Santo Stefano Harding visse tra il 1060 e il 1134 ed è ricordato come il grande riformatore e organizzatore dell'Ordine Cisterciense, benché la sua fama sia stata in parte oscurata dall'opera del celebre san Bernardo di Chiaravalle. Nato nel villaggio inglese di Meriot, presso Sherborne nel Dorset, visse una gioventù avventurosa che lo portò a entrare nell'abbazia benedettina di Sherborne e successivamente a viaggiare in Scozia e a Parigi prima di compiere un pellegrinaggio penitenziale a Roma.
Dopo aver scelto la vita monastica nell'abbazia di Molesme, fu tra i fondatori del monastero di Cîteaux insieme all'abate Roberto di Molesme, diventando poi il terzo abate di questa comunità e tracciando le linee guida spirituali e giuridiche che avrebbero dato prosperità e diffusione in tutta Europa ai monasteri cistercensi.
San Gontranno, nato nel cinquecentoventicinque, visse nel sesto secolo come re dei Franchi e fu figura centrale di quel tempo. Egli era figlio di Clotario primo e nipote di Clodoveo e di santa Clotilde. Per sua natura iniziale fu uomo furbo, violento, amante del piacere e della buona tavola. Tuttavia, la grazia operò in lui una profonda trasformazione, facendolo emergere come simbolo di un rude figlio di barbari civilizzato dal cristianesimo attraverso una fede solida e un sincero pentimento delle sue colpe.
Nel corso della sua vita, Gontranno si distinse per molte buone azioni che dimostravano la ferma volontà di praticare giustizia e religione, preoccupandosi profondamente del suo popolo e della Chiesa. Egli morì il ventotto marzo cinquecentonovadue a Chalon-sur-Saône e fu sepolto nel medesimo luogo. La sua pietà e la sua generosità fecero sì che fosse considerato santo a partire dal settimo secolo per venerazione popolare, e la Chiesa cattolica ne celebra la memoria liturgica proprio il ventotto marzo.
Nel corso del terzo secolo, durante la persecuzione imperiale promossa da Valeriano tra gli anni 257 e 258, tre cristiani originari della campagna offrirono la loro vita per la fede a Cesarea in Palestina. I Santi Prisco, Malco e Alessandro vivevano in un podere alla periferia della città, in un tempo in cui la Chiesa locale vedeva risplendere numerose corone di celeste martirio. Spinti da un profondo ardore spirituale, essi decisero di lasciare la quiete della vita rurale per recarsi spontaneamente davanti al tribunale del giudice, desiderosi di testimoniare l'appartenenza a Cristo.
Questi martiri sono ricordati grazie alla testimonianza dello storico Eusebio di Cesarea nella sua Storia Ecclesiastica, ripresa in seguito dai martirologi occidentali fino alla redazione del Martirologio Romano. La loro memoria liturgica si celebra il 28 marzo, giorno in cui la Chiesa commemora il loro estremo sacrificio offerto tra le fiere dell'arena, coronando una scelta di fede vissuta con coraggio e totale dedizione.
San Proterio visse nel quinto secolo e fu vescovo e patriarca di Alessandria d'Egitto, guidando la Chiesa locale in un tempo di profonda divisione dottrinale e civile. La sua vita si colloca sullo sfondo complesso del concilio di Calcedonia e delle tensioni tra l'impero e le comunità egiziane, che videro nelle decisioni imperiali un'ingerenza inaccettabile. Eletto in un clima di forte malcontento, Proterio cercò di esercitare il proprio ministero tra pressioni politiche, sommosse popolari e l'opposizione irriducibile dei sostenitori del suo predecessore Dioscoro. La tradizione ricorda la sua figura per la fedeltà alla fede ortodossa e per la morte violenta subita nel giorno del Giovedì Santo.
Il santo è particolarmente ricordato per il martirio cruento consumato all'interno di una chiesa alessandrina nel 454, sebbene le fonti storiche collochino la sua drammatica uccisione nel contesto dei tumulti del 457 legati alla successione. La sua memoria liturgica viene celebrata in differenti date dalle tradizioni orientali, mentre il cardinale Cesare Baronio ha scritto che il suo nome è inscritto nel Libro della Vita e che sarà sempre venerato come illustre martire della Chiesa cristiana.
