28 marzo
Santi Prisco, Malco e Alessandro
Martiri di Cesarea di Palestina
Aggiornato il 15 settembre 2026
La testimonianza di Eusebio e la scelta del martirio
Eusebio di Cesarea riporta il martirio di tre cristiani nella sua Storia Ecclesiastica, collocando l'evento durante la persecuzione di Valeriano negli anni tra il 257 e il 258, sebbene la data della morte venga talvolta indicata anche nel 260. I tre abitavano in campagna, precisamente in un podere alla periferia di Cesarea in Palestina. Dapprima Prisco, Malco e Alessandro si rimproverarono a vicenda di essere ignari e negligenti, rammaricandosi di ritirarsi mentre l'occasione distribuiva i premi del combattimento agli infiammati di amore divino. Presa una comune deliberazione, partirono per Cesarea, dove a quel tempo si offrivano allo sguardo numerose corone di celeste martirio. Mossi da divino ardore, i tre si presentarono spontaneamente dal giudice per subire il martirio, biasimando lo stesso magistrato perché infieriva soltanto contro il sangue dei pii. Il giudice diede immediatamente i tre in pasto alle fiere in quanto cristiani, ed essi ebbero così l'onore del santo martirio divenendo preda delle bestie. Di Prisco, Malco e Alessandro non si conosce altro se non il fatto che andarono essi stessi a confessare la fede per morire martiri.
La tradizione agiografica e il culto
Non si trovano tracce del culto dei tre nei calendari antichi. Floro fu per primo a introdurre il gruppo di martiri di Cesarea nel suo Martirologio, dedicando loro un lungo elogio tratto dalla traduzione di Eusebio fatta da Rufino. Floro scelse la data del 28 marzo trovando la menzione di un Alessandro a Cesarea nel Martirologio Geronimiano. Secondo H. Delehaye, l'Alessandro del 28 marzo sarebbe uno dei martiri commemorati al 24 marzo nel gruppo di otto guidato da Timolao, personaggio di cui Eusebio parla nel suo libro sui martiri della Palestina. Lo stesso Alessandro ritorna da solo nel Martirologio Geronimiano il 25 e il 27 dello stesso mese, e l'autore nota che non si vede la ragione per cui l'Alessandro compagno di Prisco e Malco sarebbe entrato nel Geronimiano senza di loro. Dopo Floro, la notizia passò nel Martirologio di Adone, mentre Usuardo ne riprese la notizia abbreviandola nella parte centrale. Successivamente, Cesare Baronio tornò al testo lungo inserendolo con qualche modifica nel Martirologio Romano al 28 marzo, e oggi il Martirologio commemora i santi martiri Prisco, Malco e Alessandro proprio al 28 marzo.
La vita e il martirio
La vicenda terrena dei Santi Prisco, Malco e Alessandro si svolge nel contesto della Cesarea in Palestina del terzo secolo. Essi conducevano una vita semplice e laboriosa, dimorando in un podere situato nei pressi della città. In quella dimensione quotidiana, lontana dai clamori pubblici, maturarono una fede profonda e una dedizione assoluta che li avrebbe condotti, nell'anno duecentocinquantotto, verso la testimonianza suprema. La loro scelta di fede non fu dettata da una costrizione esterna, ma da un moto interiore di straordinaria audacia: essi decisero infatti di presentarsi spontaneamente al cospetto del giudice per confessare apertamente il nome di Cristo.
Davanti all'autorità costituita, che esigeva l'abiura, i tre confessori mantennero un atteggiamento di incrollabile fermezza, rifiutando di rinnegare la propria appartenenza al Signore. Questa professione di fede, espressa con parole chiare e senza esitazioni, provocò la reazione del potere giudiziario dell'epoca. La condanna emessa fu terribile: essi furono destinati all'esposizione alle fiere nel circo, una pena brutale volta a piegare lo spirito attraverso la sofferenza fisica. Nonostante la durezza della sentenza e la violenza del supplizio, Prisco, Malco e Alessandro affrontarono il momento finale con la dignità dei santi, suggellando il loro legame con Dio attraverso il dono totale della vita. La loro testimonianza di sangue a Cesarea rimane impressa nella memoria cristiana come un segno indelebile di fedeltà, capace di superare i secoli e di parlare ancora oggi a chi cerca la luce della verità nel cammino terreno.
Il culto e la memoria
Il culto dedicato ai Santi Prisco, Malco e Alessandro trova il suo centro nella celebrazione liturgica che la Chiesa universale rinnova ogni anno. La loro memoria è ufficialmente iscritta nel Martirologio Romano, il libro che raccoglie i nomi e le testimonianze di coloro che hanno versato il sangue per la fede. Attraverso questa inclusione solenne, la Chiesa riconosce il valore perenne del loro sacrificio, offrendolo come modello di perseveranza per ogni generazione di credenti.
La commemorazione dei tre martiri di Cesarea invita i fedeli a riflettere sulla gratuità del dono della fede e sulla forza che essa infonde nei momenti di prova. Pur nella sobrietà della narrazione storica, la devozione verso questi santi si è mantenuta viva, alimentata dalla consapevolezza che la loro testimonianza non appartiene solo al passato, ma costituisce una parte integrante del patrimonio spirituale della comunità cristiana. Onorare la loro memoria significa rinnovare l'impegno a vivere con coerenza il Vangelo, ricordando sempre che ogni atto di amore e di fedeltà, anche il più nascosto, trova il suo compimento nel disegno di Dio.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santi Prisco, Malco e Alessandro?
La memoria liturgica dei santi martiri Prisco, Malco e Alessandro si celebra il 28 marzo.
Commemorazione dei santi martiri Prisco, Malco e Alessandro: al tempo della persecuzione dell’imperatore Valeriano, essi abitavano in un podere alla periferia di Cesarea in Palestina, città in cui si offrivano allo sguardo numerose corone di celeste martirio; mossi da divino ardore, si presentarono spontaneamente davanti al giudice e, avendolo biasimato perché infieriva soltanto contro il sangue dei pii, furono da lui immediatamente dati in pasto alle fiere in quanto cristiani. — Martirologio Romano