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venerdì 26 giugno 2026 · Santo del giorno

San Vigilio

Vescovo e martire

San Vigilio

San Vigilio visse nel corso del quarto secolo e le fonti collocano la sua vita e il suo operato a Trento, con una morte stimata attorno all'anno 400 o 405. Originario del Trentino ma di stirpe romana, egli figura come il terzo vescovo nella storia della diocesi di Trento. Nei documenti storici viene attestato direttamente come vescovo, dopo aver ricevuto l'incarico episcopale nell'ultimo decennio del quarto secolo da sant'Ambrogio, vescovo di Milano, che deteneva all'epoca l'autorità ecclesiastica su tutta l'Italia del Nord. Durante la sua nomina, papa Siricio guidava la Chiesa cattolica, sostenendo con forza il primato romano su tutta la comunità cristiana. Lo stesso papa Siricio affermò in una lettera al vescovo di Tarragona che l'apostolo Pietro sopravvive nel vescovo di Roma, lasciando tuttavia ad Ambrogio la supervisione del Nord Italia, dove la struttura cristiana era all'epoca tutt'altro che consolidata.

San Vigilio è ricordato per il suo generoso impegno pastorale volto a estirpare i residui di idolatria in un territorio in cui parti importanti non risultavano ancora evangelizzate. Poiché gli mancava personale adatto all'opera, Vigilio dovette rivolgersi ad Ambrogio per ottenere validi missionari. Ambrogio trovò e inviò tre missionari originari della Cappadocia, una regione dell'attuale Turchia che forniva apostoli e maestri alla Chiesa. I tre uomini, giunti nel Trentino, si chiamavano Sisinnio, Martirio e Alessandro, essendo Alessandro fratello di Martirio. Il vescovo Vigilio affidò loro la predicazione nella regione dell'Anaunia, ossia nella Val di Non, preparandoli al compito secondo il suo stile pastorale basato sulla conoscenza della popolazione. Vigilio non intendeva fare dei missionari dei conquistatori, ma veicoli della Parola tramite la vita, l'esempio, l'amicizia e la carità.

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Gli altri santi di oggi

Santi Giovanni e Paolo

Martiri di Roma

I Santi Giovanni e Paolo sono due martiri romani del quarto secolo la cui memoria liturgica si celebra il ventisei giugno. Esistono due santi martiri romani che non sono gli omonimi apostoli e la cui vicenda terrena si intreccia profondamente con la storia della Chiesa antica e con le pietre stesse della città di Roma. Fratelli di sangue e di fede cristiana, essi vissero in un'epoca di grandi mutamenti spirituali e politici, testimoniando la propria adesione a Cristo fino al sacrificio estremo della vita durante il regno di Giuliano l'Apostata.

La tradizione e i testi antichi tramandano il loro coraggioso rifiuto di sottostare alle restaurazioni del paganesimo imperiale, culminato nel loro martirio avvenuto nella loro stessa casa sul monte Celio. Intorno alla loro tomba si sviluppò ben presto un culto antichissimo, testimoniato da innumerevoli citazioni nei testi liturgici, dalle basiliche sorte nei secoli e dalle recenti scoperte archeologiche che hanno riportato alla luce le antiche strutture romane custodite sotto il complesso basilicale.

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San Masenzio (Massenzio)

Abate nel Poitou

San Masenzio visse nel sesto secolo e guidò come abate la comunità monastica di Cellula Maxenti, nel territorio di Poitiers in Aquitania, dove la sua memoria è rimasta profondamente viva. La sua figura emerge con chiarezza dalle pagine della storia e della tradizione agiografica, delineando il profilo di un uomo di profonda santità, dedito alla preghiera, all'umiltà e alla cura dei fratelli in anni di grandi turbolenze politiche e militari per la Gallia.

Egli è ricordato non soltanto per l'autorevolezza della sua guida spirituale e per l'incontro provvidenziale con le milizie di Clodoveo I, ma anche per i numerosi segni di carità e per una vita spesa nell'osservanza dei precetti evangelici. Le sue reliquie, protette nel corso delle invasioni normanne, hanno alimentato nei secoli un culto devoto e circoscritto, tramandato attraverso la testimonianza di storici antichi e preziose rappresentazioni artistiche medievali.

