28 marzo
Santo Stefano Harding
Abate
Aggiornato il 15 settembre 2026
Dalle origini alla vocazione monastica
Santo Stefano Harding nacque verso il 1060 dalla nobile famiglia degli Harding a Meriot, nei dintorni di Sherborne, nella contea del Dorset in Inghilterra Meridionale. Durante la sua gioventù, vissuta in modo alquanto avventuroso, entrò nell'abbazia benedettina di Sherborne, dove fece la professione religiosa. In seguito agli sconvolgimenti successivi alla conquista normanna, abbandonò la vita religiosa e partì per la Scozia. Successivamente si spostò a Parigi per dedicarsi agli studi. Fece un pellegrinaggio a Roma con lo scopo di ottenere il perdono della sua rinuncia alla vita religiosa. Durante il pellegrinaggio a Roma era accompagnato da un giovane chierico e insieme recitavano strada facendo l'intero Salterio. Sulla strada del ritorno si fermarono nell'abbazia cluniacense di Molesme in Borgogna. L'abbazia di Molesme era stata fondata da poco, nel 1075, dal monaco francese Roberto che ne era l'abate. La vita povera ed austera della comunità di Molesme attrasse Stefano Harding, che volle rimanervi come monaco. L'abbazia di Molesme prosperò, fondò filiali e divenne ricca e potente. Lo spirito che aveva animato la riforma e la fondazione di Molesme prese a decadere fino a scomparire gradualmente. La maggioranza dei monaci di Molesme era favorevole alle regole di Cluny, diffuse nella gran parte delle abbazie di quel tempo. L'abate fondatore Roberto, con un piccolo gruppo di monaci fedeli tra cui Stefano Harding, rimase fermo alla spiritualità dei primi tempi benedettini. A causa dei contrasti che dividevano la comunità di Molesme, l'abate Roberto ottenne l'autorizzazione dell'arcivescovo di Lione, Ugo. Nel 1098 Roberto lasciò l'abbazia con i monaci fedeli e si trasferì a Cîteaux. Santo Stefano Harding giunse a Cîteaux in Borgogna da Molesme insieme ad altri monaci.
La fondazione di Cîteaux e gli anni difficili
Cîteaux si trova a circa venti chilometri a sud di Digione. Il nuovo monastero a Cîteaux fu fondato su un terreno donato dal visconte Rinaldo di Bearne. La fondazione di Cîteaux ebbe l'aiuto del duca Eudes di Borgogna, che divenne uno dei più generosi benefattori della nuova abbazia. L'Ordine Cisterciense prende il nome da Cistercium, nome latino di Cîteaux. La partenza dell'abate fondatore da Molesme sconvolse la comunità, che ne fu screditata in tutta la regione. I monaci di Molesme si rivolsero al papa per ottenere il ritorno di Roberto. Il papa invitò Roberto a ritornare ed egli non poté rifiutarsi. Al posto di Roberto, a Cîteaux subentrò come abate il monaco Alberico. Seguirono anni difficili a Cîteaux, in cui i monaci, pur destando ammirazione per la vita austera, non aumentavano di numero. La scarsità di nuove vocazioni faceva temere per il futuro del nuovo Ordine religioso. Dopo dieci anni di governo, l'abate Alberico morì nel 1109. Dopo la morte di Alberico fu eletto suo successore il monaco cofondatore Stefano Harding. Roberto di Molesme fu l'anima fondatrice dell'Ordine, Alberico il continuatore degli anni più sofferti, e Stefano Harding il grande riformatore e organizzatore. Con il suo coraggio Stefano seppe superare le difficoltà in cui versava la comunità, aggravate dalla morte di molti religiosi. Gli sforzi dei fondatori-abati per trovare discepoli sembravano inizialmente destinati al fallimento.
