Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

3 aprile

San Niceta di Medikion

Egumeno

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la formazione monastica

San Niceta nacque a Cesarea di Bitinia intorno al 760. La Provvidenza dispose la sua vita fin dai primi giorni attraverso il dolore, poiché rimase orfano di madre dopo soli otto giorni dalla nascita. Il padre lo offrì a Dio come un novello Samuele e Niceta fu affidato alle cure della nonna. Crescendo, sentì una profonda attrazione per la vita solitaria. Un anziano padre spirituale lo iniziò all'ascetismo e, riconoscendone le doti, lo mandò al monastero di Medikion per completare la sua formazione. Il complesso religioso di Medikion era stato appena fondato da San Niceforo e sorgeva presso Triglia, sulla costa meridionale della Propontide affacciata sul Mar Nero. Il numero esiguo di monaci presenti permise a San Niceforo di seguire personalmente Niceta nel suo cammino di crescita spirituale.

Il ministero a Medikion

Nel 790 il patriarca Tarasio conferì a Niceta l'ordinazione presbiterale. Successivamente, San Niceforo associò Niceta a sé nel governo della comunità monastica, preparandolo alla successione. Nel 813, alla morte di San Niceforo, Niceta succedette alla guida della comunità. In questo delicato compito fu validamente aiutato dal monaco Atanasio, economo della casa. Grazie al loro impegno, il monastero arrivò a contare un centinaio di membri. Niceta accettò la dignità di egúmeno nonostante la sua innata umiltà, ponendosi al servizio dei fratelli con dedizione e spirito di sacrificio.

La persecuzione e l'esilio

Nell'815 l'imperatore bizantino Leone V l'Armeno scatenò la persecuzione iconoclasta. Niceta fu una delle prime vittime di questa persecuzione, venendo gettato in prigione e poi rinchiuso nel forte di Masalaeon in Asia Minore. L'imperatore richiamò Niceta a Costantinopoli per indurlo a cedere e, provato dalle sofferenze, Niceta finì per abbracciare temporaneamente le teorie eretiche dell'imperatore. Gli amici, in particolare San Teodoro Studita, aiutarono Niceta a tornare all'ortodossia. L'imperatore si vendicò esiliando Niceta nell'isoletta di Santa Gliceria. Qui Niceta subì torture per mano dell'eunuco Antimio, feroce nemico dei monaci fedeli alle icone.

Il ritorno alla pace e il transito al cielo

Leone V fu assassinato nella notte di Natale dell'820. Niceta tornò in libertà dopo la morte dell'imperatore, ma preferì non tornare a Medikion e si ritirò in una dipendenza del monastero presso Costantinopoli. San Niceta morì il 3 aprile 824. Le spoglie del santo furono riportate al monastero di Medikion e ricevute trionfalmente. San Teodoro Studita pronunciò l'elogio di Niceta e lo proclamò insigne difensore delle immagini. La Vita di Niceta fu scritta dal monaco Teostericto, che era vissuto con lui. Nel martirologio, san Niceta è ricordato come egúmeno nel monastero di Medikion in Bitinia, nell'odierna Turchia. San Niceta patì il carcere e l'esilio sotto l'imperatore Leone l'Armeno per aver difeso le sacre immagini.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Niceta di Medikion?

San Niceta si festeggia il 3 aprile, giorno della sua morte terrena avvenuta nell'anno 824.

Dove visse e operò San Niceta?

San Niceta visse a Cesarea di Bitinia, dove nacque, e operò principalmente nel monastero di Medikion presso Triglia, oltre che a Costantinopoli e nei luoghi del suo esilio.

Nel monastero di Medikion in Bitinia, nell’odierna Turchia, san Niceta, egúmeno, che patì il carcere e l’esilio sotto l’imperatore Leone l’Armeno per aver difeso le sacre immagini. — Martirologio Romano