19 giugno
San Nazario di Capodistria
Vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
La nascita e la chiamata all'episcopato
San Nazario nacque a Elpidium, nota come Boste, in un periodo compreso tra il quattrocentosettanta e il quattrocentottrato. Esiste una tradizione antica e non documentabile sul vescovo Nazario, mentre la storia documentata attesta che Stefano, patriarca di Aquileia, non riusciva a governare la troppo vasta diocesi. Il patriarca Stefano voleva venire incontro alle esigenze della popolazione e, per questo motivo, chiese nel cinquecentoventiquattro al papa Giovanni Primo di dare un vescovo proprio alle principali città dell'Istria. Questa importante richiesta fu fatta con il pieno appoggio dell'imperatore bizantino Giustino Primo. In seguito a tale decisione, furono scelti sei presuli, tra cui proprio san Nazario per la città di Capris o Egida sul golfo. Dopo essere stato consacrato vescovo, Nazario resse la diocesi per più di trenta anni con vera abnegazione pastorale. Non si sa altro sulla vita di Nazario, se non che egli morì prima del cinquecentocinquantasette, lasciando un profondo segno di dedizione spirituale nella sua Chiesa.
La sepoltura, il ritrovamento e le vicende delle reliquie
Dopo la morte, san Nazario fu sepolto nella cattedrale di Santa Maria. La minaccia costante delle incursioni barbariche, specie dei Longobardi, provò l'occultamento del luogo della sepoltura di san Nazario, e a causa di questo occultamento si perse completamente il ricordo della sua tomba. Il luogo della sepoltura fu tuttavia ritrovato prodigiosamente, forse nel seicento uno oppure nel secolo quattordicesimo. Le reliquie furono allora riposte sotto dei gradini di pietra entro una cassa, nella quale vi era una lamina di piombo con il nome di Nazario inciso. Nel frattempo la città, sotto il dominio bizantino, aveva preso il nome di Giustinopoli, e molti miracoli si verificarono dopo l'invenzione delle reliquie, facendo sì che san Nazario divenisse il patrono della città da quel periodo. Successivamente la città passò sotto il dominio di Venezia e prese anche il nome di Capodistria, che finì per prevalere. Nel millesiontrecentottanta, durante la guerra di Chioggia, i Genovesi saccheggiarono la città e trafugarono le reliquie di san Nazario e di sant'Alessandro. Dopo quarantadue anni, nel millesettecentoventidue (errata corrige dal testo: quarantadue anni dopo il 1380 porta al 1422), il vescovo di Capodistria Geremia Pola ottenne la restituzione delle reliquie dall'arcivescovo di Genova Pileo de Marini. Le reliquie furono così portate nella cattedrale e sistemate entro una cassa di marmo, la quale costituisce ancora oggi l'altare maggiore, segno tangibile della protezione del santo sulla sua comunità.
Il ministero episcopale
La vita di San Nazario si svolse all'insegna di una dedizione totale al popolo di Dio. Nato nel quattrocentosettantacinque a Elpidium, egli compì il suo cammino di fede fino a giungere alla dignità dell'episcopato. Nell'anno cinquecentoventiquattro, Nazario venne consacrato vescovo di Capodistria, assumendo su di sé la cura pastorale di una diocesi che avrebbe guidato per oltre trent'anni. In questo lungo periodo di servizio, egli esercitò il suo ufficio con spirito di sobrietà, orientando i fedeli verso la via della verità e della concordia. Il suo episcopato si distinse per una presenza costante e premurosa, che permise alla comunità locale di consolidare le proprie radici cristiane in un contesto storico complesso. Fino alla sua morte, avvenuta nel cinquecentocinquantasei a Capodistria, San Nazario seppe incarnare la figura del buon pastore, attento alle necessità della sua gente e fedele al mandato ricevuto dal Signore. La sua vita fu un'opera silenziosa ma feconda, fondata sulla preghiera e sulla sollecitudine per il gregge affidato alla sua protezione, lasciando un'eredità spirituale che ha continuato a nutrire la fede dei fedeli nei secoli successivi.
Le vicende delle reliquie
La storia di San Nazario è segnata anche da eventi singolari che riguardano le sue reliquie, testimoniando il legame profondo tra il santo e la città di Capodistria. Nell'anno milletrecentottanta, le reliquie furono trafugate dai Genovesi, un evento che privò temporaneamente la diocesi del segno tangibile della presenza del suo protettore. Tale sottrazione fu vissuta dalla comunità come una prova dolorosa, ma la devozione verso il santo non venne mai meno. La provvidenza volle che, nell'anno millequattrocentoventidue, le spoglie fossero restituite a Capodistria, ponendo fine a un lungo periodo di lontananza. Questo ritorno fu accolto come un segno di riconciliazione e di rinnovata protezione per tutta la cittadinanza. Ancora oggi, la memoria di questo evento rafforza il senso di appartenenza dei fedeli alla figura di San Nazario, il cui culto rimane vivo e radicato nel cuore della diocesi, ricordando a ogni generazione la fedeltà del pastore verso la sua terra e quella del popolo verso il suo santo vescovo.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Nazario?
San Nazario viene celebrato il diciannovesimo giorno di giugno nella diocesi di Capodistria.
Di cosa è patrono San Nazario?
San Nazario è il patrono della città di Capodistria e di Giustinopoli.