San Gontranno (Guntramno)
Re dei Franchi
Aggiornato il 22 luglio 2026
Le origini e il regno
San Gontranno nacque nel cinquecentoventicinque, figlio di Clotario primo e nipote per parte di padre e di madre di Clodoveo e di santa Clotilde. In seguito alla morte del genitore, Gontranno divise il regno paterno con i suoi fratelli, assumendo il governo di Orléans, della Borgogna, del Berry e di una parte della Provenza. La tradizione e i cronisti ricordano che all'inizio della sua parabola terrena Gontranno fu per natura furbo, violento, amante del piacere e della buona tavola. Nonostante tali inclinazioni terrene, Gontranno manifestò una fede solida e un sincero pentimento delle sue colpe, compiendo molte buone azioni che dimostravano la volontà di praticare giustizia e religione. Nel corso della sua esistenza, Gontranno si sposò tre volte con ancelle e non ebbe figli. Verso il cinquecentosessantasette e il cinquecentosettanta, Gontranno scelse Chalon-sur-Saône come capitale del suo regno.
Nel suo agire politico, Gontranno si tenne sempre fuori dalle lotte e dalle questioni tra fratelli e nipoti, intervenendo soltanto come moderatore per placare i conflitti. Gontranno fu protettore dei vescovi e si mostrò molto reverente nei loro confronti, rispettando i canoni per le nomine episcopali e il diritto d'asilo. Quando sorsero divergenze con alcuni vescovi e con suo fratello Sigeberto, Gontranno sottopose ogni questione a un concilio. Inoltre, Gontranno volle riparare alle violenze commesse da Chilperico a danno delle chiese e dei poveri. Per dare stabilità e ordine alla vita ecclesiale, Gontranno convocò sei concili in circa venti anni nelle principali città del suo stato, ovvero Lione, Chalon, Mâcon e Valence. Sovrano attento ai bisogni della collettività, Gontranno ebbe cura del suo popolo e volle sollevare le miserie dovute a flagelli naturali. I cronisti riferiscono che Gontranno offriva se stesso a Dio in penitenza e digiuno come vittima per i suoi sudditi, distribuendo generosamente i suoi tesori alle chiese e ai poveri.
Le fondazioni e l'evangelizzazione
L'opera di governo di San Gontranno si tradusse in un imponente impegno per l'espansione e il sostegno della fede cristiana. Gontranno si preoccupò con sollecitudine dell'evangelizzazione dei suoi territori, rivolgendo particolare attenzione alle montagne del Giura. Per sostenere tale missione, Gontranno fondò nei sobborghi della sua capitale l'abbazia dei Santi Pietro e Paolo, che in seguito divenne nota come San Marcello. Gontranno inviò religiosi provenienti da San Benigno di Digione a fondare nuove case monastiche a Pontarlier e a Salins. Altri religiosi furono mandati da Gontranno nell'abbazia di Agauno, situata a Saint-Maurice-en-Valais. Tra il cinquecentosettanta e il cinquecentosettantacinque, Gontranno accolse san Colombano ad Annegray, e una ventina d'anni dopo Gontranno donò Luxeuil allo stesso san Colombano. Alla generosità di Gontranno si attribuisce inoltre la fondazione del monastero di Baume-les-Dames e di altre abbazie.
Gontranno dotò generosamente le abbazie esistenti nel suo regno, tra cui quelle di San Sinforiano di Autun, San Benigno di Digione, Cestre, Nostra Signora di Sales a Bourges e San Maurizio di Agauno. Gontranno provvide anche alla ricostruzione dell'abbazia di San Maurizio di Agauno e fondò i monasteri di Chalon, Mâcon, San Marcello e San Clemente. Per garantire una lode continua al Signore, Gontranno fece donazioni ad Agauno e a San Benigno affinché fosse celebrata la salmodia perpetua, e volle porre un certo numero di monasteri alle dipendenze proprio di Agauno. Nel campo dell'edilizia sacra, Gontranno fece costruire la chiesa di San Pietro a Ginevra. Nel cinquecentosessantacinque Gontranno fondò una chiesa a Moriana per conservarvi le reliquie di san Giovanni Battista che erano state portate da Alessandria, e nello stesso luogo Gontranno istituì un seggio episcopale che risulta esistente ancor oggi. Gontranno fu dunque simbolo della forza e dell'opera della grazia come rude figlio di barbari civilizzato dal cristianesimo.
