canonizzato da papa Francesco il ventitré novembre 2014, mentre la sua memoria liturgica si celebra il trenta marzo, giorno della sua nascita al cielo.

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San Pietro Regalado da Valladolid

Francescano

San Pietro Regalado nacque a Valladolid nel 1390 e dedicò l’intera esistenza al servizio di Dio e dei fratelli, seguendo con fedeltà il carisma di San Francesco d’Assisi. Sacerdote di profonda umiltà, egli seppe coniugare la solitudine della vita eremitica con le responsabilità del governo pastorale, divenendo un punto di riferimento spirituale per la Chiesa spagnola del quindicesimo secolo. La sua vita fu un cammino costante verso la santità, vissuto nel nascondimento e nell'obbedienza, lasciando una traccia indelebile di carità operosa che ancora oggi parla al cuore dei fedeli.

Il suo ricordo rimane vivo per la dedizione instancabile rivolta ai bisognosi, che egli considerava come immagine vivente del Cristo sofferente. Canonizzato da Papa Benedetto Quattordicesimo nel 1746, San Pietro Regalado è venerato come protettore speciale dei poveri e dei malati, a testimonianza di un amore che non conosce confini. La sua memoria liturgica, che ricorre il trenta marzo, invita a riscoprire la bellezza della preghiera e la necessità di un servizio umile e generoso verso il prossimo, affinché ogni gesto quotidiano possa trasformarsi in una preghiera gradita al Signore.

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Beata Maria Restituta (Elena) Kafka

Vergine e martire

La Beata Maria Restituta, al secolo Elena Kafka, nacque a Brno nel 1894 ed è ricordata come una figura luminosa di fede incrollabile e di totale dedizione ai malati. Vissuta nel difficile contesto del ventesimo secolo, segnato da dittature e guerre, seppe coniugare una straordinaria competenza professionale come infermiera e anestesista con un amore profondo e coraggioso per Cristo e per i sofferenti.

La sua testimonianza culminò nel martirio a Vienna nel 1943, dove fu decapitata per aver difeso la fede cristiana e il segno della croce contro la barbarie del regime nazista. Proclamata beata da Papa Giovanni Paolo II nel 1998, la Chiesa ne celebra la memoria liturgica il trenta marzo.

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Beato Dodone di Haske

Premostratense

Il Beato Dodone visse nel corso del tredicesimo secolo e viene ricordato come un insigne eremita che scelse la via del silenzio e della penitenza per servire Dio. Fin dalla giovinezza si distinse come un uomo pio e timorato di Dio, sebbene dopo la morte del padre fosse stato costretto al matrimonio contro la sua stessa volontà. Qualche anno dopo le nozze, tuttavia, riuscì ad abbracciare la vita religiosa, ritirandosi nell'abbazia premostratense di Mariengaard. La scelta radicale coinvolse anche i suoi familiari più stretti, poiché sia la moglie sia la madre entrarono nel vicino monastero di Bethlehem. Desideroso di una solitudine ancora maggiore per dedicarsi alla preghiera, Dodone chiese all'abate Siardo di potersi rifugire in un luogo appartato, ottenendo di essere inviato a Bakkeveen. Qui condusse una vita di rigida disciplina, abbandonandosi a lunghe veglie, ad estenuanti digiuni e mortificando il proprio corpo con dolorosi supplizi. La sua straordinaria fama di santità non tardò a diffondersi, richiamando l'attenzione di molti infermi che si recavano a visitarlo fiduciosi di essere risanati, e in moltissimi casi si verificarono effettivamente miracolose guarigioni per suo tramite. Sulla fine del mille duecento venticinque o al principio del mille duecento ventisei, Dodone ottenne di trasferirsi nel romitaggio di Hanske, dove fu nuovamente raggiunto da quanti speravano di ottenere la guarigione.

