21 settembre
San Pietro Maubant
Sacerdote e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la formazione
Pierre-Philbert Maubant nacque il venti settembre 1803 nel villaggio di Vautirel, situato presso Vassy in Normandia. Egli nacque insieme alla sorella gemella Émélie, detta Mélie. Egli era l'unico figlio maschio della famiglia. La sua nascita fu preceduta dalle sorelle Marie Catherine, Rose Françoise, Victoire e Marie Anne Catherine. Purtroppo Marie Anne Catherine e Victoire morirono all'età di cinque anni. Subito dopo la gemella nacque una bambina che purtroppo morì subito dopo venita alla luce. Il neonato ricevette il Sacramento del Battesimo lo stesso giorno della nascita presso la chiesa parrocchiale di Vassy. Nel corso della giovinezza fu orientato e preparato al sacerdozio dall'abbé Maupas, il quale fu parroco di Vassy dal 1815 al 1865. Per completare la sua preparazione culturale e spirituale, compié i suoi studi secondari nella cittadina di Vire. In seguito approfondì gli studi di Filosofia e Teologia frequentando il Seminario Maggiore di Bayeux. Il percorso di studi si concluse felicemente con l'ordinazione sacerdotale, che venne celebrata il tredici giugno 1829.
Il ministero sacerdotale in Francia
La sua prima destinazione pastorale fu la località rurale di Le Désèrt. Questa località contava poco più di cento abitanti e un unico sacerdote anziano e quasi cieco. A causa di alcune difficoltà incontrate sul posto, vi restò appena un anno. In seguito si trasferì nella parrocchia di Champ-du-Boult, dove si occupò con dedizione di millequattrocentoottantanove anime. Nel frattempo venne a conoscenza della fondazione dell'Opera per la Propagazione della Fede, un'istituzione nata in Francia nel 1822. Animato da grande zelo missionario, impiantò l'Opera per la Propagazione della Fede direttamente nella sua parrocchia. Alcuni parrocchiani aderenti alle idee della rivoluzione del 1830 si trovarono in palese disaccordo con la sua opera pastorale. I contestatori decisero di fare ricorso al sindaco contro di lui. La complessa polemica si chiuse definitivamente il due agosto 1834. Poco tempo dopo, padre Maubant decise di entrare nel Seminario delle Missioni Estere di Parigi, situato in Rue du Bac.
La partenza per le missioni d'oriente
Inizialmente fu inviato come missionario in Cina, con destinazione specifica nella regione del Sichuan. Tuttavia l'incontro con monsignor Barthélémy Bruguière, che era stato nominato Vicario Apostolico di Corea, gli fece cambiare radicalmente idea. Ottenne prontamente il permesso dei superiori per accompagnare monsignor Bruguière fin dove fosse possibile arrivare. Attraversare la Tartaria, corrispondente all'odierna Mongolia, per penetrare clandestinamente in Corea risultò estremamente complicato. A causa delle avversità del viaggio, i due decisero di separarsi. Nel novembre 1835 monsignor Bruguière morì proprio alla frontiera. Padre Maubant rimase realmente solo in quelle terre ostili. Per muoversi senza destare sospetti, adottò uno stratagemma ingegnoso indossando un grande mantello e un cappello a tesa larga, che costituivano il tipico abbigliamento coreano da vedovo. Secondo l'usanza locale nessuno doveva rivolgere la parola a una persona vestita a lutto, al fine di rispettare il suo profondo dolore. Grazie a questo provvidenziale travestimento evitò incomprensioni linguistiche, conoscendo appena il cinese, e non fu mai interrogato dalle autorità.
L'apostolato nella terra di Corea
Egli iniziò così i primi contatti con più di seimila cristiani coreani che attendevano da lunghissimo tempo la presenza di un sacerdote. Dovendo ancora imparare la lingua locale, per confessare le persone si faceva tradurre l'accusa dei peccati per iscritto oppure a voce. Dopo la Pasqua arrivò dalla diocesi di Digne padre Jacques-Honoré Chastan, anch'esso appartenente alle Missioni Estere di Parigi. Sul finire del 1837 arrivò anche il nuovo Vicario di Corea, monsignor Laurent Imbert, proveniente dalla diocesi di Aix-en-Provence. Il novero totale dei cristiani toccò quota novemila fedeli, registrando tremila in più nel giro di soli tre anni, grazie all'intenso lavoro pastorale e nonostante le continue minacce di persecuzioni. L'impegno di padre Maubant si focalizzò anche sulla ricerca di vocazioni al sacerdozio per formare finalmente un clero autoctono. Il primo caso noto fu quello di Andrea Kim Taegon, definito da lui stesso un eletto da Dio. Andrea Kim Taegon divenne successivamente il primo sacerdote di nazionalità coreana. Il secondo caso fu quello di Tommaso Yang-up, figlio del catechista e martire della persecuzione del 1839 Francesco Ch'oe Kyong-hwan. Francesco Ch'oe Kyong-hwan acconsentì volentieri alla partenza per Macao del suo unico figlio maschio.
