27 luglio
San Pantaleone
Medico e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e formazione
San Pantaleone nacque a Nicomedia in Bitinia ed ebbe la grazia di ricevere una prima educazione alla fede cristiana dalla madre Eubule, la quale viene ricordata nel Sinassario Costantinopolitano al trenta marzo. Durante questi anni di formazione materna, tuttavia, il giovane non era ancora battezzato. Il padre, di fede pagana, decise di affidarlo alle cure del grande medico Eufrosino affinché apprendesse l'arte della medicina. Il giovane allievo assimilò gli insegnamenti con tale perfezione da meritarsi presto la profonda ammirazione e l'affetto dell'imperatore Massimiano.
La svolta spirituale avvenne quando San Pantaleone si avvicinò alla dottrina cristiana grazie all'esempio di un presbitero di nome Ermolao, il quale viveva nascosto per timore della persecuzione in atto. Ermolao convinse progressivamente il giovane ad abbandonare l'arte di Asclepio, garantendogli che avrebbe ricevuto la capacità di guarire ogni male nel solo nome di Cristo. La conferma di questa promessa giunse quando San Pantaleone fu testimone della resurrezione di un bambino ucciso dal morso di una vipera. Dopo aver visto questo prodigio nel nome di Cristo, il giovane medico ricevette finalmente il santo battesimo.
Il ministero medico e l'invidia dei colleghi
Rimasto orfano di padre, San Pantaleone decise di distribuire l'intero patrimonio ereditato ai servi e ai poveri, trasformandosi nel medico di tutti e praticando la sua professione in modo totalmente gratuito. Questa dedizione disinteressata verso i malati suscitò tuttavia l'invidia e il risentimento dei colleghi professionisti, i quali decisero di denunciare il santo all'imperatore. Tra i prodigi compiuti dal giovane vi fu la guarigione miracolosa di un cieco che aveva ormai consumato tutte le proprie sostanze presso altri medici incapaci. Questo evento straordinario provocò non soltanto la guarigione fisica dell'uomo, ma anche la sua conversione spirituale e quella del padre del santo.
Chiamato a testimoniare davanti all'imperatore, il cieco guarito evidenziò la gratuità e la rapidità del beneficio ricevuto, contrapponendolo all'incapacità e alla venalità degli altri medici. In quell'occasione l'uomo fece una coraggiosa apologia di Cristo contro Asclepio, guadagnandosi così il martirio. L'imperatore tentò dapprima di dissuadere San Pantaleone dal preferire Cristo ad Asclepio ricorrendo a lusinghe e a dolci rimproveri. Per dirimere la questione, il santo propose un'ordalia pubblica tra i sacerdoti pagani e se stesso riguardo a un paralitico appositamente convocato nel luogo del confronto.
Il prodigio e il martirio
Durante la prova, i sacerdoti pagani si affannarono inutilmente invocando i loro dei, tra cui Asclepio, Galeno e Ippocrate, senza ottenere alcun risultato. San Pantaleone pronunciò allora una vigorosa tirata antiidolatrica e guarì il paralitico nel solo nome di Cristo, suscitando la conversione di molte persone presenti. Di fronte all'evidenza del miracolo, tuttavia, i sacerdoti e l'imperatore mostrarono grande ostinazione, spingendo il sovrano a far seguire alle lusinghe una lunga serie di duri tormenti. San Pantaleone fu sottoposto a raschiamento con unghie di ferro, a bruciature ai fianchi con delle fiaccole, al tentativo di annegamento, all'esposizione alle fiere e al supplizio della ruota. Poiché ogni tentativo di tortura risultava del tutto inefficace, il tiranno montò in ira e accusò il santo di praticare la magia.
Su subdolo invito dell'imperatore, San Pantaleone fece ingenuamente il nome del vecchio Ermolao e di altri due cristiani. Il santo si recò a prendere personalmente i tre credenti per condurli al cospetto del sovrano, che ordinò immediatamente la loro esecuzione capitale. Durante il successivo tentativo di eseguire la sentenza di morte sullo stesso San Pantaleone, la punta della spada si ripiegò miracolosamente come se fosse stata di cera, inducendo i carnefici a chiedere perdono al santo. In quel momento una voce dall'alto mutò il nome del giovane da Pantoleon a Pantaleémon, spiegando che egli avrebbe avuto compassione di molti, divenendo porto per gli sballottati dalla tempesta, rifugio degli afflitti, protettore degli oppressi, medico dei malati e persecutore dei demoni. San Pantaleone esortò allora i carnefici a compiere il loro dovere sul modello di altre passioni antiche. Dalla sua ferita sgorgò sangue misto a latte, mentre l'albero al quale era legato si caricò improvvisamente di frutti.
