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21 luglio

San Giuseppe Wang Yumei

Martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e l'ora della prova

Giuseppe Wang Yumei nacque in Cina intorno all'anno 1832, in un'epoca segnata da profonde trasformazioni e crescenti tensioni sociali e religiose. Nel corso della sua vita matura, egli prestò servizio come anziano custode dell'abitazione dei missionari nel villaggio cinese di Majiazhuang, situato nella provincia dello Hebei, adempiendo con dedizione e umiltà al proprio compito quotidiano. Quando la tempesta della rivolta dei Boxer raggiunse il villaggio di Majiazhuang, la furia dei persecutori si manifestò immediatamente con la distruzione materiale, e i soldati arrivati sul posto incendiarono per prima cosa la chiesa locale. Il capo della squadriglia pose gli abitanti del villaggio di fronte a una drammatica alternativa, imponendo loro di scegliere tra l'apostasia e la morte, prima di allontanarsi temporaneamente con i suoi uomini.

Di fronte al pericolo imminente, Giuseppe si pose coraggiosamente a difesa della scuola del villaggio, un luogo divenuto rifugio sicuro per alcune donne con i loro bambini che erano fermamente decisi a non abbandonare la fede cristiana. In quei momenti di angoscia, Anna Wang, una ragazzina che aveva studiato proprio in quell'edificio scolastico, vi si diresse convinta di trovare la sua insegnante, sebbene l'insegnante si fosse già allontanata insieme alle altre allieve. Il maggior conforto spirituale per i rifugiati in quella situazione drammatica era rappresentato dalla celebrazione della Messa all'alba da parte di un padre missionario, mentre i roghi appiccati dai Boxer si avvicinavano sempre di più all'edificio scolastico.

Il sacrificio per la comunità

All'arrivo dei soldati nemici, Giuseppe prese la decisione prudente e premurosa di dire a tutti di rifugiarsi nel sotterraneo della scuola per sfuggire alla vista degli aggressori. Per proteggere le persone nascoste, Giuseppe decise autonomamente di accogliere gli aggressori all'ingresso principale della struttura, con il chiaro intento di sviare la loro attenzione e guadagnare tempo prezioso. Il capo della banda si rivolse direttamente all'anziano custode, chiedendogli con insistenza dove si trovassero gli altri abitanti del villaggio. Con grande fermezza d'animo, l'anziano si rifiutò categoricamente di denunciare la presenza dei rifugiati, dimostrando una lealtà incrollabile verso i suoi fratelli nella fede. Per questo suo coraggioso rifiuto di collaborare con i persecutori, Giuseppe fu quasi strangolato e poi brutalmente scaraventato in un angolo della stanza.

Non pago della violenza gratuita appena compiuta, il capo ordinò ai suoi uomini di sparare contro le finestre dell'edificio per intimidire eventuali superstiti. Il fragore improvviso dei vetri infranti spaventò mortalmente i bambini presenti nel rifugio, i quali scoppiarono in urla di pianto che fecero inevitabilmente scoprire il nascondiglio sotterraneo. Tutti i presenti furono così costretti a salire su un carro e vennero condotti sotto scorta al quartier generale dei Boxer situato in un altro villaggio vicino. Verso sera, alla luce tremula delle fiaccole, i prigionieri furono sottoposti a un interrogatorio serrato e ostile, durante il quale i bambini continuavano a piangere perché giustamente impauriti dalla situazione. Lucia Wang Wangzhi, una delle madri presenti, cercò con coraggio di spiegare agli aguzzini che la religione cristiana si basa essenzialmente sull'amore ed è una dottrina del tutto innocua, ma ricevette soltanto insulti e scherni in risposta alle sue parole di pace.

La testimonianza suprema

Udendo le parole ingiuriose rivolte alla madre, Giuseppe si fece avanti con decisione per prendere la parola di fronte agli aggressori. L'anziano affermò con forza che coloro che avevano insegnato a praticare la religione e la morale cattolica meritavano in realtà i più alti elogi da parte di chiunque. Giuseppe arrivò a definire i cattolici come veri pionieri di civiltà e di amor patrio, motivando tale giudizio con la loro consolidata abitudine al rispetto della patria e all'obbedienza rigorosa alle leggi civili. Di fronte a questa difesa appassionata, i soldati insinuarono capziosamente che Giuseppe avrebbe dovuto pensare prima di tutto a salvare la propria vita terrena. Con mirabile distacco dai beni di questo mondo, l'anziano replicò che parlava in quel modo, trovandosi ormai con un piede nella fossa, unicamente per rendere solenne omaggio alla verità. Subito dopo, Giuseppe esortò calorosamente le compagne di prigionia a non cedere alle ingiuste imposizioni formulate dai nemici del vero Dio e della vera Cina.

Il capo dei Boxer, irritato da tanta fermezza, sentenziò che Giuseppe doveva morire all'istante allo scopo di indurre gli altri prigionieri ad apostatare. L'anziano fu trascinato con violenza davanti alle rovine ancora fumanti della chiesa del villaggio in cui aveva servito per anni. Secondo quanto documentato dal martirologio, la passione di san Giuseppe Wang Yumei si compì sulla strada che conduceva a Daining, nei pressi di Yongnian, nella provincia dello Hebei in Cina, durante la medesima persecuzione. L'anziano martire fu trapassato alla gola da una lancia e infine decapitato dopo essere crollato esanime a terra, sigillando così la sua esistenza terrena il ventidue luglio dell'anno 1900.

La memoria e la gloria dei martiri

La causa di canonizzazione di Giuseppe Wang Yumei fu inserita all'interno della causa complessiva del gruppo guidato dal gesuita padre Leone Ignazio Mangin, un insieme di testimoni della fede composto in tutto da cinquantasei persone. Il solenne riconoscimento del martirio di questo coraggioso gruppo fu ufficialmente sancito il ventidue febbraio dell'anno 1955. La successiva beatificazione del gruppo si svolse il diciassette aprile del medesimo anno, in occasione della celebrazione della domenica in albis. L'intero gruppo dei cinquantasei martiri fu successivamente inserito nel più ampio e venerato elenco dei centodiciannove martiri cinesi, testimoni di una fede capace di superare ogni prova. La canonizzazione definitiva del gruppo, che ha innalzato san Giuseppe Wang Yumei e i suoi compagni alla gloria degli altari della Chiesa universale, è avvenuta il primo ottobre dell'anno 2000, offrendo la loro memoria alla venerazione di tutti i credenti.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Giuseppe Wang Yumei?

La memoria liturgica di San Giuseppe Wang Yumei si celebra il ventidue luglio.

Sulla strada verso Daining nei pressi di Yongnian nella provincia dello Hebei sempre in Cina, passione di san Giuseppe Wang Yumei, martire nella medesima persecuzione. — Martirologio Romano