Il transito e il culto
San Gontranno concluse la sua vita terrena il ventotto marzo cinquecentonovadue e fu sepolto a San Marcello di Chalon. A Chalon si credette per molto tempo che Gontranno si fosse fatto monaco prima di morire. La pietà e la generosità di Gontranno fecero sì che fosse considerato santo a partire dal settimo secolo per venerazione popolare, e il nome di Gontranno figura in qualche manoscritto del Martirologio Geronimiano. Il corpo di Gontranno restò custodito a Chalon. Il culto di Gontranno si sviluppò ulteriormente dopo il quattordicesimo trentacinque, anno in cui Giovanni Rolin restaurò la sua tomba. La festa di Gontranno fu celebrata dalla Chiesa di Chalon e dalle diocesi di Moriana, Orléans, Besançon e Losanna, mentre oggi il nome di Gontranno figura nel Proprio di molte diocesi francesi.
Nel sedicesimo secolo le vicende storiche portarono gli Ugonotti a devastare la tomba di Gontranno e a disperdere le reliquie. Tuttavia, il capo di Gontranno fu salvato ed è tuttora conservato in un reliquiario d'argento. Un braccio di Gontranno fu invece conservato a Moriana da epoca imprecisata fino al mille settecentonovantatré. Il Martirologio Romano celebra la memoria di san Guntramno il ventotto marzo. La figura di Gontranno rimane luminosa per aver saputo unire la forza del potere temporale alla ricerca della giustizia evangelica.
Il cammino terreno
La vita di San Gontranno si snoda nel cuore del sesto secolo, un'epoca segnata da profonde inquietudini e da un continuo mutamento degli equilibri di potere. Divenuto re di Orléans e di Borgogna, egli scelse di abitare le proprie responsabilità non come un tiranno, ma come un custode dell'ordine e della pace. In un contesto dominato da violente contese tra i membri della dinastia franca, il suo operato si distinse per una ricerca costante di moderazione, agendo sovente come mediatore per ricomporre le fratture tra i potenti. La sua azione di governo non si limitò all'amministrazione terrena, ma si estese con vigore alla vita della Chiesa, nella consapevolezza che la stabilità del regno dipendesse dalla rettitudine del costume e dalla solidità della fede.
Il suo impegno si manifestò concretamente attraverso la promozione di sei concili episcopali, occasioni in cui il sovrano chiamò i pastori a regolare con sapienza la vita religiosa e morale dei fedeli. La cura per la spiritualità del suo popolo trovò espressione anche nel sostegno a nuove realtà monastiche, tra cui spicca l'abbazia dei Santi Pietro e Paolo a Chalon-sur-Saône. Egli nutrì una particolare devozione per il culto dei santi, manifestata attraverso la fondazione della chiesa di Moriana, destinata ad accogliere le reliquie di San Giovanni Battista. La sua apertura d'animo si rivelò anche nell'accoglienza riservata a San Colombano e nell'attivo sostegno all'evangelizzazione delle terre del Giura. San Gontranno si spense a Chalon-sur-Saône nel cinquecentoventidue, lasciando dietro di sé l'immagine di un monarca che, pur tra le ombre della storia, seppe ricercare la luce del Vangelo.
La memoria liturgica
La figura di San Gontranno ha attraversato i secoli non per decreto di potere, ma per il riconoscimento spontaneo del suo popolo. Già a partire dal settimo secolo, la venerazione verso la sua persona si radicò profondamente nel cuore dei fedeli, che videro in lui un modello di re cristiano, attento alle necessità della Chiesa e sollecito nel promuovere la pace. Tale devozione si è tramandata nei secoli, trovando il suo posto nel Martirologio Romano, che ne fissa la memoria liturgica al ventotto marzo.
Oggi la Chiesa lo ricorda come un esempio di come la fede possa trasformare l'agire di chi ricopre ruoli di responsabilità. Il riconoscimento di San Gontranno come patrono del Regno dei Franchi non è solo un omaggio alla sua storia dinastica, ma un segno di gratitudine per l'opera di civilizzazione e di evangelizzazione che egli seppe promuovere. La sua vita ci invita a riflettere su quanto sia necessario, in ogni tempo, che l'autorità sia sempre accompagnata dall'umiltà e dalla ricerca sincera della giustizia, virtù che hanno reso il suo nome degno di essere invocato nella preghiera della comunità cristiana.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Gontranno?
San Gontranno si festeggia il ventotto marzo, giorno in cui il Martirologio Romano ne celebra la memoria liturgica.
A Châlon-sur-Saône in Burgundia in Francia, deposizione di san Guntramno, re dei Franchi, che distribuì i suoi tesori alle chiese e ai poveri. — Martirologio Romano