San Prospero di Reggio Emilia

Vescovo

Aggiornato il 22 luglio 2026

Le fonti storiche e le omelie antiche

Di san Prospero si possiedono poche informazioni biografiche certe, poiché mancano documenti dell'epoca che attestino storicamente la sua vita nel quinto secolo, periodo in cui egli fu certamente vescovo di Reggio Emilia. All'epoca dei fatti, ai fedeli importava maggiormente la narrazione delle virtù del santo piuttosto che la sua storia cronologica, mentre la tradizione agiografica attribuisce a san Prospero numerose virtù. Il culto diffuso di san Prospero fu spontaneo e non imposto dalla città di Reggio Emilia, anche perché all'epoca della nascita del culto la città aveva uno scarso rilievo e non era in grado di imporlo. Due importanti omelie del decimo secolo parlano di san Prospero, dove la prima omelia è dedicata alla vita del santo e la seconda alla sua traslazione. Queste due omelie del decimo secolo sono riportate nella Bibliotheca Hagiografica Latina pubblicata a Bruxelles tra il 1898 e il 1901. Inoltre, le fonti su san Prospero sono citate anche nel Libro dei miracoli di M. Mercati del 1896, offrendo ulteriori testimonianze sulla memoria del vescovo.

Le vicende delle reliquie e dei templi

Il corpo di san Prospero fu inizialmente tumulato nella chiesa di sant'Apollinare nelle vicinanze di Reggio Emilia. La chiesa di sant'Apollinare fu successivamente ricostruita e intitolata allo stesso san Prospero all'inizio dell'ottavo secolo. Dopo la metà del decimo secolo la chiesa di san Prospero fu invasa dalle acque, rendendo necessario un intervento per la protezione delle sacre reliquie. Il vescovo Ermenaldo nel 962 trasportò il corpo del santo nella Cattedrale di santa Maria nel centro della città. Il corpo fu custodito nella Cattedrale di santa Maria in attesa della costruzione di un nuovo tempio. Il progetto della nuova chiesa fu realizzato dal vescovo successore Teuzone nel 979. Il papa Gregorio quinto, di passaggio a Reggio diretto a Pavia, consacrò il nuovo tempio nella zona di Castello nell'anno 997. Nel sedicesimo secolo la chiesa fu ricostruita nelle forme attuali e il corpo del santo fu collocato sotto l'altare maggiore.

La diffusione del culto e le rappresentazioni artistiche

Tra l'undicesimo e il quattordicesimo secolo il culto di san Prospero era così diffuso da contare trentuno chiese o cappelle a lui dedicate nelle province di Parma, Bologna, Lucca e altre città oltre a Reggio. Dopo il Concilio di Trento il culto si restrinse principalmente verso Reggio Emilia e le intitolazioni degli edifici sacri a san Prospero scomparvero man mano altrove. San Prospero viene quasi sempre raffigurato con un libro in mano per attestare la sua qualità di teologo e viene solitamente raffigurato in abito episcopale. Molte chiese di Reggio Emilia conservano statue e affreschi che raffigurano san Prospero, mentre un'ottima tela nella chiesa di san Giacomo dell'Orio a Venezia raffigura san Prospero.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Prospero?

La diocesi di Reggio Emilia celebra la festività di san Prospero il 24 novembre, sebbene la ricorrenza liturgica generale sia fissata al 25 giugno.

A Reggio Emilia, san Prospero, vescovo. — Martirologio Romano