San Lucano (Lugano)
Presunto vescovo di Sabiona
Aggiornato il 22 luglio 2026
Il ministero a Sabiona e il viaggio a Roma
Il santo visse nella prima metà del secolo quinto e svolgeva il proprio ministero come vescovo di Sabiona. Quell'antica sede vescovile di Sabiona corrisponde ora a Chiusa, a dieci chilometri da Bressanone, sebbene la sede vescovile sia stata più tardi trasferita proprio a Bressanone. Durante un periodo di grave carestia, il vescovo permise con paterna sollecitudine ai suoi fedeli l'uso dei latticini in Quaresima. Per questo motivo il vescovo fu denunciato al papa Celestino primo, il cui pontificato va dal corretto intervallo che va dal 422 al 432. Il presule fu quindi invitato a Roma per presentare le proprie scuse al Pontefice. La tradizione riferisce che, durante il viaggio e la permanenza nell'Urbe, il vescovo compì dei miracoli che valsero assai più d'ogni argomentazione o scusa formale.
Il ritiro eremitico e le valli alpine
Al ritorno a Sabiona, i nemici del vescovo, forse identificabili con gli ariani, lo costrinsero a lasciare nuovamente la sede episcopale. Il santo si ritirò allora a vita eremitica nella Valle di Fiemme, dove si trovano un piccolo villaggio e una chiesuola intitolati al santo. Non sentendosi tuttavia sicuro nella Valle di Fiemme, il santo oltrepassò le crode e scese verso la conca agordina. La zona in cui discese si chiama ancor oggi Valle di San Lugano. Il santo si rifugiò in una caverna chiamata Col di San Lugano. Dalla caverna il santo si allontanava solo per evangelizzare e curare spiritualmente le genti della zona. Durante una missione apostolica a Listolade, il santo conobbe la beata Avazia, detta anche Vaza. La beata Avazia ottenne il permesso dal marito e si ritirò a vita eremitica sotto la direzione spirituale del santo. Secondo quanto annota lo studioso G. Mezzacasa, Vaza visse almeno cinque secoli dopo san Lugano. Secondo lo stesso autore, la fantasia del popolo credette Vaza contemporanea e figlia spirituale del santo perché condusse vita ascetica presso la chiesetta dove fu anche sepolta. Le leggende fiorite attorno ai luoghi del santo mutuano per lo più temi di altre leggende della tradizione popolare.
La fioritura del culto e la traslazione delle reliquie
Nei secoli tredicesimo e quattordicesimo si verificò una straordinaria fioritura del culto di san Lugano. Nel tredicesimo e quattordicesimo secolo sorsero tre chiese in onore del santo, oltre a quella della tomba presso Taibon. Una di queste chiese fu edificata al Passo di San Lugano con annesso un apposito ospizio tra il 1325 e il 1332. Un'altra chiesa fu edificata a Villapiccola presso Auronzo non dopo il 1352. Un'altra chiesa ancora fu edificata nella città di Belluno nel 1396. Sulla tomba di San Lugano, situata presso Taibon, sorse una chiesa dedicata al suo nome. Quella chiesa presso Taibon fu distrutta da una valanga e successivamente riedificata nel 1635. Il corpo del santo fu trasportato da Taibon alla cattedrale di Belluno, probabilmente nel 1307. A Taibon si conserva oggi solo una reliquia del santo. Nella cattedrale di Belluno il corpo fu sepolto entro un'arca contigua all'altare maggiore. L'arca della cattedrale di Belluno fu aperta il 17 giugno 1400 alla presenza del vescovo per la solenne ricognizione delle reliquie. L'arca fu nuovamente aperta nel 1658 per estrarre alcune reliquie da donare ad Antonio Crosini, vescovo di Bressanone, destinate proprio a quella cattedrale. Nella chiesa di San Lugano presso Taibon terminava ogni anno la processione rogazionale della vigilia dell'Ascensione. Tale processione raccoglieva i fedeli dei paesi della comunità dell'Agordino attraverso i quali il corteo passava. La processione fu poi trasferita ed è tuttora celebrata al 20 giugno.
Il cammino di un pastore
La vita di San Lucano si colloca nella prima metà del quinto secolo, un periodo di complessi mutamenti in cui la sua missione di vescovo di Sabiona lo chiamò a farsi carico delle sofferenze del suo popolo. La sua fama è legata a una scelta di profonda umanità manifestata durante una carestia, quando, per soccorrere le necessità dei fedeli, autorizzò il consumo di latticini nel tempo liturgico della Quaresima. Questo gesto di misericordia non fu compreso da tutti e lo condusse a Roma, dove fu convocato da papa Celestino Primo per rendere ragione della sua condotta. Tale episodio sottolinea la tensione tra la norma e la necessità della carità, un dilemma che ogni pastore è chiamato a risolvere con il discernimento dello spirito.
Dopo aver adempiuto al suo dovere di giustificazione davanti al sommo pontefice, San Lucano scelse di distaccarsi dalle responsabilità del governo pastorale per abbracciare una vita di preghiera e ascesi. Si ritirò come eremita in una caverna presso Taibon, in un luogo dove il silenzio della natura favorisce l'incontro con Dio. La sua presenza ha lasciato tracce indelebili nella memoria delle valli circostanti, che ancora oggi portano il segno del suo passaggio, come testimonia la Valle di San Lucano. La sua esistenza, spogliata di ogni onore terreno, si concluse in quel nascondimento che è tipico dei santi che hanno cercato soltanto il volto del Signore, lontano dal clamore del mondo e dalle contese umane.
Memoria e traslazione
Il culto di San Lucano ha attraversato i secoli, mantenendo viva la devozione dei fedeli per la sua figura di vescovo umile ed eremita penitente. Il legame tra la sua persona e le comunità alpine ha trovato un momento di solenne riconoscimento nell'anno milletrecentosette, quando le sue reliquie furono traslate con cura e venerazione nella cattedrale di Belluno. Questo atto non rappresentò soltanto un trasferimento fisico dei resti mortali, ma sancì il consolidamento di una tradizione spirituale che riconosceva in lui un intercessore e un modello di vita cristiana.
La celebrazione liturgica ricorre ogni anno il venti giugno, giorno che la tradizione associa alla sua morte o alla traslazione delle reliquie. In questa data, la comunità cristiana si raccoglie per fare memoria di un vescovo che ha saputo ascoltare il grido dei poveri e che ha poi cercato nell'eremo la pienezza dell'unione con Dio. Il suo ricordo, intatto nonostante il trascorrere delle epoche, invita ancora oggi i fedeli a coltivare la carità verso il prossimo e la pazienza nel tempo della prova, offrendo l'esempio di un pastore che ha posto la vita dei suoi fratelli al di sopra di ogni formalismo.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Lucano?
La festa si celebra il 20 giugno, giorno anniversario della morte del santo o, secondo i Bollandisti, della traslazione del suo corpo a Belluno.