La Beata Giovanna Maria de Maillé visse nel quattordicesimo secolo, attraversando un'epoca segnata da grandi prove storiche come la guerra franco-inglese dei Cent'anni, la grande peste di metà secolo, la rivolta popolare di Parigi e l'insurrezione contadina della Jacquerie nel Nord della Francia. Nacque fortunata, ricca e coccolata il quattordici aprile 1331, precisamente nel castello di La Roche, nei pressi di Saint-Quentin de Touraine, in un casato nobile della regione di Tours. Cresciuta in una famiglia dal clima generalmente religioso e devozionale, ricevette la prima istruzione religiosa da un frate francescano che fungeva da confessore di famiglia, e fin da giovane dimostrata una particolare devozione mariana. Al castello si sussurrava di vere o presunte apparizioni della Madonna, di estasi, di preghiere prolungate e di precoci voti di verginità della fanciulla, la quale perse i genitori in età precoce. La sua esistenza si divise tra la grazia di un matrimonio vissuto nella carità evangelica e il lungo cammino della vedovanza, trascorso nella privazione materiale, nell'accoglienza dei bisognosi e nella preghiera incessante.
Viene ricordata per la sua straordinaria tempra spirituale, capace di trasformare il dolore dell'abbandono e delle persecuzioni familiari in un canale di infinita misericordia verso il prossimo. Scomparsa nel quattordicesimo secolo avanzato e precisamente il ventotto marzo 1414, lasciò una profonda scia di santità che spinse la popolazione locale a venerarla spontaneamente fin da subito, portando a una rapida conclusione del processo diocesano di canonizzazione in appena dodici mesi, coronato infine nel millenotorsentuno dalla proclamazione a beata per opera di papa Pio IX.
San Cono, venerato monaco basiliano originario di Naso in Sicilia, visse nel corso del tredicesimo secolo lasciando un'impronta profonda nella devozione popolare. Il martirologio lo descrive fedele alla disciplina dei Padri orientali, dedito alla preghiera e alla solitudine dopo un pellegrinaggio compiuto ai luoghi santi. La sua figura si muove tra la sobrietà della vita eremitica e la ricchezza di una tradizione che attraversa i secoli, tramandando la memoria di un uomo interamente donato a Dio e ai fratelli.
Egli è ricordato con particolare fervore nella sua terra natale, dove il culto fu confermato da papa Urbano VIII. La tradizione e le leggende locali ne custodiscono la memoria attraverso celebrazioni solenni, espressioni di una fede radicata nel tempo che riconosce in san Cono un potente intercessore e un luminoso esempio di santità cristiana.
San Giuseppe Sebastiano Pelczar è stato una figura luminosa della Chiesa polacca tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, dedicando la propria esistenza al servizio episcopale e all'approfondimento teologico. Nato a Korczyna nel 1842, egli ha saputo coniugare l'impegno pastorale con un'intensa attività accademica, lasciando una traccia profonda nel cuore della comunità ecclesiale. La sua vita, conclusasi a Przemyśl nel 1924, è stata un costante cammino di fedeltà al Vangelo, vissuto attraverso la cura per la formazione del clero e la sollecitudine verso i più fragili.
Il suo ricordo è legato indissolubilmente alla fondazione della Congregazione delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù, istituto sorto nel 1894 per rispondere alle necessità spirituali e materiali del tempo. Canonizzato da San Giovanni Paolo Secondo il 18 maggio 2003, San Giuseppe Sebastiano Pelczar rimane un esempio di dedizione totale a Dio. La sua memoria liturgica invita ancora oggi i fedeli a meditare sulla missione del vescovo come guida sapiente e pastore premuroso, capace di presiedere la propria diocesi con spirito di umiltà e fervore apostolico.
Il Beato Venturino di Bergamo, nato nel 1304, fu un uomo di fede profonda che dedicò la propria esistenza al ministero sacerdotale all'interno dell'ordine domenicano. Entrato giovanissimo nel convento di Santo Stefano nella sua città natale, egli percorse le strade d'Italia e d'Europa con la parola di Dio sulle labbra, segnando la storia del quattordicesimo secolo con il suo fervore apostolico e il suo impegno penitenziale.
La sua figura rimane luminosa per la capacità di attraversare momenti di prova, come l'esilio e la sospensione dal ministero, con animo obbediente alla Chiesa. Ricordato per il suo coraggioso pellegrinaggio di penitenza verso Roma e per la sua partecipazione alla crociata in Oriente, il Beato Venturino concluse il suo cammino terreno a Smirne nel 1346, lasciando una testimonianza di dedizione che continua a interpellare il cuore dei fedeli di ogni tempo.
