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28 agosto

Sant' Agostino

Vescovo e dottore della Chiesa

Sant' Agostino

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e giovinezza inquieta

Agostino Aurelio nacque a Tagaste nella Numidia in Africa il tredici novembre trecentocinquantaquattro da una famiglia di classe media e di piccoli proprietari terrieri. Il padre di Agostino si chiamava Patrizio ed era pagano, mentre la madre si chiamava Monica ed era cristiana. Monica aveva avuto tre figli e Agostino era il primogenito. La madre diede ad Agostino un'educazione religiosa senza battezzarlo, come si usava allora per attendere l'età matura. Agostino ebbe un'infanzia molto vivace ma non piena di peccati come farebbe pensare una frase delle Confessioni. I peccati veri di Agostino cominciarono più tardi dopo i primi studi a Tagaste e nella vicina Madaura. Agostino si recò a Cartagine nel trecentosettantuno con l'aiuto di un facoltoso signore del luogo di nome Romaniano. Al momento del trasferimento a Cartagine Agostino aveva sedici anni. Agostino viveva la sua adolescenza in modo molto vivace ed esuberante a Cartagine. Agostino frequentava la scuola di un retore a Cartagine. Agostino cominciò a convivere con una ragazza cartaginese a Cartagine. La ragazza cartaginese diede ad Agostino un figlio di nome Adeodato nel trecentosettantadue. La relazione con la ragazza cartaginese sembra sia durata quattordici anni. La nascita inaspettata del figlio costrinse Agostino a dare una regolata alla sua condotta inconcludente e dispersiva. Agostino si concentrò sugli studi che stava compiendo a Cartagine. Le lagrime della madre Monica cominciavano ad avere un effetto positivo su Agostino. Agostino maturò la sua prima vocazione di filosofo leggendo il libro di Cicerone intitolato Ortensio. Agostino fu particolarmente colpito dall'Ortensio perché Cicerone vi affermava che la filosofia aiuta la volontà ad allontanarsi dal male e ad esercitare la virtù. La lettura della Sacra Scrittura non diceva niente alla mente razionalistica di Agostino. La religione professata dalla madre sembrava ad Agostino una superstizione puerile. Agostino cercò la verità nel manicheismo. Il Manicheismo era una religione orientale fondata nel terzo secolo dopo Cristo da Mani. Il Manicheismo fondeva elementi del cristianesimo e della religione di Zoroastro. Il principio fondamentale del Manicheismo era il dualismo, cioè l'opposizione continua di due principi egualmente divini, uno buono e uno cattivo. I due principi del manicheismo dominano il mondo e anche l'animo dell'uomo.

Il ritorno in patria e il viaggio a Roma

Ultimati gli studi, Agostino tornò nel trecentosettantaquattro a Tagaste. A Tagaste, con l'aiuto del benefattore Romaniano, Agostino aprì una scuola di grammatica e retorica. Agostino fu ospitato nella casa di Romaniano con tutta la famiglia. La madre Monica aveva preferito separarsi da Agostino non condividendo le sue scelte religiose. Monica riammise Agostino nella sua casa dopo aver avuto un sogno premonitore sul suo ritorno alla fede cristiana. Dopo due anni, nel trecentosettantasei, Agostino decise di lasciare Tagaste e ritornare a Cartagine. A Cartagine Agostino aprì una scuola con l'aiuto dell'amico Romaniano, che egli aveva convertito al manicheismo. Agostino insegnò a Cartagine per sette anni con alunni poco disciplinati. Agostino tra i manichei non trovò mai la risposta certa al suo desiderio di verità. Agostino ebbe un incontro con il vescovo manicheo Fausto nel trecentottantadue a Cartagine, che avrebbe dovuto fugare ogni dubbio. Agostino uscì non convinto dall'incontro con Fausto e prese ad allontanarsi dal manicheismo. Desideroso di nuove esperienze e stanco dell'indisciplina degli alunni cartaginesi, Agostino decise di trasferirsi a Roma, capitale dell'impero, con tutta la famiglia, resistendo alle preghiere della madre. A Roma Agostino aprì una scuola con l'aiuto dei manichei. A Roma gli studenti sparivano al momento di pagare il pattuito compenso dopo aver ascoltato con attenzione le lezioni. Agostino subì una malattia gravissima che lo condusse quasi alla morte mentre era a Roma. Agostino poté constatare che i manichei romani, pur ostentando in pubblico una condotta irreprensibile e casta, nel privato vivevano da dissoluti. Disgustato dalla condotta dei manichei romani, Agostino se ne allontanò per sempre.

