14 settembre
San Pietro II di Tarantasia
Vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la vocazione monastica
San Pietro è nato a Saint-Maurice-de-l'Exil nel Delfinato in Francia nel millecentodue, ed è ricordato sin dalla giovinezza per la sua straordinaria inclinazione spirituale. Il piccolo pastore proveniente dalla regione francese del Delfinato si rivelò un ragazzo prodigio riuscendo a memorizzare l'intero salterio. All'età di circa vent'anni Pietro decise di abbandonare il mondo ed entrò nel monastero di Bonnevaux, situato nei pressi della sua terra natale. La sua scelta radicale esercitò un profondo influsso sulla sua famiglia d'origine. Il padre e due fratelli di Pietro decisero di seguirlo nel monastero di Bonnevaux per condividere la medesima regola monastica, mentre la madre e una sorella optarono per l'abbazia di San Paolo presso Izeaux. San Pietro fu in precedenza abate cistercense, consolidando la propria formazione spirituale nella preghiera e nel lavoro manuale. Nel millecentotrentadue Pietro ricevette la nomina a primo abate della nuova abbazia di Tamié in Savoia. L'abbazia di Tamié era stata appena fondata dall'arcivescovo di Tarantasia Pietro primo, figura venerata come beato. Il personaggio in questione fu dunque il primo abate di Tamié col nome di Pietro primo, e divenne noto alla Chiesa universale con questa numerazione soltanto in seguito. Nel millecentocinquanta Pietro si recò a Tamié per la consacrazione della nuova chiesa, confermando il legame indissolubile con quel luogo di preghiera. San Pietro conservò stretti legami con Tamié durante tutto il suo lungo ministero episcopale, tornando spesso a ristorare lo spirito nel silenzio del chiostro.
Il ministero episcopale e la carità
Dopo una decina d'anni trascorsi alla guida di Tamié, Pietro fu promosso alla cattedra episcopale precedentemente occupata dal defunto beato predetto. La promozione di Pietro fu per interessamento di San Bernardo, che ne riconobbe le eccelse doti spirituali e morali. Il proto-abate di Tamié divenne arcivescovo col nome di Pietro secondo, passando a reggere con ardente zelo la sede di Moûtiers. San Pietro era stato elevato alla sede di Moûtiers per guidare il popolo cristiano con fermezza e dolcezza. Pietro secondo si insediò nella diocesi dell'alta valle dell'Isère e si dedicò immediatamente al rinnovamento ecclesiale. Pietro II riformò il capitolo della cattedrale di Moutiers con l'ausilio dei Canonici Regolari, ristabilendo la disciplina e la dignità liturgica. Nella vita di ogni giorno, Pietro II era solito condurre una vita comune con i religiosi della congregazione, rifiutando ogni forma di lusso personale. Pietro II intraprese la visita pastorale di tutte le parrocchie sotto la sua giurisdizione per essere vicino ai fedeli e conoscerne le reali necessità materiali e spirituali. Tra la popolazione si diffuse rapidamente la fama di Pietro secondo come operatore di grandi miracoli, attirando folle di bisognosi in cerca di conforto e guarigione. Travolto da questa straordinaria popolarità, Pietro meditava di fuggire in segreto dalla diocesi per trovare rifugio altrove. Pietro meditava di ritirarsi nel monastero svizzero di Lucelle vicino a Basilea per fare il comune monaco e lavorare nei campi in assoluto nascondimento. Tuttavia, Pietro fu inaspettatamente scoperto dai suoi fedeli e dovette fare ritorno in Tarantasia per riprendere il proprio gravoso incarico. Consapevole delle sofferenze della sua gente, Pietro adattò il palazzo vescovile per l'assistenza dei poveri e dei bisognosi, trasformandolo in una vera e propria casa di accoglienza. Pietro condivideva quotidianamente i pasti con i poveri e i bisognosi, servendoli di persona con umiltà evangelica. Per rispondere alle necessità croniche della popolazione affamata, Pietro istituì l'opera di carità nota come Pane di maggio. Il Pane di maggio consisteva nella distribuzione di minestra fatta dal vescovo stesso ed è sopravvissuto fino alla Rivoluzione Francese come segno tangibile della sua memoria. La tradizione riferisce che durante la distribuzione del Pane di maggio il santo vescovo operò una miracolosa moltiplicazione del cibo per sfamare tutti i presenti. San Pietro promosse con fervore la concordia tra le popolazioni, adoperandosi costantemente per comporre le liti e pacificare le famiglie in dissidio.
Le opere materiali e l'impegno pubblico
Oltre alla cura spirituale delle anime, il vescovo si dedicò con energia al rinnovamento delle strutture materiali della diocesi. Pietro ricostruì la vecchia cattedrale dal punto di vista materiale, donando alla chiesa cattedrale una nuova bellezza e maggiore sicurezza. La figura di Pietro acquistò ben presto grande prestigio agli occhi dei vicini potenti dell'epoca, che vedevano in lui un saggio consigliere. I conti di Savoia, il papa e gli abati dei monasteri vicini ricorsero frequentemente al suo aiuto per dirimere questioni delicate. San Pietro si adoperò inoltre per incrementare ed efficientare l'assistenza dei viandanti presso il colle del Piccolo San Bernardo. Il colle del Piccolo San Bernardo congiungeva la Savoia con la Valle d'Aosta, e la Francia con l'Italia, rappresentando un valico fondamentale ma pericoloso per i viaggiatori. In tempi di grandi tensioni politiche, il vescovo Pietro secondo si oppose all'imperatore Federico I Barbarossa per difendere la libertà della Chiesa. Federico I Barbarossa era fervido sostenitore dell'antipapa Vittore quarto, lacerando profondamente la comunione ecclesiale. Pietro secondo peregrinò tra numerosi paesi e città predicando la fedeltà al legittimo papa Alessandro terzo in nome dell'unità della Chiesa cattolica. Lo scisma ebbe fine con la morte di Vittore quarto nel millecentotrentanove. Trentun anni dopo lo scisma, Pietro dovette incontrare nuovamente l'imperatore a Besançon per farlo desistere dai suoi propositi contro la cristianità. Nel millecentosettantatre a Roma papa Alessandro terzo affidò a Pietro l'incarico di mediatore tra il re Luigi VII di Francia e il re Enrico II d'Inghilterra. Luigi VII ed Enrico II erano alle prese con antiche controversie sulla sovranità di alcuni territori francesi, rischiando di scatenare nuovi conflitti armati.
