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17 settembre

San Pietro di Arbues (Pedro Arbuès)

Martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la formazione

San Pietro nacque in terra di Spagna in una data imprecisata compresa tra il 1441 e il 1442. Suo padre, appartenente a nobile stirpe, si chiamava Antonio Arbues, mentre sua madre rispondeva al nome di Sancia Ruiz. Mosso dal desiderio di conoscenza, intraprese gli studi di filosofia, che secondo le testimonianze storiche si svolsero probabilmente a Huesca. In seguito perfezionò la sua preparazione culturale completando gli studi presso il prestigioso collegio spagnolo di San Clemente, annesso all'Università di Bologna. In questo celebre ateneo raggiunse la maturità accademica laureandosi sia in teologia sia in diritto. Terminato il percorso universitario, fece ritorno nella sua patria d'origine, dove scelse di abbracciare la vita consacrata entrando tra i canonici regolari di Sant'Agostino nella città di Saragozza. All'interno di questa comunità religiosa emise la sua professione solenne nell'anno 1474, ponendo le basi spirituali del suo futuro servizio alla Chiesa.

Il contesto storico e l'incarico

In quegli anni i sovrani cattolicissimi Ferdinando secondo d'Aragona ed Isabella di Castiglia rivolsero le loro istanze alla sede apostolica per ottenere una guida spirituale e giuridica nei loro territori. Ottennero così da papa Sisto quarto, in data primo novembre 1478, una bolla pontificia volta a istituire l'Inquisizione in Castiglia. Tale documento autorizzava i Re Cattolici a nominare nei loro Stati alcuni inquisitori di fiducia, ai quali veniva attribuita una giurisdizione esercitabile esclusivamente sui cristiani battezzati. I compiti affidati a questo tribunale erano diretti alla ricerca degli eretici e in particolare di quanti, pur avendo ricevuto il battesimo, erano ritornati alla pratica della fede giudaica, definiti comunemente con il termine di marranos. È opportuno precisare che nessun ebreo in quanto tale poteva essere sottoposto a giudizio o condannato da questa istituzione. Successivamente, nel 1483, il religioso domenicano Tommaso de Torquemada fu nominato Inquisitore Generale della Castiglia. La storiografia ostile alla Chiesa ha costruito nel tempo una leggenda nera e diffuso diverse menzogne sulla persona di Tommaso de Torquemada, il quale ricopriva anche l'incarico di confessore della regina Isabella. Al contrario, egli fu uomo di costumi integerrimi, mite, liberale, nonché generoso mecenate e protettore di artisti. Lo stesso Torquemada si impegnò attivamente come inquisitore per ottenere ampie amnistie generali, come quella concessa nel 1484. Informato direttamente della dottrina rigorosa e delle eccelse virtù di Pietro, lo chiamò accanto a sé proprio nel 1484. In quello stesso anno Pietro fu elevato al rango di inquisitore provinciale del Regno di Aragona.

Il ministero e il martirio

Nel Regno di Aragona, Pietro lottò con fermezza contro le superstizioni e le eresie, svolgendo il suo compito con grande zelo e con profonda giustizia. Sebbene i nemici dell'Inquisizione e i detrattori della Chiesa lo accusassero ingiustamente di crudeltà, è storicamente certo che Pietro non pronunciò mai alcuna sentenza capitale, facendo invece sempre prevalere la misericordia e la pietà. Purtroppo i marranos che erano stati puniti e stigmatizzati dal suo tribunale nutrivano un profondo odio nei suoi confronti e decisero pertanto di eliminarlo. Una notte, mentre Pietro si trovava inginocchiato in preghiera dinanzi all'altare della Vergine Maria nella chiesa metropolitana di Saragozza, dove era solito recitare l'ufficio divino insieme ai suoi confratelli, fu brutalmente aggredito da alcuni sicari. Percosso duramente dai congiurati, fu ferito in modo mortale mentre pregava. La sua lunga agonia si protrasse per due giorni prima che potesse rendere l'anima a Dio. La morte avvenne ufficialmente il diciassette settembre 1485. All'omicidio seguì immediatamente un clamoroso processo che si concluse con l'inflizione di pene molto severe per i colpevoli. Tra le complicazioni che ritardarono il riconoscimento ufficiale vi fu la forte influenza esercitata dai marranos nella corte spagnola, la quale impedì la proclamazione immediata della sua santità. Si ricordi a tale proposito che il cancelliere dell'intendenza del re Ferdinando, Luis de Santangel, era nipote di una persona direttamente coinvolta nel complotto omicida. Solo molto tempo dopo, il papa Alessandro settimo permise la venerazione pubblica e la celebrazione della festa liturgica di Pietro a Saragozza e nei luoghi legati all'Inquisizione, data stabilita al diciassette aprile 1668. Infine, la solenne canonizzazione fu compiuta da papa Pio nono il ventinove giugno 1867. Il martirologio romano continua a ricordarlo nella città di Saragozza come sacerdote, canonico regolare dell'Ordine di Sant'Agostino e martire, caduto sotto i colpi di alcuni inquisiti proprio davanti all'altare della cattedrale.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Pietro di Arbues?

La memoria liturgica di San Pietro di Arbues si celebra il diciassette settembre, data che ricorda il giorno della sua pia morte.

A Saragozza nell’Aragona in Spagna, san Pietro de Arbués, sacerdote e martire: canonico regolare dell’Ordine di Sant’Agostino, lottò nel regno di Aragona contro le superstizioni e le eresie e morì percosso da alcuni inquisiti davanti all’altare della cattedrale. — Martirologio Romano