10 settembre
San Sostene di Calcedonia
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il contesto della grazia e le origini
La vita cristiana è segnata dal dono dello Spirito Santo, il quale fa riconoscere Dio come Padre parlando nel profondo di noi. Lo Spirito di Gesù è un dono che ci lega a Cristo e al suo destino di santità, purché venga accolto dalla nostra libertà. Il Padre santo è la fonte di ogni santità, e ci santifica in Cristo proprio per opera dello Spirito accolto dalla libertà umana. Ognuno di noi può ripetere le parole dell'apostolo Paolo sulla grazia di Dio, concessa a tutti come dono gratuito e uguale. La diversità tra gli uomini è causata unicamente dalla risposta della libertà individuale, e la differenza tra noi e i santi risiede proprio in questa risposta alla grazia. San Sostene di Calcedonia è un santo ed esempio di vita cristiana per aver risposto liberamente e prontamente a tale dono divino. Egli nacque nel quarto secolo in una famiglia pagana a Calcedonia in Bitinia, nell'odierna Turchia. Nulla si sa della fanciullezza di Sostene, il quale crebbe in un contesto culturale pagano prima di intraprendere la vita militare. Sostene si arruolò infatti nell'esercito romano sotto il comando di Massimiano Erculeo, e nel corso del suo servizio riportò numerose vittorie militari. Egli visse in un periodo di aspre persecuzioni contro i cristiani, attuate prima sotto l'imperatore Decio e in seguito sotto Diocleziano.
L'incontro con santa Eufemia e la conversione
Nel corso della sua esistenza, Sostene aveva sentito parlare dei cristiani, ma la svolta giunse quando conobbe la fede e la fermezza dei credenti accostando la giovane Eufemia, che egli stesso aveva ricevuto il comando di martirizzare. Lo Spirito Santo diede grande coraggio ad Eufemia, rendendola testimone luminosa della fede in Gesù. La giovane vergine di Calcedonia era animata da forza e speranza, e Sostene rimase profondamente colpito dalla fede e dalla forza sprigionate da una ragazza così fragile. Sostene si interrogò sulla provenienza di quella forza e sulla natura del dio per cui si sopportavano simili tormenti. Il giovane soldato visse un travaglio interiore e una ricerca di risposte alle domande della sua coscienza. Eufemia rappresentò per Sostene la via di Damasco, analoga a quella del novello apostolo Paolo, facendogli finalmente ascoltare la voce di Dio. Il soggetto credeva ora in un Dio Padre amorevole che ha dato il suo Figlio morto e risorto anche per lui. La vita santa di Sostene di Calcedonia fu il frutto mirabile della grazia divina giunta a lui proprio attraverso la testimonianza di santa Eufemia. Lo Spirito Santo guidò la coscienza di Sostene, portandolo a confessare la fede in Cristo come unico Signore e Re, e il soggetto scoprì così il vero Dio, Creatore e Signore dell'Universo.
La testimonianza del martirio
La storia della Chiesa è segnata da cristiani arrestati, torturati e uccisi in odio a Cristo dall'età apostolica a oggi. Il martirio è considerato dai cristiani un dono, una grazia, un privilegio e la pienezza del Battesimo, poiché consiste nell'essere battezzati nella morte di Cristo. Alcuni credenti fin dai primi tempi sono stati chiamati a dare la suprema testimonianza d'amore davanti ai persecutori, e i primi quattro secoli della Chiesa furono caratterizzati da feroci persecuzioni che generarono moltissimi testimoni. Le persecuzioni rivelarono la forza dello Spirito del Padre, e Tertulliano ricordava ai pagani che il sangue dei martiri è seme di cristiani. Gesù aveva preannunciato le persecuzioni per i suoi discepoli, mandandoli come agnelli in mezzo ai lupi, avvertendoli che sarebbero stati condotti davanti a governatori e re per dare testimonianza. Lo Spirito del Padre parla per i discepoli quando vengono consegnati ai persecutori, e Cristo ha sacrificato la sua vita sulla croce per tutti, ricordando che nessuno ha un amore più grande di chi dà la vita per i propri amici. Il martirio rende il discepolo simile al Maestro, che accettò liberamente la morte, confermando il discepolo nell'effusione del sangue ed essendo stimato dalla Chiesa come prova suprema di carità. I primi santi venerati nella Chiesa sono proprio i martiri, ovvero testimoni che sparsero il loro sangue per fedeltà a Cristo.
