Santa Giuliana Falconieri

Vergine

Aggiornato il 22 luglio 2026

Origini e giovinezza a Firenze

Santa Giuliana Falconieri nacque a Firenze nel tardo Duecento, all'interno della famiglia Falconieri, una ricca casata di mercanti. I suoi genitori avevano atteso a lungo la sua nascita, considerandola un dono del Cielo, e le avevano riservato ogni premurosa attenzione. Giuliana crebbe ricevendo nobiltà di casato, ricchezza, un'ottima educazione e l'amore sviscerato dei genitori. Possedeva una bellezza indiscutibile, capace di far perdere la testa agli uomini, e ricevette vantaggiose proposte di matrimonio che tuttavia respinse sempre con puntuale garbo. Vivendo nel Medioevo, la fanciulla si trovò immersa nella Firenze di Dante Alighieri, con il quale fu contemporanea, in un clima cittadino pervaso da nuova vita, antichi rancori e dall'aspra lotta politica tra Guelfi e Ghibellini, un vero e proprio scontro di vertice tra tiara e corona, mentre dal basso ribolliva una forza desiderosa di trafficare il proprio genio imprenditoriale.

La fede cristiana aleggiava come una ricchezza immateriale e potente all'interno di palazzo Falconieri. Un rampollo di quella stessa famiglia, Alessio Falconieri, fratello del padre di Giuliana, si era spogliato di tutto per consacrarsi a Dio e figurava tra i Sette Fondatori dei Servi di Maria. Giuliana restò profondamente affascinata da quella scelta di vita e, incurante della sua avvenenza, non seppe mai cosa fosse uno specchio, non si curò del proprio abbigliamento e non dimostrò alcun interesse per i gioielli o per i piaceri mondani. C'era chi pensava subito che Giuliana fosse fatta più per il cielo che per la terra. Avendo rimandato al mittente le proposte di matrimonio serie e motivate, la giovane manifestò una straordinaria inclinazione per le pratiche di pietà e la vocazione religiosa. Si era addestrata alla spiritualità dei Servi di Maria in famiglia e sotto la guida di un altro santo, Filippo Benizi, vivendo in casa come una consacrata. Quando sua madre morì lasciandola completamente sola, Giuliana scelse definitivamente di andare in convento e fondare un monastero proprio, abbracciando la linea spirituale tracciata dal santo zio Alessio.

La fondazione delle Mantellate

Invece di indossare il look modaiolo delle donne fiorentine dell'epoca, Giuliana predilesse l'ampio mantello scuro indossato da suo zio. L'esempio di Giuliana fu seguito da molte compagne appartenenti alla ricca borghesia fiorentina, le quali indossarono lo stesso mantello nero ereditato dai Servi di Maria. A causa di questo abito caratteristico, il popolo battezzò queste giovani con il nome di Mantellate. Le seguaci di Giuliana erano più inclini a servire i poveri che a esserne riverite, diventando per la Chiesa il ramo femminile dei Servi di Maria. Le Mantellate erano donne di contemplazione in ginocchio e di carità continua per le strade, che vivevano esercitando quotidianamente l'amore per il prossimo.

La vita delle Mantellate era scandita da rigorosi sacrifici e da una intensa preghiera. Non toccavano cibo il mercoledì e il venerdì di ogni settimana, mentre il sabato si accontentavano di nutrirsi di solo pane e acqua. Tutti i giorni trascorrevano la maggior parte del tempo nella preghiera e nella meditazione dei sette dolori di Maria. La città di Firenze era allora divisa da inimicizie e discordie che causavano ogni giorno sanguinose vendette. Le Mantellate si assunsero spontaneamente il compito di pregare e digiunare per rasserenare gli animi, diventando seminatrici di concordia nella rete di vendette incrociate che insanguinava la città, offrendo i loro sacrifici per la fine dell'età dell'odio e per ottenere la pace per i concittadini.

Gli ultimi giorni e il prodigio dell'Eucaristia

Giuliana divenne donna e guida per decenni del suo convento, aggiungendo alle opere di digiuno e di preghiera il dono dei suoi dolori fisici. Soffriva infatti da tempo di dolori lancinanti allo stomaco, una persecuzione che durò diversi anni e che giunse al punto di consumare completamente la sua tempra e di impedirle di assumere alcun alimento. Non riusciva a inghiottire neppure il poco cibo necessario a sostentarla. Il 19 giugno 1341 rappresenta lo snodo della morte di Giuliana, confermando che la morte di santa Giuliana Falconieri è avvenuta proprio il 19 giugno 1341.

Mentre era morente, alla donna di Dio fu negato il conforto del viatico per la paura che non riuscisse a deglutire l'ostia consacrata. In quella drammatica circostanza, Giuliana chiese che l'ostia le venisse appoggiata sul petto, secondo l'uso dell'epoca per i malati, deponendola su un corporale steso sul suo corpo. Tra lo stupore generale, l'ostia consacrata svanì e Giuliana spirò. Nel ricomporre la salma appena spirata, le monache notarono in corrispondenza del cuore una macchia viola grande quanto l'ostia. Il marchio sul corpo di Giuliana apparve come se l'ostia si fosse impressa in esso. Questo marchio viola è lo stesso che le Mantellate portano ancora oggi impresso sul loro abito religioso in ricordo della miracolosa ultima comunione della fondatrice.

Il culto e la canonizzazione

La memoria di Santa Giuliana Falconieri è rimasta viva nel tempo attraverso l'opera delle Mantellate e la devozione dei fedeli. Santa Giuliana Falconieri è vergine ed è vissuta a Firenze, istituendo le Suore dell’Ordine dei Servi di Maria. La sua testimonianza di dedizione totale a Dio e ai fratelli ha continuato a fruttificare nei secoli all'interno della Chiesa. Il riconoscimento ufficiale della sua santità giunse secoli dopo la sua morte, quando papa Clemente XII canonizzò Giuliana nel 1737. La proclamazione a santa da parte di Clemente XII nel 1737 ha sancito la venerazione universale di questa figura straordinaria del Medioevo fiorentino, la cui memoria liturgica e le cui tradizioni sono legate indissolubilmente all'ordine delle Mantellate.

Nel corso del tempo, la devozione popolare ha associato a Santa Giuliana Falconieri particolari invocazioni e patrocini. Giuliana Falconieri è invocata particolarmente contro i dolori di stomaco, affidandosi alla sua intercessione da parte di quanti soffrono nel corpo, ricordando le sofferenze affrontate con eroica pazienza dalla santa durante la sua vita terrena. La sua festa viene celebrata ogni anno il 19 giugno, data che coincide con il suo passaggio da questa vita al cielo e che rinnova il legame spirituale tra i fedeli e la fondatrice dei Servi di Maria.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Giuliana Falconieri?

La festa di Santa Giuliana Falconieri si celebra il 19 giugno, giorno della sua memoria liturgica e anniversario della sua morte.

Di cosa è patrona Santa Giuliana Falconieri?

Santa Giuliana Falconieri è invocata particolarmente contro i dolori di stomaco.

A Firenze, santa Giuliana Falconieri, vergine, che istituì le Suore dell’Ordine dei Servi di Maria, chiamate per il loro abito religioso ‘Mantellate’. — Martirologio Romano