12 agosto
San Porcario abate e compagni
Monaci martiri a Lérins
Aggiornato il 15 settembre 2026
L'annuncio e la preparazione
I Saraceni avevano già invaso la Provenza quando un angelo apparve all'abate Porcario, preannunciandogli che dieci giorni dopo gli arabi si sarebbero impadroniti dell'abbazia e avrebbero ucciso i monaci. L'abbazia benedettina di Lérins si trovava sull'isola Saint-Honorat nel Mediterraneo di fronte a Cannes. L'abbazia contava allora più di cinquecento monaci, un numero elevato che comprendeva anche monaci di altri monasteri dei dintorni rifugiatisi lì. Alla notizia data dall'abate Porcario tutti si dissero disposti a morire, tranne due giovani monaci di nome Colombo ed Eleuterio che si nascosero in una grotta della costa. L'abate dispose di mettere in salvo le reliquie conservate nel monastero e inviò in Italia trentasei novizi e sedici alunni affinché potessero un giorno ritornare e ricostruire l'abbazia.
Il martirio e la testimonianza
Intorno al 739 i Saraceni sbarcarono sull'isola e distrussero il monastero con tutte le cappelle. I Saraceni uccisero tutti i monaci tranne quattro giovani che decisero di portare in schiavitù. Il giovane monaco Colombo assistette terrorizzato dal nascondiglio insieme ad Eleuterio all'eccidio dei confratelli, vedendo le loro anime salire al cielo. Colombo, preso dal rimorso e resistendo ai tentativi di Eleuterio di trattenerlo, si presentò ai saraceni che lo decapitarono subito come ultimo dei martiri. I quattro giovani monaci fatti prigionieri riuscirono ad evadere mentre erano nel porto di Agav. I quattro evasi fuggirono attraverso i boschi fino al villaggio di Ara Lucis, ora Arluc, e da lì raggiunsero di nuovo l'isola, dove trovarono Eleuterio che spaventato non aveva lasciato il nascondiglio. I cinque giovani seppellirono a Lérins l'abate e i circa cinquecento monaci uccisi.
La rinascita e il culto
Al termine del compito, i giovani partirono per raggiungere i novizi in Italia e giunsero fino a Roma per raccontare al papa la morte dei monaci e la distruzione dell'abbazia. Vent'anni dopo, tutto il gruppo ritornò a Lérins e ricostruì l'abbazia come aveva previsto l'abate Porcario. Nell'abbazia esiste una cappella del secolo decimo che segna il luogo in cui la maggior parte dei monaci furono uccisi. Data la grande quantità di reliquie, in parte furono portate in altri luoghi in Europa dove ricevettero un culto locale.
Il cammino di fede
La vita di San Porcario si intreccia profondamente con la storia dell'abbazia di Lérins, luogo di spiritualità benedettina nel cuore della Provenza. In un momento storico particolarmente critico per l'ottavo secolo, segnato dalle incursioni saracene che devastavano le coste mediterranee, l'abate si distinse per una lucidità spirituale che andava oltre le contingenze del momento. Egli non fu soltanto un superiore, ma una guida capace di discernere il tempo della prova e di agire con spirito di sacrificio per il bene comune dei suoi figli spirituali.
Quando il presagio dell'invasione divenne certezza, San Porcario non cercò vie di fuga personali, ma si preoccupò unicamente di preservare il futuro della comunità. Con un atto di grande carità e responsabilità, dispose che i membri più giovani, i novizi e gli alunni, venissero messi in salvo in Italia. Questa decisione permise alla tradizione monastica e alla formazione delle nuove vocazioni di non interrompersi, nonostante l'oscurità che si addensava sull'abbazia. Rimasto al proprio posto con i monaci che scelsero di condividere il suo destino, San Porcario affrontò l'assalto finale con la dignità propria di chi ha consacrato la vita al Signore. La loro morte, avvenuta nel settecentotrentanove, non segnò la fine della loro testimonianza, ma ne divenne il sigillo definitivo. Il martirio di San Porcario e dei suoi compagni rimane impresso nella storia come un esempio di fedeltà incondizionata, in cui l'amore per i fratelli e la custodia della vita religiosa hanno prevalso sulla paura della fine, rendendo il loro sacrificio un seme fecondo per le generazioni future.
Il ricordo liturgico
La venerazione per San Porcario e i suoi compagni monaci è iscritta nel Martirologio Romano, che ne conserva il ricordo come atto di gratitudine verso coloro che hanno offerto la vita per la custodia della fede. La celebrazione, fissata al dodici agosto, invita i fedeli a contemplare la forza della sequela che non arretra di fronte alla minaccia. In questo giorno, la Chiesa non celebra soltanto la fine terrena di questi monaci, ma il compimento di una vocazione vissuta nell'obbedienza fino all'ultimo respiro.
Il culto di San Porcario continua a parlare alla sensibilità degli adulti, offrendo uno sguardo sulla responsabilità che ogni cristiano ha verso il futuro della comunità. Ricordare il suo sacrificio significa riconoscere che il dono della vita è la forma suprema di testimonianza. La memoria liturgica, radicata nelle isole di Lérins e diffusa nella preghiera della Chiesa universale, ci spinge a invocare il sostegno di questo abate martire affinché, nelle prove della vita, sappiamo sempre custodire ciò che è essenziale, proteggendo il bene dei fratelli con la stessa dedizione che animò il cuore di San Porcario.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Porcario abate e compagni?
La celebrazione liturgica è fissata al dodici agosto, data ripresa dal Martirologio Romano.
Nell’isola di Lérins nella Provenza in Francia, santi martiri Porcario, abate, e molti altri monaci, che si tramanda siano stati uccisi dai Saraceni. — Martirologio Romano