La tradizione agiografica e il culto universale
La critica agiografica moderna ha riconosciuto il carattere totalmente fabuloso della Passio di San Pantaleone, descrivendola come un racconto infarcito di elementi meravigliosi e miracolistici, tipico delle passioni tarde o artificiali. Il testo tende a delineare il tipo sovrumano del martire intrepido e del santo taumaturgo che opera gratuitamente la salvezza fisica e spirituale dei fedeli. Sono evidenti i punti in comune con le Vite e le Passioni di altri santi medici anargiri, specialmente Cosma e Damiano, tra cui l'opposizione tra la medicina pagana venale e l'evergetismo cristiano, oltre al motivo ricorrente dell'invidia dei colleghi. Tutta questa ricca letteratura agiografica aveva il fine primario di edificare e infondere conforto e fiducia nei cuori dei credenti attraverso la potente intercessione dei santi medici.
Il culto di San Pantaleone si diffuse ampiamente e la sua memoria liturgica trova riscontro in moltissime testimonianze antiche. Il dies natalis è fissato prevalentemente al ventisette luglio, data riportata dal Sinassario della Chiesa costantinopolitana e confermata nei martirologi siriaci e nella tradizione bizantina. Il Martirologio Geronimiano indica invece la data del ventotto luglio a Nicomedia, seguita dai martirologi storici medioevali come quelli dell'Anonimo Lionese, di Adone e di Usuardo, i quali contengono anche una breve sintesi derivata dalla Passio latina e ricordano al ventisette luglio san Ermolao e compagni. Il Martirologio di Rabban Sliba del tredicesimo secolo ricorda il santo il ventisette Tamouz, corrispondente a luglio, e lo menziona pure nei giorni primo e quindici Tisrin primo, cioè ottobre. Altre memorie particolari includono il Calendario latino dei Sinai, di probabile origine africana e risalente ai secoli ottavo o nono, che fissa la festa al venticinque febbraio, data forse legata a qualche fondazione o traslazione e accostabile a quelle del quindici o diciannove febbraio presenti rispettivamente nel Calendario Marmoreo Napoletano del nono secolo e nel calendario mozarabico. Infine, la diocesi di Crema, in provincia di Cremona, celebra solennemente il santo il dieci giugno per ricordare la liberazione della città dalla peste ottenuta grazie alla sua intercessione.
La vita e il martirio
Nel contesto storico del quarto secolo, la città di Nicomedia divenne il palcoscenico dell'esistenza e dell'opera di Pantaleone. Formatosi alla scuola della medicina, egli scelse di non fare della propria professione uno strumento di guadagno o di prestigio personale. Al contrario, la sua attività in Bitinia si distinse per l'esercizio totalmente gratuito della cura, un gesto di amore puro verso i sofferenti che manifestava la presenza del medico divino in mezzo agli uomini.
La sua fedeltà a Cristo e la sua crescente influenza sollecitano presto l'ostilità delle autorità pagane. Sotto il severo regno dell'imperatore Massimiano, Pantaleone subì l'arresto e, rifiutando di rinnegare la propria fede, andò incontro al martirio nella sua Nicomedia. La sua morte violenta non spense la sua voce, ma la rese un seme fecondo per la Chiesa delle origini.
La diffusione del culto
Il sacrificio di Pantaleone lasciò un'impronta indelebile nella coscienza dei contemporanei, tanto che la memoria del suo martirio si diffuse con straordinaria rapidità. La devozione nei suoi confronti è ampiamente documentata fin dai primi secoli nei più antichi martirologi, sia dell'Oriente sia dell'Occidente cristiano, a testimonianza di una venerazione che supera i confini geografici.
Ancora oggi, la sua figura unisce i fedeli di diverse tradizioni liturgiche nell'ammirazione per un uomo che ha saputo chinarsi sulle piaghe dell'umanità con la mitezza del Salvatore, legando per sempre il suo nome alla storia della santità universale.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Pantaleone?
San Pantaleone si festeggia prevalentemente il ventisette luglio, sebbene alcune tradizioni liturgiche e regionali lo ricordino il ventotto luglio o in altre date dell'anno.
Di cosa è patrono San Pantaleone?
San Pantaleone è patrono dei medici.
A Nicomedia in Bitinia, nell’odierna Turchia, san Pantaleone, martire, venerato in Oriente per avere esercitato la sua professione di medico senza chiedere in cambio alcun compenso. — Martirologio Romano