Il Beato Domenico Maçaj, conosciuto anche come Gjonaj, è nato nel villaggio di Mat i Jushi, in Albania, il 5 febbraio 1920. La sua giovinezza è stata segnata da un cammino di intensa formazione spirituale e culturale, che lo ha visto alunno del Collegio Saveriano di Scutari, istituto retto dai padri Gesuiti, e successivamente studente presso la prestigiosa Pontificia Università Urbaniana. La sua vocazione al sacerdozio si è compiuta con l'ordinazione sacerdotale ricevuta a Roma nel 1944. L'anno successivo a questa consacrazione, il giovane sacerdote ha scelto di fare ritorno nella sua terra d'origine, rientrando in patria proprio mentre aveva inizio la dura persecuzione religiosa orchestrata dal regime comunista. Inizialmente ha prestato servizio come viceparroco della cattedrale di Scutari, per poi assumere l'incarico di parroco di Sheldija, raccogliendo il testimone di don Ndre Zadeja, il quale era stato fucilato nel mese di marzo del 1945. La sua vita terrena si è conclusa prematuramente a causa della violenza cieca del potere politico, che lo ha condotto al martirio a Përmet, in Albania, il 28 marzo 1947, all'età di ventisette anni.
La figura di questo sacerdote è ricordata con profonda venerazione per la straordinaria fermezza con cui ha affrontato la persecuzione e la morte, offrendo la vita per la fede durante il ventesimo secolo. I suoi trascorsi romani e il suo ministero sacro lo avevano reso un bersaglio per i funzionari del regime, che lo hanno arrestato con il pretesto infondato di sabotaggio a seguito di un ritardo causato da un incidente con il veicolo sanitario che guidava durante il servizio militare. Sottoposto a feroci torture per quindici giorni, è giunto davanti al plotone di esecuzione senza subire alcun processo regolare. Nel momento supremo della fucilazione, ha perdonato i suoi carnefici e ha gridato con coraggio la sua fede, morendo come testimone del Vangelo. Il suo sacrificio è stato ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa cattolica il 5 novembre 2016, quando è stato beatificato a Scutari insieme al gruppo dei trentotto martiri albanesi capeggiati da monsignor Vinçenc Prennushi, un gruppo di cui fanno parte anche don Ndre Zadeja e altri diciotto sacerdoti diocesani.
Il beato Giovanni Battista Malo nacque il 2 giugno 1899 a La Grigonnais, nella diocesi di Nantes in Francia, e crebbe a Vay in una famiglia di piccoli contadini. Entrò nel Seminario dell'Istituto delle Missioni Estere di Parigi a ventinove anni, compiendo una vocazione adulta per l'epoca, e fu ordinato sacerdote il 1º luglio 1934. La sua esistenza si spese interamente tra la Cina, il Laos e il Vietnam nel corso del ventesimo secolo, affrontando persecuzioni, fatiche e malattie fino al supremo sacrificio della vita.
Viene ricordato per la sua infaticabile dedizione apostolica come sacerdote e missionario, culminata nel martirio vissuto per amore di Cristo e delle comunità cristiane a lui affidate. La Chiesa ne celebra la memoria liturgica il 28 marzo, unendo il suo nome al gruppo dei martiri del Laos e del Vietnam proclamati beati da papa Francesco l'11 dicembre 2016.
A Tarso in Cilicia, nell’odierna Turchia, san Cástore, martire.
San Cirillo di Eliopoli
Diacono e martire
A Eliopoli in Fenicia, nell’odierno Libano, san Cirillo, diacono e martire, crudelmente ucciso sotto l’imperatore Giuliano l’Apostata.
Sant' Ilarione di Pelecete
Egumeno (Abate)
Presso il monte Olimpo in Bitinia, nell’odierna Grecia, sant’Ilarione, egúmeno del monastero di Pelecete, che difese strenuamente il culto delle sacre immagini.
Beato Antonio (Patrizi) da Monticiano
Eremita agostiniano
A Monticiano presso Siena, beato Antonio Patrizi, sacerdote dell’Ordine degli Eremiti di Sant’Agostino, che fu vero amante dei fratelli e del prossimo.
Beato Cristoforo Wharton
Martire
A York in Inghilterra, beato Cristoforo Wharton, sacerdote e martire, che per il suo sacerdozio fu consegnato al patibolo durante il regno di Elisabetta I.
Beata Renata Maria Feillatreau
Martire
Ad Angers in Francia, beata Renata Maria Feillatreau, martire, che, sposata, durante la rivoluzione francese, morì ghigliottinata per la sua fedeltà alla Chiesa cattolica.
San Carné
Vescovo irlandese
Sant’ Eumelio II di Nantes
Vescovo
Beata Margherita da Verona
Terziaria servita
Dal Martirologio Romano
A Cîteaux in Burgundia, nell’odierna Francia, santo Stefano Harding, abate: giunto da Molesme insieme ad altri monaci, resse questo celebre cenobio, istituendovi i fratelli laici e accogliendo in esso il famoso Bernardo con trenta suoi compagni; fondò dodici monasteri, che vincolò tra loro con la Carta della Carità, affinché non esistesse tra i monaci discordia alcuna e tutti vivessero sotto il medesimo dettame della carità, sotto la stessa regola e secondo consuetudini simili. — Martirologio Romano