26 giugno
San Giuseppe Maria Robles Hurtado
Sacerdote e fondatore, martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la formazione
José María Robles Hurtado nacque il 3 maggio 1888 a Mascota, un paese messicano nella Sierra Madre a duecento chilometri da Guadalajara. I suoi genitori erano Antonio Robles e Petronila Hurtado. La madre Petronila Hurtado era profondamente cristiana ed ebbe un notevole influsso educativo su di lui. Fu battezzato il giorno stesso della nascita. Ricevette la Cresima il 10 marzo 1896 e la Prima Comunione il 12 settembre 1896. Compì i suoi studi primari in parte nelle scuole statali e in parte in quella parrocchiale. Nel 1900 entrò nel Seminario Minore della diocesi di Guadalajara su invito dei genitori, pur dovendo appartenere a quello diocesano di Tepic. Quattro anni dopo fu sul punto di lasciare il seminario per motivi di salute e scrupoli. I genitori intervennero per fargli ripensare alla propria vocazione. Dopo un corso di Esercizi spirituali decise di continuare la formazione. Soffriva di intensi mal di testa causati dall'affaticamento della vista. Iniziò a portare gli occhiali che usò per il resto della vita, risolvendo il problema dei mal di testa. Passò al Seminario Maggiore di Guadalajara. Era intelligente e molto studioso e ottenne sempre il massimo dei voti. Ricevette la tonsura nel gennaio 1905. Nel 1908 accompagnò il suo professore don Ignacio Plascencia, vescovo eletto di Tehuantepec, in una missione di quattro mesi e mezzo nello Stato di Oaxaca. Nel 1911 fu ordinato suddiacono e diacono. Nel 1912 fu nominato vicerettore ed economo del Seminario. Fu ordinato sacerdote il 22 marzo 1913 nella chiesa dell'Addolorata a Guadalajara prima di compiere venticinque anni.
Il ministero sacerdotale e le prime opere
I suoi primi incarichi sacerdotali si svolsero a Guadalajara come cappellano delle suore Ancelle di Gesù Sacramentato e direttore dell'Istituto del Sacro Cuore. L'Istituto del Sacro Cuore comprendeva scuole elementari e superiori. A causa dell'avanzare delle forze del generale Obregón la scuola dovette chiudere. Nel maggio 1914 tornò al suo paese natale per una vacanza forzata e anticipata. Scrisse opuscoli per divulgare la devozione al Sacro Cuore di Gesù a causa dell'impossibilità di tornare a Guadalajara per le rappresaglie contro il clero. Fin dagli anni del seminario i compagni di studio lo soprannominavano il folle del Cuore di Gesù. Scrisse le opere Schiavi del Cuore di Gesù in Maria, Trattato sulla Preghiera, Conosciamolo e Aneliti del Cuore Eucaristico di Gesù. Compose una Via Crucis eucaristica e una Novena in onore della Beata Margherita Maria Alacoque. Scrisse sessanta composizioni in versi di cui alcune di tipo lirico e cinquantasei inni tradotti in latino, tutte a tematica religiosa. A Mascota fu cappellano delle suore del Verbo Incarnato ed era parente di una di esse. L'11 giugno 1915, durante la celebrazione della Messa nella solennità del Sacro Cuore di Gesù presso le suore del Verbo Incarnato, avvertì l'ispirazione di fondare una congregazione religiosa con il motto Mai più carnefici, ma vittime del Cuore Eucaristico di Gesù. Nel 1916 fu assegnato come vicario alla parrocchia di Nochistlán, presso Zacatecas, il cui parroco era don Román Adame Rosales. Fu professore nel Seminario Ausiliare. Diede prove innumerevoli di obbedienza, pietà, laboriosità e abnegazione nel suo ministero. Fu trasferito per alcuni giorni come vicario a Mexticacán, presso Jalisco, per poi ritornare a Nochistlán. Il 27 dicembre 1918 fondò la congregazione delle suore Vittime del Cuore Eucaristico di Gesù a Nochistlán dopo aver vinto molte resistenze. Affidò alle prime sette religiose il compito di amare e far amare il Cuore di Gesù e la Madonna di Guadalupe.
