1 gennaio
San Giuseppe Maria Tomasi
Sacerdote teatino e cardinale
Aggiornato il 15 settembre 2026
La formazione e i primi passi nella vita religiosa
Giuseppe Tomasi crebbe in un contesto di grande rilievo nobiliare ma orientò presto il suo cuore verso i beni spirituali. Sotto la guida di padre Francesco Maria Maggio, approfondì gli studi sacri e le lingue orientali; lo stesso maestro lo citò in un trattato di sacra liturgia, lodandone la straordinaria devozione e l'erudizione. Il suo percorso di formazione all'interno dell'ordine dei Chierici Regolari Teatini si svolse in diverse sedi, segnatamente a Messina, Ferrara, Modena e Roma. Nel 1671 fu ordinato diacono. L'anno successivo, nel 1672, fece ritorno nel feudo di Palma di Montechiaro in seguito al doloroso decesso del fratello. Completò quindi il suo cammino di studi teologici nella città di Palermo, prima di ricevere l'ordinazione sacerdotale nel 1673 a Roma, presso la Casa Generalizia dei Teatini a San Silvestro di Monte Cavallo.
L'attività di studioso e i legami con la cultura romana
Stabilita la sua dimora a Roma in una modesta stanza, che in seguito sarebbe stata trasformata in cappella prima di scomparire, rifiutò sempre qualsiasi ruolo o carica istituzionale all'interno del proprio ordine. Si applicò con costanza alle pratiche devozionali e all'analisi dei testi sacri, studiando anche la lingua ebraica con il dotto rabbino Mosè da Cave. Per merito del santo, il rabbino si convertì al cattolicesimo e ricevette il battesimo assumendo il nome di Giuseppe. Egli venne inoltre accolto nella prestigiosa cerchia degli eruditi e nell'ambiente della biblioteca della regina Cristina Alessandra di Svezia. Consultò i preziosi manoscritti della Biblioteca Floriacense appartenenti alla sovrana e, avvalendosi di tali codici, redasse la sua opera principale, il "Codices Sacramentorum nongentis annis vetustiores...", stampata a Roma nel 1680 e dedicata proprio alla regina Cristina. Diede inoltre alle stampe svariati volumi inerenti alla liturgia e alle scienze sacre.
Le pubblicazioni e l'impegno per le comunità ecclesiali
Il religioso si dedicò al reperimento di antiche testimonianze liturgiche, pubblicando una silloge di Antifonari e Responsoriali ricavati dal Monastero di San Gallo e dall'Archivio della Basilica Vaticana. Avvalendosi del sostegno del cardinale Barberini, arciprete della Basilica di San Pietro, curò l'edizione critica della Bibbia in due volumi, pubblicata nel 1688. Nel 1690 scrisse le Costituzioni per le monache benedettine del Monastero della Vergine Maria del Rosario di Palma, situato nella diocesi di Girgenti. Tale monastero era stato fondato nel 1659 per espressa volontà della sua famiglia. Tra le prime dieci religiose ad emettere i voti figuravano tre sue sorelle e, in qualità di badessa, la zia materna donna Antonia Traina; successivamente, anche la madre entrò a far parte dello stesso monastero benedettino. Si interessò inoltre all'istruzione pubblica della cittadina di Palma, favorendo l'insediamento dei padri Scolopi ed esprimendo grande compiacimento per il nipote Ferdinando che studiava nel collegio di Palermo, convinto che l'insegnamento scolastico pubblico fosse superiore a quello domestico.
Il cardinalato, la morte e la glorificazione
Dopo una vita spesa nello studio e nella preghiera, il 18 maggio 1712 papa Clemente XI lo volle nel Collegio Cardinalizio nominandolo cardinale. Si ammalò tuttavia dopo meno di un anno da tale nomina e morì a Roma il 1° gennaio 1713. Venne inumato nella chiesa di San Martino ai Monti, che costituiva il titolo della sua dignità cardinalizia. Nel 1903 il cardinale Vaszary, primate d'Ungheria, fece realizzare una sfarzosa urna destinata a custodire le sue spoglie mortali. I pontefici del suo tempo, che lo avevano conosciuto e frequentato di persona, serbarono per lui una grande venerazione. Papa Benedetto XIV decise di derogare alle disposizioni di Urbano VIII, dando inizio alla causa di beatificazione prima del termine prescritto dei cinquant anni dalla morte. Venne proclamato beato da papa Pio VII il 29 settembre 1803 e fu infine canonizzato da papa Giovanni Paolo II il 12 ottobre 1986.