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San Josemaria Escrivá de Balaguer

Sacerdote, Fondatore dell'Opus Dei

San Josemaria Escrivá de Balaguer è una figura luminosa del ventesimo secolo, la cui esistenza è stata interamente spesa al servizio della Chiesa e della vocazione universale alla santità. Nato nel 1902 a Barbastro, in Spagna, ha percorso un cammino di dedizione sacerdotale che lo ha condotto a fondare l'Opus Dei a Madrid, nel 1928, aprendo sentieri di fede quotidiana per innumerevoli fedeli. La sua vita, segnata da un profondo amore per Dio e per la missione ecclesiale, si è intrecciata con luoghi significativi come Logroño, Saragozza e infine Roma, dove ha stabilito la sua dimora definitiva nel 1946.

Egli viene ricordato oggi come il fondatore che ha saputo infondere nel cuore dei cristiani la consapevolezza che il lavoro e le circostanze ordinarie sono luoghi privilegiati di incontro con il Signore. Dopo una vita di instancabile apostolato, conclusasi a Roma nel 1975, il suo cammino di santità è stato solennemente riconosciuto dalla Chiesa universale. La sua canonizzazione, avvenuta il 6 ottobre 2002 per opera di Papa Giovanni Paolo II, suggella la fecondità del suo carisma, che continua a offrire un orientamento spirituale chiaro e profondo per ogni uomo e donna che desideri cercare Dio nel silenzio del proprio impegno quotidiano.

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San Rodolfo

Vescovo

San Rodolfo nacque a Gubbio nel 1034 e visse la sua breve esistenza nell'arco di soli trent'anni, spegnendosi in patria il 26 giugno 1064. La sua figura si staglia nel corso dell'undicesimo secolo come esempio luminoso di dedizione alla Chiesa, contrassegnata da un episcopato coraggioso e da una profonda formazione spirituale maturata nei luoghi di silenzio e di preghiera. La principale fonte di informazioni su di lui è il suo maestro san Pier Damiani, una delle personalità più forti di quel periodo, che ne riconobbe l'elevata statura morale, la competenza teologica e il rigore dottrinale.

Ricordato in particolare per aver guidato la diocesi di Gubbio a partire dall'età di venticinque anni, affrontò con decisione la piaga della simonia, bloccando il giro di denaro legato ai Sacramenti e alle ordinazioni ecclesiastiche. Il suo corpo fu sepolto nella cattedrale e la sua memoria liturgica viene celebrata il ventisei giugno, tramandando il ricordo di un pastore che seppe unire la contemplazione alla severa difesa della giustizia evangelica.

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San Giuseppe Maria Robles Hurtado

Sacerdote e fondatore, martire

San Giuseppe Maria Robles Hurtado nacque il 3 maggio 1888 a Mascota, in Messico, da Antonio Robles e Petronila Hurtado, ricevendo il battesimo il giorno stesso della nascita. Sacerdote e fondatore, visse il suo ministero in un periodo di aspra persecuzione religiosa, culminato nel suo martirio per impiccagione il 26 giugno 1927 nella Sierra di Quila. La sua vita fu interamente spesa al servizio della Chiesa, nella cura dei fedeli e nell'amore profondo per l'Eucaristia.

È ricordato principalmente per aver fondato la congregazione delle suore Vittime del Cuore Eucaristico di Gesù, oggi note come Sorelle del Cuore di Gesù Sacramentato. Canonizzato da papa san Giovanni Paolo il 21 maggio 2000 insieme ad altri martiri messicani, la sua memoria liturgica si celebra il 26 giugno, offrendo alla Chiesa l'esempio luminosi di un pastore fedele fino al dono della vita.

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Sant' Antelmo di Chignin

Monaco e vescovo di Belley

Sant'Antelmo di Chignin nacque nel 1107 nel Castello di Chignin, in Savoia, da una nobile famiglia. Sin da giovane preferì la solitudine della preghiera alla vita mondana e dissipatrice dei grandi signori, servendo dapprima come segretario nella chiesa di Ginevra e poi presso il vescovo di Belley, che lo ordinò sacerdote. La sua esistenza cambiò radicalmente dopo la conoscenza della vita monastica nel monastero di Portes, dove decise di entrare nel 1136 per prendere l'abito di San Bruno. Figura centrale del movimento certosino, fu inviato alla Grande Chartreuse, gravemente danneggiata da una valanga nel 1132, dove si dedicò con tutte le sue energie alla ricostruzione materiale e morale della comunità. Nel 1139 divenne il settimo priore della comunità e primo generale dell'Ordine, operando instancabilmente per la fedeltà alla Regola e per l'unità delle Certose. La sua vita fu segnata da alti incarichi pastorali, tra cui il ministero di vescovo di Belley, vissuto con profonda umiltà e carità, che lo rese amatissimo dal popolo tanto da guadagnarsi l'appellativo di padre dei poveri.