Il servizio a Tecolotlán
Nel dicembre 1920 fu nominato parroco di Tecolotlán. Dalla prima omelia a Tecolotlán conquistò la fiducia e l'ammirazione dei fedeli e li appassionò al Sacro Cuore di Gesù con la predicazione. Tra le sue prime preoccupazioni a Tecolotlán ci fu la riedificazione dell'ospedale cittadino in ruina. Accudiva personalmente i malati asciugando il loro sudore con il proprio fazzoletto. Aveva un carattere amabile e amichevole che gli permise di attirare parrocchiani di ogni classe sociale, sesso ed età alla collaborazione comunitaria. La perseveranza del sacerdote si era già manifestata durante la fondazione delle sue suore ed emerse nuovamente nella sua nuova missione. Il suo desiderio principale era salvare gli uomini facendo propri i sentimenti del Cuore di Gesù. Il sacerdote riprese l'uso della stampa per diffondere la sua devozione principale. Fondò il periodico Luce del Focolare. Nutriva un grande amore per la Vergine Maria. San José María pensava di fondare anche una congregazione di sacerdoti unita a quella femminile. Il santo desistette dal progetto della congregazione sacerdotale a causa delle complicate condizioni storiche per concentrarsi sulle suore. A consigliare il santo di desistere fu padre Félix de Jesús Rougier, fondatore e Venerabile dal 2000. Grazie alla presenza delle suore in Angola, il vescovo di Saurimo ha approvato la costituzione del ramo maschile. I primi aderenti del ramo maschile sono in formazione nel Seminario di Saurimo. Esiste un gruppo di Missionari Laici del Cuore Eucaristico di Gesù che supporta le suore nelle missioni estere.
La persecuzione religiosa e la clandestinità
Le condizioni della Chiesa in Messico divennero estremamente difficili a causa della nuova Costituzione anticlericale e antireligiosa entrata in vigore il 5 febbraio 1917. Il clero cattolico subì minacce, soprusi, vessazioni, violenze estreme e omicidi da parte del governo. Il Paese fu guidato da una successione di presidenti coinvolti in conflitti interni, alcuni dei quali furono uccisi. Plutarco Elias Calles fu nominato presidente nel 1924. Calles lavorò per il risanamento economico, il rafforzamento del movimento operaio e favorì la distribuzione della terra ai contadini. Calles inasprì la lotta contro la Chiesa trasformandola in una persecuzione contro sacerdoti e laici cattolici. A causa dei contrasti tra Stato e Chiesa, fu ordinata la chiusura degli edifici sacri e la cessazione del culto pubblico. Don José María consacrò la sua parrocchia al Sacro Cuore non appena fu emanato il provvedimento. Collocò una croce sul promontorio denominato La Loma. L'atto della consacrazione e della croce fu considerato una sfida dalle autorità federali. Le autorità decisero di catturare il parroco di Tecolotlán. Dal 2 gennaio 1927 il sacerdote fu costretto a nascondersi presso la famiglia Agraz. Dal nascondiglio manteneva i contatti con i parrocchiani e pregava per la pace in Messico. Nel nascondiglio scrisse le Regole per le Vittime del Cuore Eucaristico di Gesù. Il 26 febbraio 1927 venne a conoscenza dell'ordine governativo di arrestare i sacerdoti. Alla notizia reagì dicendo che si trovavano nelle mani di Dio. Quando gli fu suggerito di fuggire per evitare l'uccisione, rispose sorridendo auspicando che il Cuore Eucaristico lo volesse.