Il cammino sacerdotale
Il percorso di vita di San Giuseppe Maria Tomasi è segnato da una ricerca costante di Dio attraverso la vita religiosa e lo studio sapiente. Entrato nell'ordine dei Teatini nel 1664, ha intrapreso un cammino di formazione che lo ha condotto a maturare una profonda sensibilità per la disciplina ecclesiastica e la ricchezza dei testi sacri. Ordinato sacerdote a Roma nel 1673, ha vissuto il suo ministero con spirito di servizio, attraversando con dedizione diverse realtà italiane come Palermo, Messina, Ferrara, Modena e la stessa Palma di Montechiaro, luoghi che hanno visto crescere la sua fama di studioso e di uomo di preghiera.
La sua attività è stata caratterizzata da una feconda operosità intellettuale, rivolta principalmente alla riscoperta e alla custodia del patrimonio liturgico della Chiesa. La pubblicazione di numerose opere di scienza sacra e, in particolare, l'edizione critica della Bibbia del 1688, testimoniano la serietà di un impegno volto a rendere accessibile e comprensibile la Parola di Dio. L'elevazione alla porpora cardinalizia, conferitagli da papa Clemente XI nel 1712, non ha mutato la sobrietà del suo animo, ma ha rappresentato il riconoscimento di una vita spesa per l'edificazione del popolo cristiano. La sua scomparsa, avvenuta a Roma l'anno successivo, ha chiuso un capitolo di straordinaria testimonianza, lasciando in eredità una profonda devozione per la liturgia e un amore incondizionato per la sapienza divina.
La memoria liturgica
La venerazione per San Giuseppe Maria Tomasi trova la sua espressione più alta nella memoria liturgica che la Chiesa celebra il primo giorno di ogni anno, data che coincide con il suo transito al cielo. Questa collocazione temporale, nel cuore del tempo natalizio, invita i fedeli a meditare sulla vita di un uomo che ha saputo incarnare la luce di Cristo attraverso lo studio e la liturgia. La solenne canonizzazione, presieduta da Giovanni Paolo II il 12 ottobre 1986, ha confermato ufficialmente la santità di questo sacerdote teatino, offrendo alla Chiesa universale un modello di equilibrio tra vita contemplativa e impegno dottrinale.
Il culto che circonda la sua figura non si limita alla commemorazione storica, ma si nutre del desiderio di imitare la sua dedizione allo studio delle Scritture e la sua fedeltà al ministero sacerdotale. Ricordare San Giuseppe Maria Tomasi significa accogliere l'invito a valorizzare la liturgia come fonte e culmine della vita cristiana, riscoprendo la bellezza del rigore teologico unito a un cuore umile e obbediente. Egli rimane un intercessore silenzioso ma costante per tutti coloro che, nel mondo accademico e pastorale, cercano di servire la Chiesa con intelligenza e spirito di fede.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Giuseppe Maria Tomasi?
La sua memoria liturgica si celebra il 1 gennaio.
Qual è il ruolo principale con cui viene ricordato?
È ricordato come sacerdote dell'ordine dei Teatini, insigne studioso di liturgia e cardinale.
A Roma, san Giuseppe Maria Tomasi, sacerdote dell’Ordine dei Chierici regolari, detti Teatini, e cardinale: nell’ardente desiderio di rinnovare il culto divino, passò quasi tutta la sua vita a ricercare e pubblicare antichi testi e documenti della sacra Liturgia e si adoperò nel catechizzare i fanciulli. — Martirologio Romano