La grande riforma e l'arrivo di san Bernardo
Il primo ad avviare e consolidare l'esperienza riformatrice di Cîteaux, secondo l'idea di Roberto di Molesme, fu proprio Stefano Harding. L'esperienza si basava su vita povera ed austera e rigorosa fedeltà alla Regola benedettina. La Regola benedettina adottata includeva l'invito a sostenersi con il lavoro delle proprie mani. A Cîteaux Stefano resse il cenobio istituendo i fratelli laici. Durante il suo governo, compreso tra il 1109 e il 1134, Stefano Harding accolse nel monastero san Bernardo nel 1112. San Bernardo era signore di Fontaine-les-Dijon. San Bernardo si presentò al monastero con una trentina di compagni, tra parenti ed amici, per prendere l'abito cistercense. A Cîteaux Stefano accolse il famoso Bernardo con trenta suoi compagni. Un afflusso provvidenziale di nuovi monaci salvò il futuro del monastero dal fallimento dovuto alla mancanza di discepoli. San Bernardo di Chiaravalle è vissuto tra il 1090 e il 1153. Stefano accolse nella comunità monastica san Bernardo. San Bernardo fondò nel 1135 l'abbazia di Chiaravalle nei pressi di Milano. La fama di santo Stefano Harding è stata in parte oscurata dall'opera del grande riformatore cisterciense san Bernardo di Chiaravalle. San Bernardo dominò l'Ordine con la sua forte personalità pur non essendone il capo. Sotto san Bernardo e san Stefano i monasteri cistercensi raggiunsero grande diffusione e prosperità in Europa.
Le fondazioni e la Carta della Carità
A partire dal 1113 Stefano mandò un gruppo di religiosi a fondare l'abbazia di La Ferté nella diocesi di Chalon-sur-Saône. Nel 1114 avvenne la fondazione dell'abbazia di Pontigny. Nel 1115 avvenne la fondazione dell'abbazia di Clairvaux con san Bernardo come abate. Nel 1115 avvenne la fondazione dell'abbazia di Morimond. Le abbazie di La Ferté, Pontigny, Clairvaux e Morimond furono chiamate le quattro figlie di Cîteaux. Stefano fondò dodici monasteri vincolandoli con la Carta della Carità per evitare discordie tra i monaci. L'abate Stefano istituì un ordine gerarchico per unire i monasteri in un legame di carità e unità coordinato dall'abbazia madre. Stefano redasse gli Statuti dell'Ordine chiamati Carta della Carità per stabilire le regole di convivenza dei monasteri. Gli statuti dell'Ordine, la Charta Caritatis, furono approvati nel 1119. Ogni abbazia doveva restare unita giuridicamente all'abbazia-madre. L'abate fondatore doveva visitare annualmente le abbazie-figlie per vigilare sul rispetto delle regole. Tutti gli abati dovevano riunirsi ogni anno a settembre a Cîteaux in un Capitolo Generale. La Carta della Carità fu approvata il 23 dicembre 1119 da papa Callisto II. Papa Callisto II confermò la fondazione dell'Ordine Cisterciense con l'approvazione del 1119. La Santa Sede propose la costituzione cistercense come modello a tutti gli Ordini religiosi durante il IV Concilio Lateranense del 1215. Nel 1115 l'abate Stefano diede gli statuti e gli usi cistercensi a un gruppo di monache di Jully-les-Nonnains presso Digione. Le monache di Jully-les-Nonnains avevano da poco fondato l'abbazia di Notre-Dame di Tart sottomessa a Cîteaux. Il monastero di Notre-Dame di Tart fu il primo di una serie di monasteri di monache cistercensi destinati a moltiplicarsi.
La semplicità di vita e le opere liturgiche
Con Stefano Harding, l'Ordine Cisterciense per tutto il XII secolo e parte del XIII osservò una grande semplicità di vita. La semplicità di vita si rifletteva in tutti i campi: i monaci vestivano una veste bianca per devozione alla Madonna. Vi era semplicità nei riti liturgici e nell'arredamento delle chiese. Nei chiostri e negli edifici non vi erano pitture, né sculture, né pavimenti o vetrate colorate, per evitare distrazioni per i monaci. La chiesa non aveva campanile. Nessuno era ammesso agli uffici divini, che erano riservati solo ai monaci. Gli edifici del monastero erano disposti in modo che tutto fosse subordinato alla vita dei monaci. Nel punto più alto del complesso vi era sempre la chiesa. L'acqua era abbondante, proveniente da cisterne. L'acqua serviva per gli usi domestici e per far funzionare le officine, la birreria, il mulino, i laboratori e altre strutture. Nel monastero non mancano le fognature. Stefano si dedicò alla riforma dei libri liturgici. Volle fissare un testo autentico della Bibbia, impresa considerevole che riuscì a portare a termine. Contemporaneamente intraprese la revisione del Graduale, dell'Antifonario e dell'Innario. Stefano scrisse la prima storia del nuovo Ordine intitolata Exordium Cisterciensis Coenobii. L'Exordium Cisterciensis Coenobii esponeva i dettagli del programma di riforma con particolare riguardo all'osservanza della regola di san Benedetto da Norcia nella sua purezza originale. Stefano si dedicò alla revisione della Vulgata ad uso dei monaci.
