28 agosto
San Pelagio
Martire venerato a Costanza
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e le fonti storiche
Il culto di san Pelagio affonda le sue radici nel terzo secolo, pur muovendosi tra la documentazione storica e la tradizione leggendaria. Non esistono notizie attendibili sulla personalità del martire venerato a Costanza, ma esiste una passio di Pelagio tramandata da molti manoscritti di provenienza germanica, sebbene essa sia tardiva e priva di valore storico. Secondo quanto riportato dalla passio, Pelagio visse a Emmona in provincia Carnia, identificata da J. Stilting e altri studiosi con Lubiana nell'odierna Slovenia. La medesima fonte narra che Pelagio subì il martirio a Emmona sotto l'imperatore Numeriano intorno al 283 per opera del giudice Evilasio. La passio tace tuttavia sul motivo per cui il corpo di Pelagio sarebbe finito a Roma per essere poi traslato a Costanza.
La prima testimonianza certa della venerazione di un martire Pelagio a Costanza ci viene offerta da Wandelberto, monaco di Prüm e autore di un Martirologio metrico, intorno all'anno 848. A conferma di questa precoce devozione, un codice del Martirologio Geronimiano del nono secolo, ovvero il Breviarium Richenoviense proveniente da Reichenau, menziona il martire senza tuttavia indicare il luogo del suo transito. Il Cardinale Baronio scelse di inserire san Pelagio nel Martirologio Romano alla data del ventotto agosto, arricchendo il testo con un elogio tratto direttamente dalla passio. La voce agiografica dedicata al santo è stata curata da Paulius Rabikauskas.
La traslazione e la diffusione del culto
La devozione verso il martire trovò una nuova dimora nell'Europa centrale grazie a un importante evento di traslazione. Un vescovo di Costanza di nome Salomone, la cui identificazione precisa rimane incerta tra tre omonimi vissuti nel nono secolo, riportò a Roma il corpo di un san Pelagio martire. Il sacro corpo fu generosamente donato a Salomone da un papa di nome Giovanni. Di ritorno dal viaggio, Salomone depose il corpo di san Pelagio nella cattedrale di Costanza e lo proclamò solennemente compatrono della diocesi.
Intorno a questa presenza reliquiale fiorì una intensa fioritura spirituale in diverse comunità monastiche e cittadine. Pelagio fu molto venerato anche a Reichenau, dove era stato precedentemente trasportato un suo braccio per alimentorne la devozione. Analogamente, il santo godette di una profonda venerazione nell'abbazia di Bischofszell in Svizzera, che risulta intitolata proprio a lui. Il Martirologio continua a commemorare san Pelagio martire a Costanza, nell'odierna Svizzera, confermando la persistenza di questa memoria ecclesiale.
Il patronato e l'iconografia
La figura di san Pelagio è saldamente legata alla protezione spirituale del territorio. Pelagio è infatti patrono della città di Costanza e del territorio affacciato sul lago omonimo. Nella vita liturgica e nella devozione locale, Pelagio è spesso associato ad altri patroni della diocesi come san Corrado, delineando un quadro di comunione ecclesiale che attraversa i secoli.
L'arte sacra ha custodito la memoria del martire attraverso molteplici espressioni. Nell'iconografia tradizionale Pelagio è comunemente rappresentato con la palma del martirio e con la spada. Un'incisione del quindicesimo secolo opera di Hans Burgkmair raffigura Pelagio unito ad altri compagni di patronato. Un ulteriore attributo iconografico di Pelagio è talvolta un libro, come si osserva nel portello di un trittico di Scuola sveva del sedicesimo secolo conservato nel Museo di Karlsruhe. Altre importanti testimonianze artistiche includono gli stalli del coro della cattedrale di Costanza del sedicesimo secolo, che mostrano il santo con aspetto severo e gli attributi del martirio, nonché i rilievi del timpano della cattedrale di Costanza risalenti al 1470. La sezione iconografica dedicata al santo è stata curata dall'autrice Maria Chiara Celletti.
La vita e la testimonianza
Le notizie storiche che ci giungono su San Pelagio ci riportano al tempo del terzo secolo, un'epoca segnata da dure prove per coloro che professavano il nome di Cristo. Egli compì il suo cammino terreno ad Emmona, dove affrontò la prova suprema del martirio nell'anno duecentoottantatré, sotto l'autorità dell'imperatore Numeriano. Nonostante la distanza dei secoli, il suo nome è rimasto impresso nella coscienza ecclesiale, divenendo simbolo di una fedeltà che non teme la morte. La sua vita si intreccia con i luoghi che hanno accolto il suo ricordo, segnando una geografia della fede che si espande da Roma fino a giungere alla città di Costanza, a Bischofszell e alla celebre abbazia di Reichenau. Il trasferimento delle sue reliquie da Roma a Costanza, avvenuto per opera del vescovo Salomone, segnò un momento fondamentale per il consolidamento del suo culto, rendendo concreta e presente l'eredità spirituale del martire nel cuore dell'Europa. La testimonianza di San Pelagio ci interroga ancora oggi sulla solidità della nostra fede e sulla capacità di rimanere saldi nei momenti di oscurità, offrendo la propria esistenza come un dono offerto a Dio, in un atto di amore che trascende le contingenze umane e le fragilità della storia terrena.
Il culto e la venerazione
La venerazione verso San Pelagio è un legame vivo che unisce le generazioni nella preghiera e nel ricordo del suo sacrificio. Il riconoscimento ufficiale della sua santità trova una testimonianza antica e autorevole nel Martirologio metrico di Wandelberto, risalente all'anno ottocentoquarantotto, che ne sancisce la memoria all'interno della comunione dei santi. Ancora oggi, il Martirologio Romano propone la sua figura alla venerazione dei fedeli nel giorno ventotto agosto, invitando la comunità cristiana a volgere lo sguardo verso questo martire di Emmona. Il suo patronato si estende sulla città di Costanza e sul suggestivo bacino del Lago di Costanza, luoghi dove la sua protezione è invocata con fiducia. La persistenza del suo culto, nonostante il trascorrere di quasi due millenni, testimonia come la memoria dei martiri sia in grado di fecondare il terreno della cultura e della spiritualità, rendendo presente il mistero della Pasqua di Cristo nella vita quotidiana di quanti si rivolgono a lui chiedendo sostegno e intercessione nel cammino verso la salvezza eterna.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Pelagio?
La festa di san Pelagio si celebra il ventotto agosto, data stabilita dal Martirologio Romano.
Di cosa è patrono San Pelagio?
San Pelagio è patrono della città di Costanza e del territorio circostante affacciato sul lago di Costanza.
A Costanza nell’odierna Svizzera, commemorazione di san Pelagio, martire. — Martirologio Romano