Santi Antonio Daveluy, Pietro Aumaître, Martino Huin, Gius. Chang Chu-gi, Tomm. Son Cha-son e Luca Hwang

Martiri

Aggiornato il 21 luglio 2026

Santi Antonio Daveluy, Pietro Aumaître, Martino Huin, Gius. Chang Chu-gi, Tomm. Son Cha-son e Luca Hwang

Il cammino verso il martirio

La storia di questi martiri del diciannovesimo secolo è profondamente radicata nell'incontro tra l'Europa e la Corea. Antonio Daveluy, nato ad Amiens nel milleottocentodiciotto, fu ordinato missionario a Parigi prima di giungere in Asia, passando per Macao. Nominato vescovo coadiutore nel milleottocentocinquantasei, egli spese le proprie energie non solo nel governo pastorale, ma anche nell'impegno intellettuale, redigendo un dizionario francese-coreano fondamentale per la comprensione reciproca. Accanto a lui, il sacerdote Pietro Aumaître, nato ad Angouleme nel milleottocentotrentasette, scelse di servire la missione di Naep'o con spirito di umiltà, giungendo fino al gesto di consegnarsi volontariamente alla polizia locale pur di non abbandonare i fedeli. Il sacerdote Martino Huin, originario di Guyonville, svolse il suo ministero nel villaggio di Sekori, offrendo la propria vita nella missione coreana.

A questo gruppo di missionari si unirono i laici coreani, figure essenziali per la diffusione e la conservazione della fede. Giuseppe Chang Chu-gi, battezzato a ventisei anni, servì come catechista e portinaio nel seminario di Paeron, dedicando la vita alla comunità. Tommaso Son Cha-son fu un instancabile collaboratore dei missionari, impegnato attivamente nella diffusione del messaggio cristiano. Luca Hwang, nato a Yonp'ung, mise a disposizione la sua profonda conoscenza della letteratura cinese come insegnante e prezioso assistente del vescovo Daveluy. Tutti loro, segnati da una fede profonda e consapevole, furono arrestati, sottoposti a dure torture e infine condotti a Su-Ryong. Il trenta marzo milleottocentosessantasei, il loro cammino terreno si concluse con la decapitazione, sigillando nel martirio una vita spesa interamente per la diffusione della fede cattolica in terra coreana.

La memoria dei martiri

Il culto dei Santi Antonio Daveluy, Pietro Aumaître, Martino Huin, Giuseppe Chang Chu-gi, Tommaso Son Cha-son e Luca Hwang è strettamente legato alla loro testimonianza di fedeltà. La Chiesa, nel riconoscere il valore del loro sacrificio, ha elevato questi uomini all'onore degli altari attraverso la solenne canonizzazione presieduta da papa Giovanni Paolo Secondo nell'anno millenovecentottantaquattro. Tale atto ha confermato la validità della loro offerta, rendendola un patrimonio spirituale per l'intera comunità cristiana.

La memoria liturgica, celebrata il trenta marzo, rappresenta un momento di profonda riflessione sulla missione e sul dono di sé. In quel giorno, la Chiesa ricorda non solo la morte cruenta avvenuta a Su-Ryong, ma la vita che ha preceduto tale evento: una vita fatta di studio, di catechesi, di insegnamento e di accoglienza del prossimo. La loro figura rimane un punto di riferimento per chiunque desideri approfondire il senso del servizio ecclesiale e della testimonianza cristiana nel mondo. La devozione verso questi martiri invita a pregare per la perseveranza nella fede e per il coraggio di annunciare il Vangelo in ogni circostanza, onorando il sacrificio di coloro che, nel diciannovesimo secolo, hanno donato la propria esistenza per la Chiesa in Corea.

Domande frequenti

Quando si festeggia la memoria di questi martiri?

La memoria liturgica dei Santi martiri è fissata al trenta marzo.

Di cosa sono patroni questi santi?

I fatti forniti non indicano specifici patronati per questi santi.

Nella cittadina di Su-Ryong in Corea, santi martiri Antonio Daveluy, vescovo, Pietro Aumaître, Martino Luca Huin, sacerdoti, Giuseppe Chang Chu-gi, Tommaso Son Cha-sŏn e Luca Hwang Sŏk-tu, catechista, che per la fede in Cristo morirono decapitati. — Martirologio Romano