San Parisio

Sacerdote camaldolese

Aggiornato il 21 luglio 2026

San Parisio

Il cammino terreno

San Parisio vide la luce a Bologna nell'anno millecentocinquantuno, in un tempo in cui la ricerca di Dio trovava spesso rifugio nelle abbazie e nei monasteri. La sua vocazione si manifestò precocemente, spingendolo a varcare la soglia dell'ordine camaldolese nella sua città natale all'età di soli dodici anni. Da quel momento, il giovane Parisio abbracciò la regola con fermezza, trasformando la sua giovinezza in un'offerta pura al Creatore. La maturità lo condusse poi verso nuovi incarichi di responsabilità, che egli accolse con lo spirito di chi sa che ogni ufficio è un servizio alla comunità dei credenti.

Nel millecentottantasette, il cammino di San Parisio lo portò a Treviso, dove fu nominato direttore spirituale del monastero di Santa Cristina. Fu in quella sede che egli esercitò il suo ministero di guida, accompagnando i confratelli nel discernimento e nella crescita interiore. Nonostante gli incarichi di direzione, il suo cuore rimase legato alle radici bolognesi, tanto che nel millecentonovantasei egli fondò il monastero di Santa Maria di Betlemme. Questo atto di fondazione non fu solo un impegno materiale, ma il segno tangibile di una fecondità spirituale che intendeva perpetuare la presenza della preghiera nel mondo. La sua esistenza si concluse a Treviso, dopo aver raggiunto l'eccezionale traguardo dei centootto anni di vita. La sua morte, avvenuta nel milleduecentosessantasette, segnò il compimento di un pellegrinaggio terreno straordinario per durata e per dedizione, lasciando un'impronta indelebile nella memoria di quanti lo conobbero e nella storia delle istituzioni monastiche che egli servì con fedeltà incrollabile.

Il culto e la memoria

La santità di Parisio fu riconosciuta dalla Chiesa poco tempo dopo la sua scomparsa. Fu il vescovo Alberto Ricco di Treviso a sancirne il culto ufficiale nell'anno milleduecentosessantotto, appena un anno dopo il suo transito verso la vita eterna. Tale sollecitudine nel riconoscere la santità del monaco camaldolese testimonia la venerazione di cui egli godeva tra i contemporanei, i quali vedevano in lui un modello di perfezione cristiana. Ancora oggi, la Chiesa celebra la sua memoria liturgica l'undici giugno, come indicato nel Martirologio Romano.

Il legame tra San Parisio e la città di Treviso rimane profondo e duraturo, essendo egli celebrato come patrono della comunità. Attraverso i secoli, la memoria di questo sacerdote ha continuato a nutrire la preghiera dei fedeli, offrendo una testimonianza di come la vita monastica, vissuta in un nascondimento fecondo, possa diventare una luce capace di illuminare il tempo che scorre. San Parisio ci insegna che il segreto della santità risiede nella costanza quotidiana, in una dedizione che non teme il passare degli anni, ma che si fa sempre più pura e limpida nel riflesso dell'amore divino.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Parisio?

La sua memoria liturgica è fissata per l'undici giugno nel Martirologio Romano.

Di cosa è patrono San Parisio?

San Parisio è patrono della città di Treviso.

A Treviso, san Parisio, sacerdote dell’Ordine Camaldolese, che per settantasette anni curò la direzione spirituale delle monache con salutari consigli, morendo a centootto anni. — Martirologio Romano