San Cono (Conone) di Naso
Monaco basiliano
Aggiornato il 21 luglio 2026
Il cammino di ascesi
La vicenda umana di San Cono si inserisce nel solco della tradizione monastica basiliana, che in Sicilia ha trovato antiche e solide radici. Dopo aver accolto il distacco dai beni materiali come un atto di libertà interiore e di carità verso i bisognosi, egli scelse di consacrarsi totalmente alla vita monastica. Il desiderio di incontrare il Signore lo portò a compiere un lungo e faticoso pellegrinaggio a Gerusalemme, un viaggio che nel Medioevo rappresentava non solo una meta fisica, ma un vero e proprio itinerario dell'anima verso la sorgente della salvezza. Tornato in patria, San Cono non cercò onori umani, ma scelse la via dell'anacoresi, ritirandosi in una solitudine feconda di contemplazione. Questa scelta di vita eremitica gli permise di purificare il cuore e di crescere in un'unione profonda con Dio, lontano dalle distrazioni del mondo. La sua esistenza, trascorsa tra la preghiera costante e il rigore della disciplina monastica, divenne un faro per le comunità cristiane del tempo. La sua testimonianza di umiltà e di distacco ci ricorda come la vera ricchezza risieda nell'abbandono fiducioso alla volontà divina. Fino ai suoi ultimi giorni, vissuti a Naso, San Cono ha incarnato l'ideale del monaco che, pur vivendo nella precarietà della carne, aspira costantemente alla luce del volto di Cristo, lasciando un'eredità spirituale che ha attraversato i secoli e che continua a ispirare quanti, anche oggi, cercano nel silenzio e nella preghiera un senso profondo per il proprio cammino di fede.
Il culto e la devozione
Il culto di San Cono si è consolidato nel tempo, varcando i confini della Sicilia per radicarsi profondamente nella pietà popolare. La solenne canonizzazione, proclamata da papa Urbano Ottavo, ha ufficializzato una venerazione che era già viva e sentita dal popolo cristiano. A Naso, in particolare, il santo è venerato come protettore e intercessore, custode della fede di intere generazioni. La fiducia dei fedeli si esprime in modo singolare attraverso l'invocazione del suo nome per la guarigione dalle malattie legate all'udito e al naso, segno di come la santità venga percepita come una benedizione che tocca la concretezza della sofferenza umana. La memoria liturgica di San Cono viene celebrata con solennità in diverse date, a testimonianza di una devozione che non si esaurisce in un singolo momento, ma che accompagna costantemente il ritmo della vita della comunità. Egli rimane una figura di riferimento, un intercessore presso il Padre che continua ad ascoltare le preghiere di chi si affida alla sua protezione.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Cono?
La sua memoria liturgica si celebra il 28 marzo, il 3 giugno e il 1 settembre.
Di cosa è patrono San Cono?
È patrono della città di Naso ed è invocato per la guarigione dai mali dell'orecchio e del naso.
A Naso in Sicilia, san Cono, monaco secondo la disciplina dei Padri orientali, che, di ritorno da un pellegrinaggio ai luoghi santi, avendo trovato defunti i suoi genitori, distribuì tutto il suo patrimonio ai poveri e abbracciò la vita eremitica. — Martirologio Romano