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25 giugno

San Salomone

Re di Bretagna

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e ascesa al potere in Bretagna

San Salomone apparteneva alla dinastia degli antichi principi bretoni, che regnavano sulla Bretagna, regione della Francia nord-occidentale. Egli era ancora molto giovane quando suo padre Rivallon morì, lasciandolo privo della guida paterna. In quel tempo di vulnerabilità, suo zio Nominoé manifestò nei suoi confronti particolare premura e bontà, accogliendolo con affetto e sostenendolo nella crescita. Salomone fu sempre riconoscente a suo zio Nominoé per la cura ricevuta. Dopo la morte dello zio nell'ottocentocinquantuno, tuttavia, Salomone non ebbe i medesimi riguardi né il medesimo attaccamento per Erispoé, suo successore. Spinto dall'ambizione di discendere dal fratello primogenito di Nominoé e dal desiderio di vantare maggiori diritti sulla Bretagna rispetto a suo cugino, Salomone si mise a complottare contro Erispoé. Egli ottenne la corona della Bretagna dal re Carlo il Calvo nell'ottocentocinquantatré, pur rimanendo sotto la sovranità di Erispoé. Questa prima soddisfazione politica rese Salomone pacifico per qualche anno, placando temporaneamente le sue aspirazioni di supremazia.

Nel corso dell'ottocentocinquantasette, tuttavia, la situazione mutò radicalmente. Temendo di veder passare la corona su un'altra testa a causa del matrimonio della figlia del suo rivale, Salomone tramò una nuova e pericolosa cospirazione. In un momento di cieca violenza, egli inseguì Erispoé in una chiesa e lo assassinò freddamente sull'altare. Nonostante la gravità del gesto sacrilego, i bretoni ignorarono il crimine e accettarono Salomone come legittimo re. Successivamente, i bretoni aiutarono Salomone a respingere i franchi che cercavano di invadere la Bretagna, riconoscendo in lui una guida capace. Salomone possedeva infatti una statura maestosa, la scienza della guerra e un coraggio intrepido, doti che lo resero un difensore formale del proprio popolo nei momenti di maggiore pericolo.

Le prove, le penitenze e la fondazione dei monasteri

Dio sottopose Salomone a una serie di prove dolorose come espiazione per il suo peccato e per la santificazione della sua anima. Durante il suo regno, egli dovette sostenere lunghe e faticose guerre sia contro i franchi sia contro i normanni, che minacciavano la stabilità dei suoi territori. In quel periodo, Salomone dovette anche affrontare la complessa questione dei vescovi deposti nell'ottocentoquarantasette da Nominoé. Questo affare ecclesiastico causò a Salomone corrispondenza e imbarazzo con i vescovi locali e con il papa di Roma, richiedendo grande prudenza diplomatica e pastorale. Consapevole delle proprie colpe e desideroso di riconciliarsi con Dio, Salomone compì numerose penitenze e moltiplicò le buone opere per purificarsi. Egli edificò il monastero di Plélan o di Saint-Maixent e lo riempì di magnifici doni, manifestando una generosa devozione verso le istituzioni religiose del suo tempo.

Il martirio e la custodia delle reliquie

Una nuova cospirazione fu tramata contro Salomone, ponendo fine al suo regno. Sorpreso all'improvviso e incapace di resistere a una forza soverchiante, Salomone prese la via della fuga per sfuggire ai congiurati. Egli si rifugiò in un piccolo monastero ai confini del Poher e del Léon. Il luogo del rifugio si trovava in una parrocchia chiamata in seguito Mezzer-Salün e oggi conosciuta come La Martyre. I ribelli decisero di ritirarsi il ventitré giugno ottocentoquattro, evitando azioni il giorno successivo per la ricorrenza della festa della Natività di San Giovanni Battista. Per convincerlo a uscire, gli fu inviato un vescovo che lo invitò a terminare il suo asilo e a consegnarsi volontariamente, così da evitare la profanazione del luogo sacro. Salomone si munì del sacramento dell'Eucaristia e si presentò davanti ai suoi nemici con grande coraggio. I bretoni non osarono sguainare la spada contro di lui per rispetto della sua persona e della sua sacralità. Essi lo consegnarono tuttavia a Fulcoald e ad alcuni francesi. I francesi si macchiarono di un crimine efferato, facendogli cavare gli occhi dal suo stesso figlioccio. Il vecchio re fu trovato morto l'indomani, venticinque giugno ottocentoquattro.

Il Martyrologium Romanum ricorda san Salomone come martire e re che istituì sedi episcopali, ampliò monasteri e conservò la giustizia. Il testo del martirologio afferma che, abbandonato il regno, fu aggredito e ucciso dai nemici della fede mentre si trovava in chiesa. La sua memoria fu subito onorata dalla Chiesa di Vannes e dalla Chiesa universale. Il corpo del santo re Salomone fu inumato nel monastero di Plélan accanto alla regina Wembrit. Durante le invasioni normanne, la salma fu trasportata a Pithiviers, nella diocesi di Orléans, dove fu eretta una chiesa in suo onore. Una parte delle reliquie restò o fu riportata in Bretagna ed era custodita presso la chiesa Saint-Salomon di Vannes fino alla Rivoluzione Francese. Dopo la distruzione dell'edificio nel millesettecentonovantatré, le reliquie furono traslate nella cattedrale di Vannes, dove sono ancora oggi oggetto di fervente venerazione.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Salomone?

La festa di san Salomone si celebra il venticinque giugno.

Quali sono i riconoscimenti ufficiali per San Salomone?

Egli è ricordato nel Martirologio Romano come re e martire, e la sua memoria è onorata dalla Chiesa di Vannes e dalla Chiesa universale.

In Bretagna, san Salomone, martire, che, per il tempo che governò come re, istituì sedi episcopali, ampliò monasteri e conservò la giustizia; lasciato poi il regno, fu accecato e ucciso in chiesa dai suoi avversari. — Martirologio Romano