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17 settembre

San Lamberto di Maastricht

Vescovo e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e l'episcopato

Il santo nacque con il nome di Landeberto, successivamente mutato in Lamberto, nel seno di una famiglia nobile e ricca della diocesi belga di Liegi. La zona in cui vide la luce era ancora fortemente segnata dal paganesimo, ma la sua famiglia nutriva una solida fede cristiana. Ricevette la sua istruzione a corte sotto la guida del vescovo San Teodardo, intraprendendo la carriera ecclesiastica che lo condusse al sacerdozio. Un biografo del tempo lo descrisse come un giovane prudente e di bell'aspetto, dotato di modi cortesi e di un comportamento signorile. Aveva una buona costituzione, era forte e un buon lottatore, possedeva una mente chiara ed era un uomo affezionato, puro, umile e appassionato di lettura. Quando San Teodardo fu assassinato verso il seicentosettanta, Lamberto fu chiamato a succedergli sulla cattedra episcopale di Tongres-Maastricht.

L'esilio e il monachesimo

Dopo cinque anni dal suo insediamento, il vescovo fu coinvolto nel tumulto politico seguito alla morte di Childerico secondo di Neustria e Borgogna. Fu così esiliato dalla sua sede da Ebroino, precedente sindaco del palazzo di Neustria. Il re San Dagoberto secondo d'Austrasia lo ospitò inizialmente, per poi chiedere ai monaci di Stavelot-Màlmedy di accoglierlo provvisoriamente allo scopo di assicurare la sua incolumità. Lo stesso re Dagoberto secondo lo sostituì alla sede episcopale di Liegi con un certo Paramondo. Lamberto visse per ben sette anni da semplice monaco, distinguendosi profondamente per la sua umiltà e per la sua laboriosità durante il periodo del monachesimo.

Il ritorno e la missione pastorale

Ebroino fu assassinato nell'anno seicentoottanta e a lui succedette Pipino di Héristal. Per consolidare la propria precaria posizione politica, Pipino di Héristal reintegrò immediatamente tutti gli ecclesiastici nelle loro legittime sedi. Lamberto poté così fare ritorno a Maastricht pieno di zelo ed energia, pronto a espletare tutti i suoi doveri di vescovo verso il gregge affidato alle sue cure pastorali. Oltre al governo della diocesi, intraprese una vasta opera di conversione dei pagani ancora presenti nel Campine e nel Brabante. Con la collaborazione di Santa Landrada, fondò anche un monastero femminile presso Munsterblizen, lasciando un segno duraturo nella vita religiosa della regione.

Il martirio e la memoria

Le numerose leggende sul suo conto tramandano due possibili versioni sulle vicende che portarono al martirio. La versione più tarda, risalente al nono secolo, sostiene che fu ucciso nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano in Liegi, come vendetta per le sue interferenze nella relazione adultera tra Pipino e sua cognata Alpais, la quale era sorella della moglie di Pipino, Santa Plectrude. I primi biografi sostenevano invece che l'omicidio fosse causato da questioni economiche riguardanti la tassazione della chiesa di Maastricht dedicata alla Madonna. Quali che fossero le tensioni terrene, il vescovo fu rinchiuso a chiave nella propria camera, raggiunto da una freccia lanciatagli da una finestra e infine colpito a morte. La scomparsa avvenne il diciassette settembre di un anno imprecisato non oltre il settecentocinque. La morte violenta e la santità della vita spinsero immediatamente il popolo a venerarlo quale martire. Il suo corpo fu traslato nella casa dove era deceduto, trasformata appositamente in chiesa, e attorno a questo luogo sacro crebbe la città di Liegi, divenendo la nuova sede episcopale.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Lamberto?

La memoria liturgica di San Lamberto si celebra il diciassette settembre, data della sua nascita al cielo.

Di cosa è patrono San Lamberto?

San Lamberto è venerato come patrono di Liegi e dei gallinacei.

A Liegi in Austrasia, nell’odierno Belgio, passione di san Lamberto, vescovo di Maastricht e martire, che, mandato in esilio, si ritirò nel monastero di Stavelot; riavuta poi la sede, svolse degnamente il suo ministero pastorale, prima di divenire innocente vittima di uomini a lui ostili. — Martirologio Romano