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8 maggio

San Metrone

Venerato a Verona

Aggiornato il 15 settembre 2026

La vita di penitenza e la penitenza straordinaria

La figura di san Metrone fu quella di uno straordinario eremita penitente che condusse la sua vita eccezionale a Verona, dopo essere stato un tempo legato alle vanità terrene. Egli decise di abbandonare completamente il proprio passato per darsi a una vita di rigorosa penitenza. Il segno visibile di questo totale distacco dal mondo consistette nel legarsi con una catena di ferro ad una grossa pietra posta davanti alla basilica di san Vitale di Verona. Per accrescere il proprio pentimento, Metrone si interdisse persino l'ingresso in chiesa, preferendo rimanere all'esterno e chiedendo da lontano, come il pubblicano del Vangelo, la misericordia del Signore. La chiave della catena che lo stringeva fu gettata in un ramo del fiume Adige che scorreva proprio accanto al luogo della sua preghiera. In quell'atto di affidamento, Metrone pregò Dio affinché la chiave non venisse mai ritrovata finché le sue colpe passate non fossero state interamente espiate. In questa condizione di estremo rigore, egli trascorse sette anni a cielo scoperto, esposto senza alcuna protezione alla neve, alla grandine e alla pioggia. La sua penitenza fu particolarmente dura anche per le condizioni climatiche, non avendo alcun riparo dal sole cocente dell'estate, né alternando il copricapo di pelliccia per il freddo con un cappello leggero di paglia alla moda sassone. La svolta nella sua dura prova giunse quando alcuni pescatori portarono al vescovo un pesce nel cui ventre era stata miracolosamente trovata la chiave della catena. Il vescovo comprese prontamente il volere divino e sciolse le catene del penitente. Subito dopo, Metrone, debitamente lavato e decentemente vestito, fu ammesso alla Comunione dei fedeli. Non molto tempo dopo questi eventi, san Metrone compì il suo transito terreno e moriva. La grandezza della sua conversione fu confermata dai miracoli moltiplicatisi intorno alle sue spoglie mortali, che dimostrarono la gloria da lui conseguita in cielo.

Il vescovo Raterio e la memoria delle reliquie

La memoria storica di san Metrone è indissolubilmente legata alla figura di Raterio, vescovo di Verona, il quale visse tra l'ottocento novanta e il novecentosettanta e viene tradizionalmente descritto con la definizione latina che ricorda i suoi tre esuli episcopali. All'inizio del suo terzo soggiorno veronese, avvenuto nel novecentosettantadue, Raterio scrisse un opuscolo di grande rilevanza storica intitolato Invettiva e relazione abbastanza lugubre di un cerio Raterio monaco, esule, vescovo... intorno alla traslazione di un certo san Metrone. In questo scritto, il vescovo ragguagliava dettagliatamente intorno alla vita e al culto di san Metrone, lamentando con amarezza la negligenza degli abitanti di Verona per non aver saputo impedire il furto delle reliquie del santo, trafugate da abitanti di un paese vicino. Raterio attribuiva la colpa maggiore di quel trafugamento al vescovo intruso Milone. Con accenti di profondo rimprovero, Raterio concluse la sua opera rimproverando Verona per la perdita di un tale tesoro e di un così potente patrocinio, facendo inoltre seguire preziose applicazioni morali desunte dai modi e dallo spirito della penitenza di san Metrone. Il racconto di Raterio fu essenzialmente storico e raccolto direttamente dalla voce popolare del tempo, sebbene lo stesso vescovo chiamasse spesso Metrone con il titolo di martire. Nonostante il trafugamento del corpo, il pellegrinaggio al sepolcro vuoto non solo non si interruppe, ma si fece ancora più attivo. Numerosa era infatti la folla che si recava sul luogo a battersi il petto supplicando san Metrone. Con un commento intriso di amaro e paradossale umorismo, Raterio arrivò a osservare che i rapitori, qualora fossero stati guidati da retta intenzione, potevano persino essere lieti del successo per aver aperto una fonte di bene spirituale. Le successive ricerche storiche, come le annotazioni dei fratelli Ballerini, hanno tuttavia evidenziato che il corpo santo o non fu realmente trafugato oppure fu recuperato non molto tempo dopo quegli eventi.

Il culto liturgico e la tradizione veronese

Il culto tributato a san Metrone è sempre rimasto continuo nella città di Verona, radicandosi profondamente nella tradizione della Chiesa locale. Secondo un'immemore tradizione, il corpo del santo è custodito nella chiesa di san Vitale e nessuna altra città lo ha mai rivendicato nel corso dei secoli. In seguito alla demolizione della chiesa di san Vitale, il corpo fu trasferito nella chiesa di santa Maria del Paradiso, dove tuttora i fedeli possono venerarlo. La vitalità di questa devozione trova conferma nei documenti liturgici custoditi nella Biblioteca capitolare di Verona, tra cui spicca il Rituale della Chiesa veronese detto Carpsum, risalente alla prima metà dell'undicesimo secolo, il quale contiene l'Ufficio con la Messa, le antifone e i versetti propri del Comune di un martire nel tempo pasquale. Nei secoli successivi, tuttavia, la tradizione scritta conobbe alcune variazioni. Il Martirologio veronese del sedicesimo secolo qualifica san Metrone come presbitero, pur non conoscendo gran parte delle notizie dettagliate che erano state riferite da Raterio, ed è opportuno notare che nessuna altra testimonianza attesta la qualifica di presbitero al di fuori di questo Martirologio veronese. La Chiesa di Verona ha costantemente custodito la memoria liturgica del santo attraverso ricorrenze significative. L'otto maggio si commemora la deposizione del santo in virtù di un'antica tradizione. Il ventisette gennaio si celebrava invece la deplorazione dell'asportazione delle reliquie. Per un lungo periodo, la festa di san Metrone fu celebrata in comune con quella di san Gualfardo il giorno undici maggio. Infine, con la riforma del Proprio veronese attuata nel millenovecentosessantuno, la celebrazione è stata restaurata come semplice commemorazione proprio all'antica data dell'otto maggio, restituendo alla comunità cristiana l'opportunità di onorare questo insigne penitente.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Metrone?

San Metrone si festeggia l'otto maggio, data della sua deposizione e della commemorazione antica.

A Verona, san Metrone, eremita, che si dice abbia condotto un’austera vita di penitenza. — Martirologio Romano