Sant' Alberico Crescitelli
Missionario, martire
Aggiornato il 21 luglio 2026
La vita
Il cammino di Sant' Alberico Crescitelli ebbe inizio ad Altavilla Irpina nel 1863, in un contesto familiare che ne favorì la crescita spirituale. La sua formazione sacerdotale trovò compimento a Roma, dove nel 1887 ricevette l'ordinazione per il Pontificio Istituto Missioni Estere. Prima di varcare i confini nazionali, egli ebbe modo di esercitare il suo ministero in patria, distinguendosi per la dedizione con cui assistette i compaesani durante la drammatica epidemia di colera che flagellò Altavilla Irpina. Tale esperienza di sofferenza condivisa preparò il suo animo alla missione ben più ardua che lo attendeva in Oriente.
Nel 1888, spinto da un profondo desiderio di annunciare il Vangelo, partì per la Cina. Giunto nel Shensi meridionale, dedicò i suoi anni alla cura delle anime e allo sviluppo di opere caritatevoli, con particolare attenzione alla gestione degli orfanotrofi a Ningkiang e in altre località della regione. La sua vita fu un costante impegno a favore della popolazione locale, in un contesto culturale e sociale spesso complesso e segnato da tensioni crescenti. Egli operò con discrezione e perseveranza, cercando di costruire ponti di carità e di fede in un territorio vasto e impegnativo.
Il compimento della sua missione giunse nell'anno 1900, durante la violenta rivolta dei Boxer. In quel tempo di grande persecuzione, Sant' Alberico Crescitelli si trovava a Yentsepien, dove rimase fedele al suo gregge nonostante il pericolo imminente. La sua uccisione, avvenuta proprio nel corso di tali tumulti, sigillò un apostolato vissuto interamente all'insegna del servizio. La Chiesa, riconoscendo la coerenza del suo martirio, ha solennemente elevato Sant' Alberico Crescitelli agli onori degli altari per mano di Papa Giovanni Paolo II il primo ottobre del duemila, consegnando il suo esempio alle generazioni future come modello di pastore zelante che, avendo lasciato tutto per il Vangelo, non ha esitato a offrire la vita per amore di Dio e dei fratelli.
Il culto
Il culto di Sant' Alberico Crescitelli si radica profondamente nella memoria della sua terra d'origine e nel cuore della missione universale della Chiesa. La sua figura è celebrata con particolare devozione il 21 luglio, giorno in cui i fedeli si raccolgono per fare memoria della sua testimonianza di sacerdote e martire. La canonizzazione, avvenuta il primo ottobre del duemila per opera di Papa Giovanni Paolo II, ha confermato il valore esemplare della sua esistenza, ponendolo come intercessore per quanti operano nel campo delle missioni e per coloro che si trovano a vivere situazioni di prova o di isolamento a causa della fede.
La memoria di questo santo, che ha saputo unire l'Irpinia alla Cina attraverso un filo invisibile di preghiera e sacrificio, continua a invitare i fedeli a una riflessione sulla gratuità dell'amore cristiano. Attraverso il ricordo del suo operato, la comunità cristiana è chiamata a rinnovare il proprio impegno di testimonianza, guardando a Sant' Alberico come a un uomo che ha saputo trasformare ogni luogo in una terra di missione, servendo Dio con la stessa intensità sia nelle corsie di un ospedale da campo durante un'epidemia, sia tra le genti lontane del Shensi. Il suo culto non è soltanto un atto di venerazione, ma un invito costante a vivere la carità con autenticità, senza confini e senza riserve.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant' Alberico Crescitelli?
Si festeggia il 21 luglio.
Presso Yanzibian vicino a Yangpingguan in Cina, sant’Alberico Crescitelli, sacerdote del Pontificio Istituto per le Missioni estere e martire, che, durante la persecuzione dei Boxer, crudelmente percosso quasi a morte, il giorno seguente fu trascinato lungo un selciato con i piedi legati fino al fiume, dove, fatto a pezzi e infine decapitato, ricevette la corona del martirio. — Martirologio Romano