La conversione a Milano

Nel trecentottantaquattro Agostino ottenne la cattedra vacante di retorica a Milano. L'ottenimento della cattedra a Milano avvenne con l'appoggio del prefetto di Roma Quinto Aurelio Simmaco. Agostino si trasferì a Milano. Nel trecentottantacinque Monica raggiunse inaspettatamente il figlio a Milano. Monica era conscia del travaglio interiore del figlio e gli fu accanto con la preghiera e le lacrime. Monica si comportò come un angelo protettore senza imporre nulla a Agostino. Milano rappresentò la tappa decisiva della conversione di Agostino. A Milano Agostino ebbe l'opportunità di ascoltare regolarmente i sermoni di sant'Ambrogio in cattedrale. Le parole di sant'Ambrogio si scolpirono nel cuore di Agostino. La frequentazione con l'anziano sacerdote san Simpliciano diede a Agostino l'ispirazione giusta. San Simpliciano aveva in precedenza preparato sant'Ambrogio all'episcopato. San Simpliciano indirizzò Agostino a leggere i neoplatonici con fine intuito. Gli scritti dei neoplatonici suggerivano in tutti i modi l'idea di Dio e del suo Verbo. Un successivo incontro con sant'Ambrogio, procurato da Monica, segnò un altro passo verso il battesimo. Si ipotizza che Monica abbia convinto Agostino a seguire il consiglio dell'apostolo Paolo sulla castità perfetta. Si ipotizza che Monica abbia convinto Agostino a lasciare la moglie. La moglie di Agostino, secondo la legge romana e a causa della sua classe inferiore, era praticamente una concubina. Agostino rimandò la moglie in Africa. Agostino tenne presso di sé il figlio Adeodato. L'amico Ponticiano parlò ad Agostino della vita casta dei monaci e di sant'Antonio abate nella propria casa. Ponticiano diede ad Agostino il libro delle Lettere di san Paolo. Ritornato a casa, Agostino disorientato si appartò nel giardino. Agostino diede sfogo a un pianto angosciato nel giardino. Mentre piangeva, Agostino avvertì una voce che gli diceva Tolle, lege, tolle, lege. Agostino aprì a caso il libro delle Lettere di san Paolo e lesse un brano della Lettera ai Romani. Il brano letto recitava: Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze e non seguite la carne nei suoi desideri. Dopo qualche settimana di ulteriore insegnamento della retorica, Agostino lasciò tutto. Agostino si ritirò a circa trenta chilometri da Milano, a Cassiciaco, insieme alla madre, al figlio e ad alcuni amici. A Cassiciaco visse in meditazione e in conversazioni filosofiche e spirituali. Agostino volle sempre presente la madre a Cassiciaco affinché partecipasse con le sue parole sapienti. Nella Quaresima del trecentottantasei Agostino e il suo gruppo ritornarono a Milano per una preparazione specifica al battesimo. Agostino, il figlio Adeodato e l'amico Alipio ricevvettero il battesimo nella notte del sabato santo dalle mani di sant'Ambrogio.

Il ritorno in Africa e la morte di Monica

Agostino decise di ritornare in patria con l'intenzione di creare una comunità di monaci in Africa. Durante l'attesa della nave, la madre Monica si ammalò improvvisamente di una febbre maligna, forse malaria. Monica morì il ventisette agosto del trecentottantasette all'età di cinquantasei anni. Il corpo di Monica fu trasferito a Roma e si venera nella chiesa di sant'Agostino. Monica è considerata il modello e la patrona delle madri cristiane. Agostino trascorse qualche mese a Roma per approfondire la conoscenza sui monasteri e le tradizioni della Chiesa. Nel trecentottantotto Agostino ritornò a Tagaste. A Tagaste vendette i suoi pochi beni e ne distribuì il ricavato ai poveri. Ritiratosi con alcuni amici e discepoli, fondò una piccola comunità basata sulla proprietà comune dei beni. L'affollarsi continuo dei concittadini che chiedevano consigli e aiuti disturbava il necessario raccoglimento. Si rese necessario trovare un altro posto e Agostino lo cercò presso Ippona. Agostino si trovò per caso nella basilica locale di Ippona. Il vescovo Valerio stava proponendo ai fedeli di consacrare un sacerdote per farsi aiutare nella predicazione. Accortisi della presenza di Agostino, i fedeli presero a gridare Agostino prete. A quel tempo si dava molto valore alla volontà del popolo, considerata espressione della volontà di Dio. Nonostante cercasse di rifiutare perché quella non era la strada voluta, Agostino fu costretto ad accettare. La città di Ippona trasse grande guadagno dalla presenza di Agostino e la sua opera fu fecondissima. Agostino chiese per prima cosa al vescovo di trasferire il suo monastero a Ippona per continuare il suo stile di vita. Il monastero di Ippona divenne in seguito un seminario fonte di preti e vescovi africani. L'iniziativa agostiniana gettò le basi per il rinnovamento dei costumi del clero. Agostino pensava che il sacerdozio fosse così grande che appena un buon monaco poteva dare un buon chierico. Agostino scrisse una regola che nel nono secolo fu adottata dalla comunità dei Canonici Regolari o Agostiniani. Il vescovo Valerio temeva che Agostino potesse essere spostato in un'altra sede. Valerio convinse il popolo e il primate della Numidia, Megalio di Calama, a consacrare Agostino vescovo coadiutore di Ippona. Nel trecentonovantasette, alla morte di Valerio, Agostino gli successe come vescovo titolare di Ippona. Agostino dovette lasciare il monastero per intraprendere la sua intensa attività di pastore di anime. Svolse egregiamente la sua attività di pastore, diffondendo la sua fama di vescovo illuminato in tutte le Chiese africane.

