Il Beato Bertoldo, vissuto nel XIII secolo, è una figura di profonda transizione e spiritualità, ricordato come priore generale dell'Ordine dei Carmelitani. Originario della Lombardia, scelse di abbandonare la sua precedente condizione di soldato per abbracciare la vita monastica, ritirandosi sul silenzioso e fecondo Monte Carmelo, dove la sua esistenza si trasformò in una costante ricerca di comunione con il Signore.
La memoria del Beato Bertoldo è legata soprattutto alla sua guida saggia e paterna della comunità del Carmelo, che egli seppe affidare con totale devozione alla protezione della Madre di Dio. La sua testimonianza di fede e la sua sensibilità mistica continuano a parlare al cuore dei credenti, indicando la preghiera e l'affidamento a Maria come vie maestre per superare le tempeste della vita terrena.
Nel quinto secolo, durante il tempo della crudele persecuzione vandalica promossa dal re ariano Genserico in Africa, la Chiesa ha custodito la testimonianza di uomini fedeli che patirono supplizi e infamità per aver professato la vera fede. Tra di essi emergono tre figure di confessori la cui memoria è giunta sino a noi grazie alla testimonianza dello scrittore Vittore di Vita nella sua Historia persecutionis, opera fondamentale che ha tramandato le loro vicende di fede e di resistenza spirituale.
Sebbene la tradizione e le diverse edizioni dei testi abbiano sollevato questioni e dibattiti sulla condizione sociale e sui nomi esatti dei protagonisti, il Martirologio Romano celebra oggi insieme questi tre santi al ventinove marzo. La loro testimonianza ricorda a ogni credente la forza della grazia divina capace di sostenere la coscienza umana anche nelle ore più oscure della prova e della persecuzione.
I santi Simplicio e Costantino sono venerati come santi abati benedettini, vissuti nel corso del sesto secolo nel monastero di Montecassino. Simplicio figura tra i primi quattro successori abati di San Benedetto a Montecassino, insieme a Costantino, Vitale e Bonito. Subito dopo la loro morte, essi furono venerati come discepoli e primi successori del santo patriarca Benedetto, ricevendo una prima sepoltura proprio accanto a quella del fondatore.
Sebbene non siano pervenuti quasi documenti che raccontino la vita di Simplicio e degli altri primi abati, la tradizione e le fonti storiche ne custodiscono la memoria. I benedettini di Montecassino tributano un culto ai santi Simplicio e Costantino il ventinove marzo, in relazione all'invenzione delle reliquie, sebbene per essi manchino Uffizi o Messe proprie.
San Gwynllyw, noto anche come Gundleius, fu un sovrano del sesto secolo che seppe compiere il passaggio dal potere temporale alla solitudine della preghiera. Nato in Demezia, nel Galles, egli succedette al padre Glywys nel governo del suo popolo, conducendo una vita segnata dalle responsabilità del trono e dal legame matrimoniale con Gladys, figlia di Brychan di Brecknock. La sua figura rimane impressa nella memoria della Chiesa per la radicale conversione che lo portò ad abbandonare le insegne regali per abbracciare un cammino di ascesi.
La testimonianza di San Gwynllyw è ricordata per la profondità del suo distacco dal mondo, operato sotto l'influsso spirituale del figlio Cadoc. Egli scelse di deporre la corona per ritirarsi in eremitaggio, trovando pace e consacrazione nel servizio a Dio. Fondando una chiesa dedicata alla Vergine Maria a Pencarnau, egli trasformò la sua esistenza in un atto di umile devozione, lasciando un segno indelebile nella storia spirituale del Galles e offrendo ai posteri un esempio di come la Grazia possa mutare il cuore di un uomo, orientandolo verso la ricerca dell'eterno.
San Marco di Aretusa fu una figura di rilievo nel travagliato panorama ecclesiale del quarto secolo, un tempo segnato da profondi contrasti teologici e mutamenti politici. Nominato vescovo di Aretusa sotto il regno dell'imperatore Costantino il Grande, egli esercitò il suo ministero in una terra, la Siria, che richiedeva costante discernimento e una solida testimonianza di fede. Il suo percorso episcopale non fu privo di incertezze, riflettendo le tensioni dottrinali tipiche di quel periodo storico, culminate nella sua partecipazione al concilio di Sirmio nell'anno 351.
Il santo è ricordato oggi non solo per il suo servizio pastorale, ma soprattutto per la tenace resistenza opposta durante il regno di Giuliano l'Apostata. In quel tempo di persecuzione, San Marco subì crudeli torture a causa della sua decisione di distruggere un tempio pagano, rimanendo fermo nella propria fedeltà al Vangelo. Dopo aver riabbracciato pienamente l'ortodossia intorno all'anno 360, egli concluse la sua esistenza terrena per cause naturali nel 364. La sua figura è stata recentemente riconosciuta dalla Chiesa cattolica, che ne accoglie la memoria dopo secoli di oblio da parte della storiografia ufficiale, restituendoci l'immagine di un uomo che seppe testimoniare la verità anche nel dolore.
A Napoli, commemorazione di sant’Eustasio, vescovo.
Santa Gladys (Gwladys)
Regina
San Ludolfo di Ratzeburg
Vescovo
A Wismar nello Holstein in Germania, san Ludolfo, vescovo di Ratzeburg e martire, che per aver difeso la libertà della Chiesa fu gettato, per ordine del duca Alberto, in uno squallido carcere e ne fu così prostrato fisicamente, che, non appena liberato dei ceppi, migrò da questo mondo.
Beato Giovanni Hambley
Sacerdote e martire
A Salisbury in Inghilterra, commemorazione del beato Giovanni Hambley, sacerdote e martire, che, durante il regno di Elisabetta I, a motivo del suo sacerdozio, in un imprecisato giorno di questo mese intorno alla Pasqua del Signore, nel supplizio del patibolo si conformò alla passione di Cristo.
San Guglielmo Tempier
Vescovo di Poitiers
A Poitiers in Aquitania, in Francia, san Guglielmo Tempier, vescovo, uomo prudente e risoluto; difese dai soprusi dei nobili la Chiesa a lui affidata e riformò i costumi, offrendo egli stesso l’esempio di una vita integerrima.
Beato Emanuele de Alburquerque
Cavaliere mercedario
Beata Agnese di Chatillon
Monaca
San Longino di Viviers
Vescovo
Sant’ Eumaco di Viviers
Vescovo
Sant’ Aulo di Viviers
Vescovo
San Firmino di Viviers
Vescovo
Dal Martirologio Romano
Sul monte Carmelo in Palestina, beato Bertoldo, che, soldato, fu ammesso tra i fratelli che su questo monte avevano abbracciato la vita monastica e, in seguito, eletto priore, affidò la pia comunità alla Madre di Dio. — Martirologio Romano