22 ottobre
San Simmaco di Capua
Vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e il contesto storico dell'antica Capua
L'antica città di Capua, teatro dell'episcopato di San Simmaco, possedeva una fisionomia urbana e culturale stratificata nel tempo. Essa fu fondata nel sesto secolo avanti Cristo dagli Etruschi e conobbe in seguito la dominazione dei Sanniti, i quali seppero assimilare la cultura etrusca, greca ed ellenistica del territorio. Nel 343 a.C., secondo la testimonianza dello storico Livio, l'antica Capua era considerata la più grande e ricca città d'Italia. Successivamente, nel 338 a.C., la città entrò nell'orbita politica di Roma attraverso un'alternanza di alleanze, distacchi, scontri, concordati, distruzione, riedificazione e colonizzazione che ne plasmarono il destino per i secoli a venire.
Il ministero episcopale e la fondazione della Basilica
Studi storici e cronologici hanno accertato con certezza che San Simmaco fu vescovo dell'antica città di Capua nel 430. L'esistenza del vescovo Simmaco trova una preziosa testimonianza nella lettera intitolata De obitu Paulini, scritta dal prete Uranio. Tale missiva narra la visita compiuta dai vescovi Simmaco e Acindino nel giugno del 431 per fare visita al morente vescovo della vicina Nola, ovvero San Paolino, il quale si spense tre giorni dopo la loro visita. Durante il suo episcopato, il vescovo San Simmaco fu il fondatore della Basilica di Santa Maria Maggiore o Santa Maria Suricorum. L'abside di questa insigne basilica era anticamente adorna di un mosaico, andato completamente distrutto nel 1754, che rappresentava la Vergine col Bambino. La sottostante fascia decorativa del medesimo mosaico recava l'eloquente iscrizione Sanctae Mariae Symmachus Episcopus. San Simmaco sarebbe infine morto nell'anno 449, dopo aver guidato la Chiesa capuana per diciannove anni.
Dalle devastazioni alla nascita della nuova Capua
La storia dell'antica Capua fu segnata da profonde prove e dolorose devastazioni. Nel 456 d.C., la città fu violentemente devastata da Genserico, re dei Vandali. Nonostante le avversità, l'antica Capua risorse floridamente nell'ottuso secolo, ma fu nuovamente distrutta dai Saraceni nell'anno 840. Nell'856, i profughi superstiti di quella immane catastrofe fondarono la nuova Capua in un luogo decisamente più sicuro, situato in un'ansa del fiume Volturno, dando così origine all'attuale e moderna città di Capua. Sul luogo dell'antica città rimase miracolosamente solo la chiesa di San Santa Maria Maggiore, che corrisponde all'attuale Duomo. Attorno a questo edificio sacro si formò gradualmente un modesto abitato. Dopo il 1315, tale agglomerato prese il nome di Villa Sanctae Mariae Maioris. Questa località divenne dapprima frazione di Capua fino al 1806, per poi trasformarsi in un Comune autonomo con la denominazione definitiva di Santa Maria Capua Vetere. A testimonianza del legame storico tra i luoghi, gli abitanti di Santa Maria Capua Vetere sono oggi il doppio di quelli della Capua attuale. Giova inoltre precisare che sia Santa Maria Capua Vetere sia l'attuale Capua si trovano oggi entrambe nella provincia di Caserta. Va sottolineato che San Simmaco fu vescovo dell'antica Capua, che oggi corrisponde a Santa Maria Capua Vetere, e non dell'attuale Capua che sorge a una distanza di trentacinque chilometri. La Basilica di Santa Maria Maggiore, fondata da San Simmaco, sopravvisse mirabilmente alla distruzione perpetrata dai Saraceni, divenne il nucleo iniziale della nuova città e della futura Santa Maria Capua Vetere, e servì a lungo anche come venerabile Cattedrale.
Il culto e la memoria liturgica
Il culto tributato a San Simmaco si mantenne costantemente vivo nel corso dei secoli fino al quattordicesimo secolo, epoca in cui conobbe un forte e significativo incremento. A partire dal 1313 comparvero infatti i primi calendari liturgici che recavano inserito il nome di San Simmaco. Nel territorio capuano erano presenti diverse chiese intitolate al santo vescovo, spesso ricordato anche attraverso forme popolari come Simo, Simmio e Simbrico. Oggi San Simmaco vescovo è il patrono ufficiale di Santa Maria Capua Vetere e viene solennemente festeggiato il ventidue ottobre di ogni anno.
Il ministero episcopale
Il ministero di San Simmaco a Capua si svolse in un periodo cruciale per la Chiesa, tra l'anno quattrocentotrenta e l'anno quattrocentoquarantanove. Durante questi diciannove anni di guida pastorale, egli seppe coniugare l'impegno amministrativo con una profonda sollecitudine verso la comunità dei fedeli. La sua opera non si limitò alla guida spirituale, ma si espresse anche nel desiderio di dare alla città un luogo di culto degno e accogliente, realizzando la Basilica di Santa Maria Maggiore. Tale iniziativa non fu soltanto un gesto architettonico, ma un atto di fede volto a offrire ai cittadini di Capua uno spazio sacro dove riunirsi per la celebrazione dei divini misteri.
La statura morale di San Simmaco è confermata dai legami di stima che seppe intrecciare con le figure più illustri della sua epoca. È documentato che nel quattrocentotrentuno egli si recò in visita presso San Paolino di Nola, un incontro che testimonia la comunione profonda tra i pastori della Chiesa latina. Questa testimonianza ci giunge attraverso la penna del prete Uranio, il quale, nel suo scritto dedicato al transito di San Paolino, attesta il ruolo di rilievo ricoperto da San Simmaco. La sua morte, avvenuta a Capua nel quattrocentoquarantanove, chiuse un cammino terreno speso al servizio del Vangelo, lasciando in eredità alla sua diocesi una solida base di fede che ha saputo resistere al passare dei secoli.
Il ricordo e la devozione
La venerazione verso San Simmaco è profondamente radicata nella città di Capua, dove il suo nome è ancora oggi pronunciato con affetto e gratitudine. La sua memoria, sebbene legata a un'epoca lontana, continua a essere celebrata dalla comunità locale, che riconosce in lui un padre nella fede e un intercessore privilegiato. Il fatto che il suo nome sia giunto sino a noi attraverso fonti antiche conferma la stima di cui godeva già presso i suoi contemporanei.
Il culto di San Simmaco non è relegato a una mera commemorazione storica, ma vive nell'identità religiosa di Santa Maria Capua Vetere, città di cui egli è patrono. Ogni anno, la ricorrenza del ventidue ottobre diviene occasione per la comunità di riscoprire le proprie radici cristiane, riflettendo sulla testimonianza di questo vescovo che seppe servire Dio con umiltà e operosità. La fedeltà alla sua memoria è un invito costante per i fedeli di oggi a custodire, con la medesima cura, la bellezza del culto e la carità verso il prossimo.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Simmaco di Capua?
San Simmaco di Capua si festeggia liturgicamente il 22 ottobre.
Di cosa è patrono San Simmaco di Capua?
San Simmaco vescovo è il patrono di Santa Maria Capua Vetere.