L'arresto e il martirio
Nella notte tra il dieci e l'undici agosto 1839 monsignor Imbert fu improvvisamente arrestato. Il collaboratore Andrea Chong Hwagyŏng aveva dato retta al delatore Kim Yo-sang. Kim Yo-sang aveva riferito ad Andrea che le autorità avevano deciso di accettare il cattolicesimo come religione e di farsi battezzare. Andrea Chong Hwagyŏng corse dal vescovo a riferire la notizia tenendo a distanza le guardie. Monsignor Imbert intuì immediatamente che si trattava di una trappola e si dispose a farsi catturare. Inizialmente monsignor Imbert pensò di dover difendere i missionari. Di fronte all'orrore della prigione e alle torture subite da alcuni collaboratori laici, monsignor Imbert ordinò l'estrema ubbidienza ai suoi sacerdoti. L'ordine impartito fu tassativamente di consegnarsi alle autorità. Il ventitré agosto padre Maubant ricevette un secondo messaggio dal vescovo contenente la citazione latina Bonus pastor ponit animam suam pro ovibus suis. Il messaggio invitava recisamente a recarsi dall'inviato Son Kie Tsong se non si fosse ancora partiti in barca. Nella notte tra il cinque e il sei settembre fu raggiunto da padre Chastan. Padre Chastan portò un ultimo appello del vescovo con la frase In extremis bonus pastor dat vitam pro ovibus. L'appello esortava a recarsi dal prefetto Son Kie Tsong senza farsi seguire da alcun cristiano, nel caso non fossero ancora partiti. Padre Maubant scrisse numerose lettere indirizzate alla sua famiglia, ai suoi confratelli e al parroco di Vassy, oltre a una lettera con destinatari multipli. Padre Maubant era pienamente consapevole del proprio destino, scrivendo che andavano a una festa troppo grande per accogliere la tristezza. Tutti e tre comparvero insieme di fronte al giudice alcuni giorni più tardi. I tre furono interrogati per tre giorni per rivelare i nomi e i nascondigli dei loro convertiti. Le efferate torture subite non piegarono minimamente la loro resistenza. I tre furono quindi condotti in un'altra prigione e formalmente condannati alla decapitazione. L'esecuzione avvenne il ventuno settembre 1839 a Saenamteo, noto anche come Sai-Nam-Hte, non lontano da Seul. I santi appartenevano alla Società per le Missioni Estere di Parigi e furono trafitti con la spada. I santi si consegnarono ai soldati per salvare la vita di altri cristiani. Al momento della morte i due sacerdoti avevano trentasei anni, mentre il vescovo aveva quarantasette anni. Pierre Maubant nacque a Vassy in Francia il venti settembre 1803 e morì a Saenamteo in Corea del Sud il ventuno settembre 1839.