Il processo e la testimonianza suprema
Avendo abbracciato la fede, il soggetto fu presto scoperto cristiano e chiamato a testimoniare pubblicamente la propria fede, analogamente a santa Eufemia. Prisco governava la Bitinia in quel tempo in qualità di console, e fece arrestare il soggetto in quanto cristiano. Il soggetto fu rinchiuso in carcere e sottoposto a ripetuti interrogatori dal console per essere persuaso ad abbandonare la fede in Gesù. Sostene rimase irremovibile durante gli interrogatori, e alle parole persuasive e alle promesse di ricchezza e onore seguirono ben presto le torture. Il soggetto fu fustigato e crudelmente dilaniato da uncini, ma nonostante tutte le sofferenze inflitte la sua fede non fu vinta. Il soggetto lodava Dio per averlo reso degno di soffrire per il suo santo Nome. In seguito il soggetto fu gettato alle belve feroci, ma superò anche questa terribile prova per grazia divina. Visto il fallimento delle belve, fu preparata una catasta di legna e fu acceso un immenso fuoco per la sua fine, e Sostene fu condotto per essere arso vivo. Sostene testimoniò la fede in Gesù così fermamente da ottenere persino un compagno nell'ultima prova, di nome Vittore. Sostene e Vittore si scambiarono il bacio di pace, e i due furono infine gettati nel rogo, dove testimoniarono fino al sangue la loro fedeltà a Cristo.
La venerazione nella Chiesa
La Chiesa venera i santi, onora le loro reliquie e le loro immagini secondo la sua santa Tradizione. Nelle feste dei santi la Chiesa proclama le meraviglie di Cristo nei suoi servi e propone esempi luminosi da imitare. San Sostene martire è un eccellente esempio da imitare per tutti i credenti, poiché la sua vita dimostra come la grazia operi nei cuori aperti all'ascolto di Dio. La tradizione riferisce che la sua memoria liturgica continua a ispirare i fedeli nel cammino della testimonianza evangelica.
Il cammino verso il martirio
La vicenda di San Sostene di Calcedonia si intreccia con le vicende storiche della Bitinia nel corso del quarto secolo. Arruolato nell'esercito romano sotto Massimiano Erculeo, Sostene viveva immerso nelle dinamiche del potere imperiale, finché l'incontro con Santa Eufemia non dischiuse ai suoi occhi la luce del Vangelo. Questa conversione non fu un atto privo di conseguenze, ma l'inizio di una testimonianza pubblica che lo portò rapidamente a scontrarsi con le autorità del tempo. Arrestato per ordine del console Prisco, Sostene fu sottoposto a un interrogatorio serrato volto a piegare la sua volontà e a rinnegare il credo appena professato.
Davanti al rifiuto di apostatare, il magistrato ordinò che il soldato di Cristo fosse sottoposto a una crudele fustigazione e a strazianti torture con uncini, nel tentativo di infrangere la sua resistenza fisica e spirituale. La forza del martire, tuttavia, non vacillò nemmeno di fronte alle belve feroci, che stranamente non osarono toccarlo, manifestando una protezione divina che confondeva i suoi persecutori. Nonostante il fallimento di tali tentativi, la ferocia del potere non si arrestò. Sostene, insieme a Vittore, fu infine destinato al martirio supremo attraverso il fuoco. In questo atto finale, egli suggellò la propria dedizione a Dio, trasformando la condanna in un sacrificio di lode. La sua vita, breve e intensa, ci insegna che il coraggio del cristiano non risiede nelle armi mondane che un tempo egli maneggiò, ma nella capacità di restare saldi nella verità, anche quando il mondo intorno sembra consumarsi nell'odio e nell'oscurità.
La memoria del martire
Il culto di San Sostene di Calcedonia si è tramandato nel corso dei secoli come memoria di una fedeltà che supera la prova del fuoco. La Chiesa lo venera come un testimone dell'invincibilità della grazia, ricordando come le fiamme non abbiano potuto distruggere ciò che era già consacrato a Dio. La sua figura è invocata con devozione in quella terra di Calcedonia che fu teatro del suo coraggio, richiamando ogni fedele a riflettere sulla solidità della propria fede.
Onorare San Sostene significa riconoscere la bellezza di una vita donata senza riserve. La sua memoria liturgica invita i credenti a coltivare quella stessa fermezza interiore che gli permise di attraversare indenne la violenza delle belve e la crudeltà degli uomini. Egli resta per noi un intercessore che ricorda come la testimonianza, pur nel dolore, sia sempre un seme fecondo per la comunità dei credenti, un richiamo costante alla speranza che non viene mai meno, neppure nelle ore più buie della prova.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Sostene di Calcedonia?
San Sostene si festeggia il dieci settembre.
Di cosa è patrono San Sostene di Calcedonia?
I dati forniti non menzionano specifici patronati per San Sostene.