Gli ultimi anni, la morte e il culto
L'abate Stefano mantenne stretti rapporti con i papi del tempo. I papi affidarono a Stefano incarichi per sanare controversie tra varie abbazie e concessero benefici economici all'Ordine. Dopo ventiquattro anni di governo stanco e ammalato l'abate Stefano si dimise nel 1133. L'abate Stefano morì il 28 marzo 1134 a Cîteaux in Francia. Alla morte di Stefano l'Ordine Cisterciense contava più di settanta monasteri diffusi in Europa. Stefano fu sepolto nella chiesa abbaziale di Cîteaux accanto al suo predecessore Alberico. Le salme di Stefano e Alberico furono spostate in una tomba all'angolo del chiostro tra la chiesa e il capitolo in seguito alla costruzione di una chiesa più grande. Nel 1491 il nome del terzo abate cistercense fu inserito nel Compendio dei Santi dell'Ordine Cisterciense. Il cardinale Cesare Baronio inserì il nome di Stefano nel suo Martirologio Romano al 17 aprile. Nel 1623 la festa religiosa di santo Stefano Harding fu confermata dal Capitolo Generale al 17 aprile. La celebrazione di santo Stefano Harding fu spostata dal 17 aprile al 16 luglio. La celebrazione fu successivamente spostata al 26 gennaio in occasione della festa dei santi Fondatori dell'Ordine Roberto, Alberico e Stefano. La recente edizione del Martirologio Romano colloca la celebrazione di santo Stefano Harding il 28 marzo nel giorno della sua ricorrenza mortuaria.
Il cammino e la fondazione
Nato a Meriot, nella regione inglese del Dorset, Stefano iniziò il suo percorso spirituale entrando nel monastero di Sherborne. Mosso da un profondo desiderio di conoscenza e purificazione, proseguì i suoi studi a Parigi e intraprese successivamente un pellegrinaggio penitenziale verso Roma. Questo lungo itinerario interiore e geografico lo condusse infine a stabilirsi nel monastero di Molesme, in Francia, dove cercò di vivere pienamente l'ideale monastico.
Nel 1098, spinto dalla ricerca di una solitudine più feconda e di una povertà più rigorosa, Stefano fu tra i co-fondatori del nuovo monastero di Cîteaux. Nel 1109, succedendo ad Alberico, venne eletto abate della comunità. Sotto la sua guida paterna e ferma, il monastero fiorì: nel 1112 accolse il futuro san Bernardo e, per dare stabilità e unione alle nuove fondazioni, Stefano redasse lo statuto della Carta della Carità. Nel 1133, provato dalla malattia, scelse di dimettersi dall'incarico, spegnendosi piamente a Cîteaux l'anno successivo, nel 1134.
La memoria liturgica
Il ricordo di santo Stefano Harding viene celebrato oggi il 28 marzo, giorno in cui si compì il suo transito terreno nella quiete di Cîteaux. Nei secoli passati, la sua memoria liturgica ha conosciuto date differenti, venendo solennemente ricordata il 17 aprile e, in un'altra epoca, il 26 gennaio, a testimonianza del legame profondo con le origini dell'ordine monastico da lui edificato.
Domande frequenti
Quando si festeggia santo Stefano Harding?
La recente edizione del Martirologio Romano colloca la celebrazione di santo Stefano Harding il 28 marzo nel giorno della sua ricorrenza mortuaria.
A Cîteaux in Burgundia, nell’odierna Francia, santo Stefano Harding, abate: giunto da Molesme insieme ad altri monaci, resse questo celebre cenobio, istituendovi i fratelli laici e accogliendo in esso il famoso Bernardo con trenta suoi compagni; fondò dodici monasteri, che vincolò tra loro con la Carta della Carità, affinché non esistesse tra i monaci discordia alcuna e tutti vivessero sotto il medesimo dettame della carità, sotto la stessa regola e secondo consuetudini simili. — Martirologio Romano