12 agosto
San Gratiliano (Graciliano)
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La tradizione e le fonti
San Gratiliano e Felicissima sono venerati dalla tradizione cristiana come santi e martiri del periodo compreso tra il terzo e il quarto secolo. La fonte principale che tramanda la loro storia è una passio composta verso il settimo secolo e già nota allo scrittore ecclesiastico Usuardo, la quale risulta strettamente collegata con la passio di sant'Eutizio di Ferento. Secondo questo antico racconto, i santi sarebbero morti a Faleri, nell'Etruria suburbicaria, al tempo dell'imperatore Claudio nel 270, e la martire di Faleri sarebbe deceduta proprio il giorno dodici agosto. Tuttavia, gli storici sottolineano che non vi sono notizie sicure sulla personalità dei santi e che la passio non è affatto considerata una fonte attendibile, presentandosi in modo chiaramente leggendario. Il testo agiografico ricalca e plagia apertamente le passiones dedicate a santi celebri quali sant'Agnese, santa Lucia, sant'Euplo, san Vito e altri. Nessun altro documento storico, al di fuori di questa passio, riporta notizie o memorie su San Gratiliano.
Le reliquie e le traslazioni
In seguito alla distruzione dell'antica città di Faleri, avvenuta nel settimo secolo, le vicende terrene dei resti mortali dei due martiri presero strade diverse. Le reliquie di Gratiliano furono trasportate a Civita Castellana, dove inizialmente vennero collocate sotto l'altare maggiore della cattedrale, per poi essere trasferite nella cripta della stessa cattedrale al tempo dell'invasione dei barbari. In epoca più recente, la cripta della cattedrale fu espressamente dedicata ai due martiri e vi fu installato un magnifico bassorilievo di marmo bianco che rappresenta San Gratiliano e Felicissima. Le reliquie di Felicissima furono invece probabilmente trasportate a Ferento nello stesso periodo, per essere poi trasferite da Ferento a Viterbo durante il dodicesimo secolo. A Viterbo furono accolte onorevolmente nella chiesa di San Sisto, il cui Martirologio celebra la traslazione di Felicissima il due settembre e l'invenzione delle sue reliquie il due maggio.
Il culto e la diffusione
La figura di Felicissima gode di una venerazione molto vasta in Umbria e in Toscana. Essa è ricordata nel Martirologio Geronimiano al ventisei maggio come martire di Todi e al ventiquattro novembre come martire di Perugia, oltre che al dodici agosto nel Martirologio Romano come martire di Faleri. Lo studioso Lanzoni ipotizzava che la martire Felicissima venerata in differenti giorni e località fosse in realtà una sola persona, sebbene la diversa cronologia forse non permetta con certezza l'identificazione di un'unica figura. San Gratiliano è profondamente venerato a Bassano di Sutri, comunità di cui è il patrono principale. La chiesa parrocchiale di Bassano di Sutri custodisce gelosamente una reliquia del martire Gratiliano, che secondo notizie incerte sarebbe stata donata nel 1437 dal vescovo di Civita Castellana al vescovo di Sutri e successivamente trasportata a Bassano. Nel corso dei secoli furono edificate chiese in onore del martire anche a Capranica di Sutri e a Gallese, mentre i santi sono oggetto di venerazione anche a Carbognano, in virtù della relazione che la tradizione attribuisce loro con sant'Eutizio di Ferento.
La vita e il martirio
La vicenda di San Gratiliano si inserisce nel contesto delle persecuzioni che hanno segnato la vita dei primi cristiani nel terzo secolo. In un tempo di aspre tribolazioni, egli ha offerto la propria vita a Faleri, nell'anno duecentosettanta, sigillando con il sangue la propria dedizione a Cristo. Il suo martirio, avvenuto sotto l'autorità dell'imperatore Claudio, è stato il culmine di un percorso di fede vissuto con rigore e profonda convinzione interiore. La figura di San Gratiliano è indissolubilmente legata a quella di Felicissima, compagna di fede e di testimonianza. Le tracce del loro passaggio e della loro memoria si sono diffuse in diverse località, toccando città e centri come Todi, Perugia, Ferento, Viterbo, Bassano di Sutri, Capranica di Sutri, Gallese e Carbognano.
Il legame tra il martire e il territorio è stato consolidato nei secoli attraverso la venerazione delle reliquie. Nel corso del settimo secolo, le spoglie di San Gratiliano furono traslate a Civita Castellana, luogo che divenne un centro di devozione duraturo. Analogamente, il culto di Felicissima ha trovato espressione in diverse date e luoghi, venendo ricordata il ventisei maggio a Todi e il ventiquattro novembre a Perugia. Il prosieguo della venerazione è testimoniato anche da atti di devozione specifici, come la solenne donazione di una reliquia di San Gratiliano alla comunità di Bassano di Sutri, avvenuta nell'anno millequattrocentotrentasette. Questi gesti non rappresentano soltanto un atto di conservazione storica, ma testimoniano il desiderio della Chiesa di mantenere vivo il legame con coloro che hanno fondato, attraverso il martirio, la solidità della fede nelle nostre terre.
Il culto e la devozione
Il culto verso San Gratiliano si esprime attraverso una memoria liturgica che invita i fedeli a sollevare lo sguardo verso l'esempio dei martiri. La ricorrenza del dodici agosto rappresenta un momento di comunione spirituale, in cui la comunità cristiana si raccoglie per celebrare la vittoria della fede sulla morte. Tale devozione trova una particolare espressione a Bassano di Sutri, di cui il santo è patrono. Qui, la presenza della reliquia, giunta nel quindicesimo secolo, costituisce un segno tangibile della protezione e dell'intercessione che il martire continua ad esercitare verso i suoi devoti.
La storia dei luoghi legati a San Gratiliano e Felicissima ci insegna che il culto dei santi è un fiume che scorre attraverso le generazioni, arricchendo il cammino della Chiesa. Nonostante il trascorrere dei secoli, la figura di Gratiliano rimane un punto di riferimento per chi cerca, nella preghiera e nella meditazione, il senso profondo della propria appartenenza a Dio. La sua testimonianza, sobria e silenziosa, continua a parlare alla nostra epoca, ricordandoci che ogni sacrificio offerto nel nome di Cristo non va perduto, ma diventa seme di speranza per il futuro del mondo.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Gratiliano?
San Gratiliano è ricordato il dodici agosto. Altre ricorrenze legate alla sua memoria includono la traslazione a Viterbo il due settembre e l'invenzione delle reliquie il due maggio.
Di cosa è patrono San Gratiliano?
San Gratiliano è il patrono principale di Bassano di Sutri.