Il martirio e la morte
All'alba del 25 giugno 1927, fine del mese dedicato al Sacro Cuore, si preparava a celebrare la Messa nel rifugio. Un drappello di soldati circondò la casa della famiglia Agraz. I militari agivano su ordine preciso del colonnello Calderon comunicato via telegrafo, che ordinava rigore contro il prete ribelle. Don José María fu fatto prigioniero e condotto nella caserma degli agraristi, un movimento popolare per la distribuzione delle terre. Trascorse nella caserma il resto del giorno e parte della notte. Alcuni fedeli tentarono di trattare la liberazione del parroco con i capi militari ma furono respinti in modo sgarbato. Verso sera un gruppo di ragazze cercò di avvicinarsi alla prigione per vederlo. Le ragazze non riuscirono a vederlo ma ricevettero dalle guardie il suo breviario. Sulle pagine del breviario era scritta la sua ultima poesia con temi di desiderio di martirio, amore per il Sacro Cuore e abbandono filiale. La poesia era firmata come un padre che attende i figli in Cielo. A mezzanotte fu fatto uscire di prigione legato con delle corde. Fu condotto a piedi verso la Sierra di Quila nei pressi di Guadalajara. Un soldato gli cedette il proprio cavallo vedendo che camminava con difficoltà. I soldati si fermarono ai piedi di un albero di quercia nella parte più alta della sierra. Comprendendo la sua imminente impiccagione, don José María chiese di attendere qualche minuto e fece un'ultima preghiera in ginocchio. Dopo essersi rialzato, benedisse la sua parrocchia e ad alta voce perdonò e benedisse i suoi carnefici. Riconobbe tra i carnefici il suo padrino Enrique Vázquez e gli disse di non macchiarsi. Prese la corda dell'impiccagione e se la mise al collo da solo. La condanna a morte fu eseguita all'alba del 26 giugno 1927. San Giuseppe Maria Robles è nato a Mascota in Messico il 3 maggio 1888. San Giuseppe Maria Robles è morto a Quila in Messico il 26 giugno 1927. Il martirio è avvenuto nei pressi di Guadalajara nello Stato di Jalisco in Messico. Il sacerdote è morto appeso ad un albero durante la persecuzione contro la Chiesa nella rivoluzione messicana.
La sepoltura, il culto e l'eredità spirituale
Dopo il decesso, i soldati informarono la gente del luogo della presenza di un uomo giustiziato da seppellire. Alcuni carbonai si occuparono della sepoltura senza riconoscerlo come il parroco di Tecolotlán. Il corpo fu disseppellito il 27 luglio dalla gente di Quila. Il corpo fu portato nella sua parrocchia dove fu vegliato e ricevette onorata sepoltura. Alla morte del fondatore, le Vittime del Cuore Eucaristico di Gesù si dispersero nelle loro famiglie in attesa della fine della persecuzione. La prima approvazione diocesana della congregazione arrivò l'11 luglio 1933, sei anni dopo il martirio del fondatore. Il 26 gennaio 1963 fu concessa l'approvazione pontificia da papa san Giovanni XXIII. La congregazione porta il nome di Sorelle del Cuore di Gesù Sacramentato. Sin dalle origini la congregazione presta servizio ai malati, agli anziani, nell'educazione dell'infanzia e nell'aiuto ai sacerdoti nelle parrocchie bisognose. Il fondatore desiderava che la congregazione estendesse i propri rami per l'intero universo. Sono state aperte comunità in Angola nel 1982. Sono state aperte comunità in Perù e negli Stati Uniti d'America nel 1992. Negli Stati Uniti le suore esercitano una cura particolare per gli immigrati latinoamericani. La congregazione è una delle prime realtà religiose native del Messico, dove continua la sua presenza con strutture sanitarie ed educative. La casa generalizia si trova a Guadalajara, in calle Churubusco 366. Nella cappella della casa generalizia sono venerati i resti mortali di san José María. In altre sale della casa generalizia si trova un piccolo museo con scritti, fotografie ed effetti personali del santo. La causa di don José María fa parte dei venticinque Santi martiri messicani. Il gruppo di venticinque sacerdoti e laici di varie diocesi del Messico è capeggiato da don Cristóbal Magallanes Jara. Tra i venticinque martiri era presente anche don Román Adame Rosales. Il Papa san Giovanni Paolo II beatificò il gruppo il 22 novembre 1992. Il Papa san Giovanni Paolo II canonizzò il gruppo il 21 maggio del 2000 in piazza San Pietro. La memoria liturgica congiunta fu fissata al 21 maggio.
