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28 marzo

San Cono (Conone) di Naso

Monaco basiliano

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e il cammino eremitico

Mancano documenti antichi che informino direttamente sulla vita di san Cono, ma la tradizione leggendaria colloca la sua nascita a Naso al tempo di Ruggero secondo, re di Sicilia dal 1130 al 1154. La leggenda posseduta sul santo potrebbe tuttavia riallacciarsi a scritti anteriori secondo alcuni studiosi. San Cono abbracciò la vocazione monastica divenendo monaco basiliano e compì un pellegrinaggio a Gerusalemme per venerare i luoghi santi della Passione. Al ritorno dal pellegrinaggio, san Cono trovò i genitori morti nella propria casa. In quel momento di dolore, san Cono diede tutti i suoi beni ai poveri e scelse di vivere come anacoreta, ritirandosi in preghiera e penitenza. Questi eventi fondamentali trovano conferma anche nel martirologio, che colloca san Cono a Naso in Sicilia, descrivendolo come monaco secondo la disciplina dei Padri orientali e confermando il suo ritorno dai luoghi santi, la morte dei genitori, la distribuzione del patrimonio ai poveri e la scelta della vita eremitica.

La tradizione e il culto

La figura del santo è legata a una ricca fioritura di racconti e memorie tramandate nel tempo. La tradizione attribuisce a Cono molti miracoli, parte dei quali sono considerati invenzioni fantastiche dalla critica moderna. Tra gli episodi più noti, la leggenda narra che san Cono protesse il paese da un'incursione nemica circondandolo miracolosamente con graticciate di ferro incandescente. La leggenda di Cono si divulgò largamente anche per mezzo di stampe popolari come la opera intitolata Vita, miracoli et morti dello beato Cono da Naso. Tale opera fu redatta nel 1549 e si conosce inoltre una successiva edizione del 1556. Il culto ricevette la sanzione ufficiale quando papa Urbano VIII confermò la venerazione tributata al santo. San Cono è festeggiato nel suo dies natalis, il 28 marzo, giorno della sua morte avvenuta nel 1236. Egli è inoltre festeggiato il 3 giugno e il primo settembre per motivi non ancora ben chiariti dagli studiosi.

Le celebrazioni e la devozione a Naso

A Naso si celebrano solenni feste in onore di Cono, di cui la più importante ricorre nel mese di settembre. La festa di settembre è allestita con i denari volontariamente versati dai devoti nel caratteristico coppu. Durante questa ricorrenza, il busto di san Cono è montato su una pesante macchina processionale e viene portato in processione attraverso le vie del paese. Per l'occasione della festa, il borgo si orna devotamente di archi, piramidi di edera e lampioni variopinti. Alla macchina processionale si usano legare le spighe che dovranno successivamente essere mescolate al grano destinato alla semina. Il simulacro di san Cono presenta un aspetto singolarmente sgradevole, caratterizzato da occhi grandi e spaccati, naso aquilino, labbra grosse e una faccia bronzina e larghissima. Proprio questo aspetto del simulacro è divenuto nel tempo termine di paragone per la bruttezza delle persone secondo alcuni proverbi locali. Tra questi, un proverbio assai diffuso recita Avi 'a facci 'i san Conu. San Cono è tradizionalmente invocato dai fedeli contro i mali degli orecchi e del naso. In passato, nello stemma del paese fu aggiunta la rappresentazione di un naso fra due orecchi proprio in collegamento con il protettorato del santo. Il popolo interpretò questa particolare rappresentazione araldica come un ammonimento del santo a aver buon naso, ascoltar assai e parlar poco.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Cono di Naso?

San Cono è festeggiato nel giorno della sua morte il 28 marzo, e inoltre il 3 giugno e il primo settembre.

Di cosa è patrono San Cono di Naso?

San Cono è patrono del paese di Naso.

A Naso in Sicilia, san Cono, monaco secondo la disciplina dei Padri orientali, che, di ritorno da un pellegrinaggio ai luoghi santi, avendo trovato defunti i suoi genitori, distribuì tutto il suo patrimonio ai poveri e abbracciò la vita eremitica. — Martirologio Romano