Egli è particolarmente ricordato per la sua intrepida fermezza nella difesa dei diritti della Chiesa, per il sostegno offerto al legittimo papa Alessandro III durante lo scisma e per la costante ricerca della perfezione evangelica. Affrontò le difficoltà del suo tempo con grande sagacia e spirito di sacrificio, servendo la Chiesa come monaco, priore e pastore. La tradizione e le fonti storiche tramandano la memoria di una santità vissuta nella contemplazione e nell'azione, coronata da una morte avvenuta il 26 giugno 1178 a Belley dopo una grave malattia. Il suo culto si diffuse immediatamente dopo la morte e le sue reliquie, miracolosamente scampate alla profanazione della cappella durante la Rivoluzione Francese, sono custodite in un reliquiario in bronzo offerto dalla Grande Chartreuse. La Chiesa cattolica celebra la sua festa liturgica il 26 giugno.

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Beato Andrea Giacinto Longhin

Vescovo cappuccino

Il Beato Andrea Giacinto Longhin, figura luminosa del ventesimo secolo, ha incarnato con mitezza e fermezza il ministero episcopale, guidando il popolo di Dio con lo spirito di povertà e umiltà tipico dell'ordine dei frati minori cappuccini. Nato a Fiumicello di Campodarsego nel 1863, consacrò la propria esistenza al servizio della Chiesa, dapprima come sacerdote e successivamente, per nomina di Papa Pio X, come pastore della diocesi di Treviso.

La sua memoria è custodita con profonda gratitudine per aver sostenuto con coraggio i fedeli durante le tribolazioni della prima guerra mondiale, periodo in cui esercitò il suo ufficio con dedizione instancabile. La sua missione non si limitò ai confini trevigiani, estendendosi anche attraverso il delicato incarico di visitatore apostolico svolto a Padova e a Udine. Beatificato nel 2006, egli rimane un esempio fulgido di santità vissuta nella quotidianità del governo pastorale, testimoniando la bellezza di una vita spesa interamente per la fede e per il prossimo.

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Beate Maddalena Fontaine, Francesca Lanel, Teresa Fantou e Giovanna Gérard

Vergini Figlie della Carità, martiri

Le beate Maddalena Fontaine, Francesca Lanel, Teresa Fantou e Giovanna Gérard furono quattro religiose e vergini della congregazione delle Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli. Vissute nel diciottesimo secolo, consacrarono la loro esistenza al servizio dei poveri e dei sofferenti, operando con dedizione nella comunità di Arras, dove curavano gli ammalati e gestivano una scuola per ragazze. La loro esistenza terrena si concluse tragicamente durante gli anni della Rivoluzione Francese, nel drammatico periodo del Grande Terrore. In quel frangente storico segnato dagli attacchi esterni di Austria, Prussia, Inghilterra e Spagna contro le armate rivoluzionarie, la politica di cristianizzazione raggiunse il suo apice. Fu proibito ogni culto pubblico e privato, e i consacrati furono accusati di essere nemici dello stato. Le quattro suore si rifiutarono fermamente di prestare il giuramento di Libertà ed Eguaglianza prescritto ai religiosi, affrontando l'arresto e il processo a Cambrai. Furono condannate a morte in odio alla Chiesa e salirono al patibolo il 26 giugno 1794, cantando l'Ave Maris Stella e portando corone di Rosario tra le mani.

Le Beate sono ricordate per la straordinaria fermezza della loro testimonianza cristiana e per il coraggio con cui affrontarono il martirio nel diciottesimo secolo. La loro memoria liturgica si celebra il ventisei giugno nel Martyrologium Romanum. Il loro sacrificio si inserisce nel contesto delle persecuzioni religiose scatenate da Giuseppe Lebon, magistrato inquirente e sacerdote apostata che aveva confiscato i beni della loro comunità. Prima della condanna, la superiora Maria Maddalena Fontaine aveva salvato le consorelle più giovani facendole fuggire, rimanendo salda insieme a Maria Francesca Lanel, Teresa Maddalena Fantou e Giovanna Gérard. Durante il tragitto verso la ghigliottina, le quattro consorelle manifestarono una profonda serenità spirituale. Suor Maddalena, ultima a salire al patibolo, rivolse alla folla un discorso profetico in cui predisse la fine prossima delle persecuzioni e la ricostruzione degli altari di Gesù. La Francia avrebbe presto trovato sollievo, poiché la morte di Robespierre nel luglio successivo e la stessa fine di Giuseppe Lebon posero termine a quel periodo di terrore. Furono dichiarate venerabili il sei luglio 1919 e beatificate il tredici giugno 1920 dal pontefice Benedetto XV.