Pastore, dottore e fine della vita terrena

Agostino scrisse numerose opere che abbracciano tutto il sapere ideologico. Le sue opere spaziano tra i campi filosofico, apologetico, dogmatico, morale, pastorale, biblico e polemico. Le opere polemiche riflettono la battaglia di Agostino contro le eresie che minacciavano l'unità della Chiesa. Agostino combatté il Manicheismo, che conosceva bene. Agostino combatté il Donatismo, sorto per opera del vescovo Donato. Agostino combatté il Pelagianesimo, propugnato dal monaco bretone Pelagio. Agostino fu un maestro indiscusso nel confutare le eresie e i movimenti ad esse collegati. Gli interventi di Agostino illuminarono i pastori dell'epoca e orientarono la teologia cattolica futura. La vasta dottrina e teologia di Agostino è oggetto di studio millenario per la formazione cristiana. Agostino ha ricevuto il titolo di Dottore della Chiesa grazie alle sue molteplici opere, tra cui le Confessioni e la Città di Dio. Agostino è un autore di testi teologici, mistici, filosofici ed esegetici ancora oggi molto studiato e citato. Agostino è uno dei Dottori della Chiesa come ponte fra l'Africa e l'Europa. Il libro le Confessioni di Agostino è ancora oggi ricercato, ristampato, letto e meditato. Agostino Aurelio ha scritto la frase Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova nelle Confessioni. Nel quattrocentoventinove Agostino si ammalò gravemente. Nel quattrocentoventinove Ippona era assediata da tre mesi dai Vandali guidati da Genserico. I Vandali portarono morte e distruzione ovunque durante la loro avanzata. Genserico morì nel quattrocentosettantasette. Il santo vescovo ebbe l'impressione che la fine del mondo fosse vicina. Agostino morì a Ippona il ventotto agosto del quattrocentotrenta all'età di settantasei anni. Il corpo di Agostino fu sottratto ai Vandali durante l'incendio e la distruzione di Ippona. Il corpo fu trasportato a Cagliari dal vescovo Fulgenzio di Ruspe tra il cinquecentootto e il cinquecentodiciassette circa. Il corpo fu traslato insieme alle reliquie di altri vescovi africani. Intorno al settecentoventicinque il corpo fu nuovamente traslato a Pavia, nella Chiesa di San Pietro in Ciel d'Oro. La chiesa di San Pietro in Ciel d'Oro si trova non lontano dai luoghi della conversione di Agostino. La seconda traslazione fu opera del re longobardo Liutprando. Liutprando morì nel settecentoquarantaquattro. Liutprando aveva riscattato il corpo dai saraceni della Sardegna. Il Martirologio ricorda sant'Agostino come vescovo e insigne dottore della Chiesa.

Domande frequenti

Quando si festeggia sant'Agostino?

Sant'Agostino si festeggia il ventotto agosto, giorno della sua memoria liturgica.

Di cosa è patrono sant'Agostino?

Sant'Agostino è considerato il patrono delle madri cristiane, insieme a sua madre santa Monica.

Memoria di sant’Agostino, vescovo e insigne dottore della Chiesa: convertito alla fede cattolica dopo una adolescenza inquieta nei princípi e nei costumi, fu battezzato a Milano da sant’Ambrogio e, tornato in patria, condusse con alcuni amici vita ascetica, dedita a Dio e allo studio delle Scritture. Eletto poi vescovo di Ippona in Africa, nell’odierna Algeria, fu per trentaquattro anni maestro del suo gregge, che istruì con sermoni e numerosi scritti, con i quali combatté anche strenuamente contro gli errori del suo tempo o espose con sapienza la retta fede. — Martirologio Romano