Il culto e le reliquie
Dopo l'esecuzione, i corpi rimasero esposti per tre giorni e furono poi seppelliti alla meglio nella sabbia del luogo dell'esecuzione. Verso la metà di ottobre i corpi furono trafugati da alcuni cristiani fedeli. I corpi furono sepolti sul monte Nogu, un luogo riservato a chi non possedeva alcuna proprietà. Le spoglie furono successivamente traslate sul monte Samseongsan, il cui nome significa monte dei tre santi e il cui toponimo esisteva già prima del diciottesimo secolo. La tomba fu aperta il ventuno ottobre 1901. I resti del vescovo Imbert erano mescolati con quelli di Maubant e Chastan al momento dell'apertura della tomba. I resti furono portati al seminario di Ryong-san e traslati definitivamente il due novembre 1901 presso la Cattedrale di Seul. I resti furono collocati nella cripta della Cattedrale di Seul dal maggio 1903. Padre Pierre Maubant e i suoi compagni furono inclusi tra i settantanove cristiani beatificati il nove maggio 1925. Padre Pierre Maubant fu canonizzato insieme ad altri centodue martiri da papa Giovanni Paolo II. La canonizzazione avvenne il sei maggio 1984 in piazza Youido a Seul, rientrando nell'ambito del viaggio apostolico in Corea, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone e Thailandia. Il martirologio ricorda la passione dei santi martiri Lorenzo Imbert vescovo, Pietro Maubant e Giacomo Chastan sacerdoti presso Sai-Nam-Hte in Corea. La parrocchia natale di san Pierre Maubant lo commemora annualmente il ventidue settembre, custodisce una statua del santo e conserva un'insigne reliquia del santo, la quale viene esposta ogni anno nel giorno della sua festa.
Il cammino sacerdotale
Il percorso spirituale di San Pietro Maubant ebbe inizio nella sua terra natale, la Francia, dove maturò la sua vocazione al sacerdozio. Nel milleottocentoventinove, egli ricevette l'ordinazione presbiterale presso il seminario di Bayeux, evento che segnò l'avvio di un ministero destinato a superare ogni frontiera geografica. Spinto dallo zelo missionario, entrò nel Seminario delle Missioni Estere di Parigi, un luogo di formazione che preparava i sacerdoti a portare il conforto del Vangelo nei territori più remoti e difficili dell'Asia.
La missione coreana rappresentò per San Pietro Maubant la sfida più ardua. Per poter esercitare il proprio ministero in una nazione che negava l'ingresso agli stranieri, egli dovette ricorrere a un espediente audace: entrò clandestinamente nel territorio coreano travestito da vedovo del luogo. Questa scelta non fu dettata da imprudenza, ma dal desiderio ardente di raggiungere i fedeli che attendevano i sacramenti. Durante il periodo trascorso in Corea, egli operò con discrezione e coraggio, sostenendo la fede di una comunità oppressa e diffondendo la Parola di Dio tra mille insidie. La sua presenza fu un faro di speranza per molti, in un tempo in cui professare la fede cristiana significava esporsi a gravi rischi personali. La sua vita fu dunque un costante esercizio di umiltà e di obbedienza al mandato missionario ricevuto, culminato in una dedizione che non ebbe mai tentennamenti di fronte alla minaccia del potere costituito.
La testimonianza suprema
La fine della missione terrena di San Pietro Maubant avvenne nel segno di un amore pastorale che supera ogni istinto di conservazione. Quando la persecuzione contro i cristiani in Corea raggiunse il culmine, il pericolo di torture e sofferenze per i fedeli divenne imminente. San Pietro Maubant, con una lucidità dettata dalla carità, comprese che la sua consegna alle autorità avrebbe potuto placare la furia dei persecutori contro la comunità. Senza esitazione, scelse di consegnarsi spontaneamente, offrendo se stesso affinché i suoi fratelli potessero essere risparmiati.
Il ventuno settembre del milleottocentotrentanove, presso Saenamteo, San Pietro Maubant affrontò il martirio mediante la decapitazione. Quel gesto estremo non fu una sconfitta, ma il suggello finale di una vita offerta come oblazione pura. Il suo sacrificio rimane impresso nella storia della Chiesa come un atto di amore supremo, capace di trascendere il tempo e le distanze. La solenne canonizzazione, avvenuta per mano di Papa Giovanni Paolo Secondo nel millenovecentottantaquattro, ha elevato il suo nome agli onori degli altari, rendendolo un intercessore per tutti coloro che oggi vivono la fede in contesti di prova. Egli continua a parlarci attraverso il silenzio del martirio, ricordandoci che la fedeltà a Cristo è il dono più prezioso che un pastore possa offrire al suo gregge.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Pierre Maubant?
San Pierre Maubant si festeggia il ventuno settembre, mentre la sua parrocchia natale lo commemora annualmente il ventidue settembre.
Presso Sai-Nam-Hte in Corea, passione dei santi martiri Lorenzo Imbert, vescovo, Pietro Maubant e Giacomo Chastan, sacerdoti della Società per le Missioni Estere di Parigi, che per salvare la vita di altri cristiani si consegnarono ai soldati e furono trafitti con la spada. — Martirologio Romano