Il transito e il culto
Durante il viaggio per raggiungere l'Inghilterra allo scopo di portare la pace, Pietro era ormai di salute malferma a causa dell'avanzata età e delle fatiche apostoliche. Nonostante le condizioni fisiche precarie, Pietro fu accolto ovunque come un vero e proprio santo durante il viaggio, suscitando ammirazione e devozione in ogni contrada. La morte colse Pietro presso l'abbazia di Bellevaux il quattordici settembre millecentosettantaquattro. San Pietro è morto a Bellevaux in Francia il quattordici settembre millecentosettantaquattro. Il transito di san Pietro è avvenuto nel monastero di Beauvale nel territorio di Besançon in Francia, dove i religiosi lo assistirono con amore filiale. Pietro ricevette degna sepoltura nella chiesa del monastero di Bellevaux, divenendo subito meta di pellegrinaggi devoti. Il pontefice Celestino terzo canonizzò ufficialmente Pietro nel millecentonovantuno, iscrivendolo nell'albo dei santi. La diocesi di Aosta celebra la memoria di San Pietro secondo di Tarantasia vescovo il sei maggio in virtù dei legami storici tra le due regioni alpine. La memoria liturgica universale resta fissata al quattordici settembre, giorno della sua nascita al cielo.
Il cammino di santità
La vicenda terrena di San Pietro II di Tarantasia ha inizio nel 1102 a Saint-Maurice-de-l'Exil. La sua vocazione matura precocemente all'interno della famiglia cistercense, presso l'abbazia di Bonnevaux, dove fa il suo ingresso a vent'anni. In questo ambiente di preghiera e ascesi, egli coltiva una profonda dedizione alla regola che lo porterà, nel 1132, a ricoprire il ruolo di primo abate dell'abbazia di Tamié. Qui, la sua guida saggia e caritatevole imprime un segno indelebile sulla comunità, preparandolo alla missione più ardua che la Chiesa gli avrebbe presto affidato.
Nel pieno della sua maturità, viene eletto arcivescovo di Tarantasia, con sede a Moutiers. In questo delicato ministero episcopale, San Pietro II non dimentica mai lo spirito di umiltà appreso nel chiostro. La sua azione pastorale si distingue per una cura profonda verso le necessità materiali e spirituali del gregge, concretizzandosi in iniziative di grande umanità, tra le quali spicca l'istituzione del Pane di maggio per il soccorso dei poveri. La sua autorità morale, tuttavia, travalica i confini della diocesi: egli viene chiamato a svolgere un ruolo di mediatore nelle dispute tra il re Luigi settimo di Francia e il re Enrico secondo d'Inghilterra, cercando sempre di ricondurre le parti alla pace e alla giustizia. Il suo cammino si conclude nel 1174 presso l'abbazia di Bellevaux, luogo dove egli rende la sua anima a Dio dopo una vita interamente spesa al servizio della carità e dell'unità ecclesiale.
Il culto e la memoria
Il riconoscimento ufficiale della santità di Pietro II di Tarantasia avviene nel 1191, per decreto di Papa Celestino III, che ne conferma l'esemplarità della vita e la fedeltà al messaggio evangelico. Il culto tributato a questo vescovo cistercense si è consolidato nel tempo, mantenendo viva la memoria di un uomo che ha saputo abitare le tensioni del suo secolo con la mitezza del Vangelo.
La liturgia ne conserva il ricordo attraverso la celebrazione del quattordici settembre, data in cui la Chiesa eleva al Signore la gratitudine per il dono di questo pastore. In alcune realtà locali, come la diocesi di Aosta, la memoria liturgica è fissata al sei maggio, a testimonianza di una venerazione che ha saputo radicarsi profondamente nel territorio e nel cuore dei fedeli. Ancora oggi, la figura di San Pietro II continua a parlare alle generazioni adulte, ricordando che ogni impegno, sia esso di governo o di carità, deve essere costantemente alimentato dalla preghiera e da una sincera ricerca della pace tra gli uomini.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Pietro II di Tarantasia?
La memoria liturgica si celebra il quattordici settembre. La diocesi di Aosta lo ricorda inoltre il sei maggio in virtù dei legami storici regionali.
Quali furono i suoi incarichi principali?
Fu il primo abate dell'abbazia di Tamié e in seguito arcivescovo di Tarantasia nella sede di Moûtiers, distinguendosi come mediatore di pace e riformatore.
Nel monastero di Beauvale nel territorio di Besançon in Francia, transito di san Pietro, che, da abate cistercense passò a reggere con ardente zelo la sede di Moûtiers, alla quale era stato elevato, promuovendo con fervore la concordia tra le popolazioni. — Martirologio Romano