La tradizione riferisce, tramite una notizia tramandata dal contemporaneo Tommaso Cantimpré, che il beato lasciò per qualche tempo il romitaggio per recarsi a predicare tra i suoi Frisoni, con il nobile scopo di esortarli ad abbandonare l'odio ad oltranza e la vendetta personale. Il domenicano Francois-Hyacinthe Choquet scrisse nella sua opera Sancti Belgi ordinis Praedicatorum che Dodone apparteneva all'Ordine di San Domenico, un'affermazione che tuttavia risulta priva di fondamento storico. Il trenta marzo mille duecento trentuno, mentre era assorto in preghiera nel suo eremo di Hanske, Dodone perì tragicamente travolto nel crollo della sua cella, rovinatagli improvvisamente addosso. Subito dopo la morte sembra siano comparse sul suo corpo le stimmate, la cui veridicità rimane tuttavia molto dubbia. Sulla sua tomba ad Hanske i Premostratensi eressero una propria casa e la chiesa di Nostra Signora di Rosendaal. Oggi il beato è particolarmente venerato ad Hanske e a Bakkeveen, e la sua memoria liturgica ricorre ogni anno il trenta marzo.

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San Verono di Lembeek

San Verono visse nel nono secolo e la tradizione lo ricorda come una figura legata alle origini nobili della stirpe franca. Secondo i racconti tramandati nei secoli, egli avrebbe scelto la via dell'umiltà e dell'ascesi, lasciando la corte dei genitori per intraprendere un cammino di pellegrinaggio che lo condusse a stabilirsi come eremita nel villaggio di Lembeek, situato vicino ad Had nel Brabante. La sua esistenza terrena fu breve, poiché la morte lo colse intorno all'anno ottocento sessantatré, quando aveva all'incirca vent'anni, dopo aver lavorato per un quinquennio come semplice garzone di fattoria in una vita di totale dedizione e di rifiuto dei piaceri mondani.

Il culto e la memoria di San Verono riemersero dall'obbligo del tempo grazie all'opera del monaco Olberto, abate di Gembloux, che intorno all'anno mille e venti redasse la storia del ritrovamento e dei miracoli del santo, dopo che il curato di Lembeek aveva ricevuto celesti avvertimenti in sogno per riportare alla luce la tomba dimenticata. Intorno a questa figura si sviluppò una profonda devozione popolare, suggellata da prodigi e guarigioni che attirarono numerosi pellegrini. La sua testimonianza di fede continua a vivere ancora oggi attraverso le celebrazioni liturgiche e le tradizioni che ne custodiscono la memoria nel tempo.

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San Donnino

Martire in Macedonia

A Salonicco in Macedonia, ora in Grecia, san Donnino, martire.

Santi Martiri di Costantinopoli

Commemorazione di molti santi martiri, che a Costantinopoli, al tempo dell’imperatore Costanzo, per ordine del vescovo ariano Macedonio, furono mandati in esilio o torturati con inauditi generi di tortura.

Sant' Osburga di Coventry

Badessa

A Coventry in Inghilterra, santa Osburga, prima badessa del monastero del luogo.

San Clino (o Clinio)

Abate

Presso Aquino nel Lazio, san Clinio, abate del monastero di San Pietro della Foresta.

San Zosimo di Siracusa

Vescovo

A Siracusa, san Zosimo, vescovo, che fu dapprima umile custode della tomba di santa Lucia, poi abate del monastero del luogo.

San Giulio Álvarez Mendoza

Sacerdote e martire

Nel territorio di San Julián nella regione di Guadalajara in Messico, san Giulio Álvarez, sacerdote e martire, che, durante la persecuzione contro la religione, testimoniò con l’effusione del sangue la sua fedeltà a Cristo Signore e alla sua Chiesa.

San Giovanni Gbec'i

Eremita

Beato Damiano

Eremita camaldolese e cardinale

Beato Martino de Salvitierra

Mercedario

Beato Gregorio Ascissio

Mercedario

San Tola

Vescovo irlandese

Beata Maria Clement di Alençon

Dal Martirologio Romano

A Vercelli, beato Amedeo IX, duca di Savoia, che, durante il proprio governo, favorì in ogni modo la pace e sostenne incessantemente con i mezzi materiali e con l’impegno personale le cause dei poveri, delle vedove e degli orfani. — Martirologio Romano