Il cammino sacerdotale
Il percorso terreno di San Giuseppe Maria Robles Hurtado ha avuto inizio a Mascota, nel cuore del Messico. La sua chiamata al sacerdozio si è concretizzata il ventidue marzo del millenovecentotredici, quando ha ricevuto l'ordinazione a Guadalajara. Da quel momento, il suo ministero si è dipanato attraverso diverse comunità, toccando luoghi come Nochistlán e Tecolotlán, dove il sacerdote ha esercitato il suo apostolato con fervore e umiltà. La sua capacità di leggere i segni dei tempi lo ha spinto, nel millenovecentodiciotto, a dare vita alla congregazione delle suore Vittime del Cuore Eucaristico di Gesù, un'opera nata dal desiderio di riparazione e di adorazione eucaristica.
Il tempo della prova è giunto con la persecuzione religiosa che ha colpito il paese. In questo contesto drammatico, San Giuseppe Maria non ha indietreggiato, scegliendo di consacrare solennemente la sua parrocchia al Sacro Cuore di Gesù, ponendo così la sua comunità sotto la protezione divina. La sua fedeltà al Vangelo lo ha condotto, il venticinque giugno del millenovecentoventisette, all'arresto per mano dei soldati governativi. Il giorno seguente, il ventisei giugno, egli ha affrontato la morte per impiccagione a Quila, offrendo la sua vita come estremo atto di fedeltà a Cristo e alla Chiesa. Il suo sacrificio rimane un esempio di coerenza e di amore per la libertà religiosa.
Il riconoscimento ecclesiale
La figura di San Giuseppe Maria Robles Hurtado è stata solennemente riconosciuta dalla Chiesa cattolica attraverso il processo di canonizzazione che ha portato alla sua elevazione agli altari. Il ventuno maggio del duemila, Papa Giovanni Paolo Secondo ha celebrato la sua santità, confermando la validità del suo martirio e la fecondità del suo esempio per i fedeli di ogni tempo. La sua testimonianza è oggi inscritta nella memoria dei martiri messicani, che hanno versato il loro sangue per la difesa della fede in un periodo di aspri conflitti.
La liturgia celebra la memoria di questo santo sacerdote il ventisei giugno, mentre la commemorazione liturgica congiunta dei martiri messicani è fissata al ventuno maggio. San Giuseppe Maria è venerato in modo particolare dai sacerdoti e dai martiri messicani, verso i quali egli funge da modello di dedizione e di coraggio. Il suo ricordo invita ogni credente a riflettere sulla fedeltà ai propri impegni di fede, anche nelle circostanze più avverse, e a mantenere sempre vivo il legame con il Cuore Eucaristico di Gesù, centro e fonte della vita cristiana.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Giuseppe Maria Robles Hurtado?
La memoria liturgica della Chiesa lo ricorda il 26 giugno, giorno del suo martirio, mentre la memoria liturgica congiunta con i martiri messicani è fissata al 21 maggio.
Chi erano i compagni nel gruppo dei martiri di San Giuseppe Maria Robles Hurtado?
La sua causa fa parte dei venticinque Santi martiri messicani capeggiati da don Cristóbal Magallanes Jara, tra i quali era presente anche don Román Adame Rosales.
Nei pressi di Guadalajara nello Stato di Jalisco in Messico, san Giuseppe Maria Robles, sacerdote e martire, che, nel corso della persecuzione contro la Chiesa durante la rivoluzione messicana, morì appeso ad un albero. — Martirologio Romano