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Beato Giacomo da Ghazir (Khalil Al-Haddad)

Sacerdote cappuccino, Fondatore

Il Beato Giacomo da Ghazir, nato Khalil Al-Haddad nel 1875 a Ghazir, in Libano, è stato una figura luminosa della vita religiosa del ventesimo secolo. Sacerdote cappuccino, egli ha dedicato la propria esistenza al servizio instancabile del Vangelo, attraversando con spirito missionario diverse terre d'Oriente per portare conforto e annuncio di salvezza. La sua opera si è distinta per una profonda carità, che ha trovato espressione concreta nella fondazione di una congregazione religiosa femminile, segno tangibile di una dedizione che continua a portare frutti di bene nel tempo.

La memoria del Beato Giacomo è custodita con gratitudine dalla Chiesa universale, che ne riconosce la testimonianza di fede vissuta in un contesto geografico e culturale complesso. Beatificato da Papa Benedetto XVI il 22 giugno 2008, egli rimane un esempio fulgido di santità sacerdotale e di zelo apostolico. Il suo cammino, conclusosi a Beirut nel 1954, invita ogni credente a riflettere sulla forza della dedizione totale a Dio, capace di trasformare la sofferenza umana in una via privilegiata per incontrare la tenerezza del Signore e la fraternità tra gli uomini.

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San Deodato di Nola

Vescovo

A Nola in Campania, san Deodato, vescovo, succeduto a san Paolino.

Santi Salvio e Superio

Martiri

Presso Valencienne in Austrasia, nel territorio dell’odierna Francia, santi Salvio, vescovo, e il suo discepolo, che giunsero dal territorio dell’Auvergne in questa regione e subirono il martirio sotto il tiranno del luogo Vinegardo.

San Pelagio di Cordova

Martire

A Córdova nell’Andalusia in Spagna, san Pelagio, martire, che, all’età di tredici anni, per aver conservato la fede in Cristo e la castità contro le lascive lusinghe del re dei Mori ‘Abdul ar-Rahman III, per ordine di costui fu fatto a pezzi con delle tenaglie di ferro, portando così a termine il suo glorioso martirio.

Beato Raimondo Petiniaud de Jourgnac

Martire

In una nave da carico ancorata al porto di Rochefort in Francia, beato Raimondo Petiniaud de Jourgnac, sacerdote e martire, che, arcidiacono di Limoges, durante la rivoluzione francese a causa del suo sacerdozio fu tenuto in condizioni disumane in carcere, dove portò a termine il proprio martirio, corroso dalle piaghe e dai pidocchi.

San Giuseppe Ma Taishun

Martire

Nel territorio di Qianshengzhuang presso la città di Liushuitao nella provincia dello Hebei in Cina, san Giuseppe Ma Taishun, martire, che, medico e catechista, sebbene nella persecuzione scatenata dalla setta dei Boxer gli altri membri della sua famiglia avessero rinnegato la fede, preferì testimoniare Cristo con il suo sangue.

San Medico

Martire venerato a Otricoli

San Davide di Salonicco

Eremita

A Salonicco in Grecia, san Davide, eremita, che passò circa ottant’anni chiuso in una piccola cella fuori dalle mura della città.

Beati Nicola Konrad e Vladimiro Pryjma

Martiri

Nella selva di Birok vicino alla città di Stradch nel territorio di Leopoli in Ucraina, beati Nicola Konrad, sacerdote, e Vladimiro Pryjma, che, sotto un regime ateo, testimoniarono con un’impavida morte la speranza nella resurrezione di Cristo.

Beato Andrea Iscak

Sacerdote e martire

Nel villaggio di Sykhiv sempre nel territorio di Leopoli, beato Andrea Iščak, sacerdote e martire, che nello stesso periodo venne fucilato per la fede in Cristo.

Beato Sebastiano de Burgherre

Mercedario

San Twrog

Santo nel Galles

San Vamberto

Martire

Beato Benedetto da Greccio

Francescano

San Lachtain

San Soadbar

Vescovo irlandese

Dal Martirologio Romano

A Trento, san Vigilio, vescovo, che, ricevute da sant’Ambrogio di Milano le insegne del suo mandato e una istruzione pastorale, si adoperò per consolidare nel suo territorio l’opera di evangelizzazione ed estirpare a fondo i residui di idolatria; si tramanda poi che abbia subito il martirio per la fede in Cristo, colpito a morte da rozzi pagani. — Martirologio Romano