25 agosto
San Tommaso Cantelupe
Vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini familiari ed educazione
Il santo nacque nel 1218 a Hambleden, presso Great Marlow, nella contea di Berkshire, primogenito di una famiglia di illustri origini. Era figlio di Guglielmo di Chanteloup, maggiordomo del re Giovanni Senzaterra e famoso guerriero, il quale aveva contribuito ad assicurare la corona ad Enrico III, figlio maggiore del precedente sovrano. Suo padre aveva inoltre liberato le terre inglesi occupate dai francesi e dai baroni ribelli, mentre San Edmondo Ric, arcivescovo di Canterbury, fu di valido aiuto al re nel consolidamento del potere. I Chanteloup erano originari della Normandia, in Francia, ed erano sbarcati in Inghilterra con il loro duca Guglielmo, detto il Conquistatore, il quale aveva ricompensato la famiglia con terre e onorificenze dopo la battaglia di Hastings del 1066 in cui perì il re Aroldo II. La madre del santo era Melianta, figlia di un barone normanno di nome Ugo de Guarnay. Poiché il padre del santo, in qualità di gran maestro del regno, era costretto a vivere a corte, prese tutte le precauzioni affinché i suoi figli fossero educati secondo i principi del cristianesimo per evitare i pericoli derivanti da quel contesto mondano. Quando Tommaso fu in grado di apprendere i primi rudimenti delle scienze, il padre lo affidò alle cure di Guglielmo di Chanteloup, vescovo di Hereford e suo parente. Successivamente fu affidato a Roberto Kilwardby, il quale sarebbe diventato maestro di teologia allo studio di Oxford dopo essere entrato tra i Frati Predicatori. Roberto Kilwardby divenne arcivescovo di Canterbury per volere del papa Beato Gregorio X nel 1272 e in seguito cardinale-vescovo di Porto e Santa Rufina per volere di Nicolò III nel 1278. Il discepolo Tommaso fece rapidi progressi nello studio, santificando l'apprendimento con una vita di pietà e di ubbidienza.
Gli anni di studio e l'attività accademica
Il santo, insieme al fratello Ugo, andò a studiare filosofia all'università di Parigi, definita da un legato pontificio il forno in cui si cuoceva il pane intellettuale dell'universo. I due fratelli conducevano un ben ordinato genere di vita, avendo a disposizione un cappellano e un maestro, e vollero prendere con sé due studenti poveri e sfamare una decina di mendicanti in riconoscenza a Dio. San Luigi IX, re di Francia, onorò i fratelli con una sua visita per l'apprezzamento della loro santità di vita. Non è improbabile che Tommaso e Ugo abbiano seguito le lezioni tenute all'università nel 1245 da San Alberto Magno, maestro di San Tommaso di Aquino. Nello stesso anno Tommaso di Chanteloup si recò a Lione in occasione del tredicesimo concilio ecumenico radunato da Innocenzo IV per scomunicare e deporre l'imperatore Federico II, per incontrarsi con degli amici. Grazie alle raccomandazioni di qualche vescovo o teologo che conosceva la sua inclinazione alla vita ecclesiastica, Tommaso ottenne di essere promosso alla dignità di cappellano del papa. Successivamente il santo andò a perfezionarsi nel diritto civile ad Orléans e nel diritto canonico a Parigi. Tommaso poté quindi insegnare diritto all'università di Oxford, riconosciuta nel 1214 da Giovanni Senzaterra, e divenne cancelliere della medesima università nel 1262.
Gli incarichi politici e le lotte del regno
In quel tempo il re Enrico III era debole e vile, in lotta permanente con i baroni guidati da Simone di Montfort, conte di Leicester. I baroni erano riusciti a porre il sovrano sotto il controllo di un comitato baronale con le Provvisioni di Oxford del 1258. Dopo alcuni anni di confusione, il monarca riuscì a far annullare le Provvisioni ad Amiens nel 1264 con l'arbitrato di San Ludovico IX, avendo mandato Tommaso di Chanteloup a rappresentarlo in quell'occasione. Simone di Montfort riprese indispettito le armi contro il re dopo l'annullamento e, in una vittoria, fece prigioniero il re e il figlio maggiore Edoardo. Fu creato un nuovo consiglio del piccolo gruppo di baroni che sostenevano Montfort, il quale convocò rappresentanti di tutte le classi al parlamento nel gennaio 1265, costituendo la prima assemblea. La nobiltà vittoriosa nominò Tommaso cancelliere d'Inghilterra. Nel frattempo Edoardo riuscì a fuggire, raccolse un esercito e sconfisse e uccise il Montfort ad Evesham il 4 agosto 1285. Con la risalita al trono di Enrico III, Tommaso fu costretto a rifugiarsi a Parigi, mentre la sottomissione e la pace furono ristabilite dopo una feroce politica di confische nel 1266. Riacquistato successivamente il favore reale, Tommaso preferì limitare la sua attività agli studi teologici, tenendo conferenze sulle lettere di San Paolo e l'Apocalisse, e nel 1272 ritornò a insegnare ad Oxford senza trascurare i suoi studi.
Il dottorato e il ministero episcopale
Tommaso conseguì il dottorato in teologia nella chiesa dei Domenicani, e in quella occasione Roberto Kilwardby, suo antico maestro e confessore diventato arcivescovo di Canterbury, volle tesserne l'elogio. L'uditorio rimase edificato nel sentire dalla bocca di Kilwardby che il discepolo aveva conservata intatta l'innocenza battesimale. Nel 1274 Tommaso fu invitato da Gregorio X a prendere parte al quattordicesimo concilio ecumenico a Lione, convocato per studiare la riforma della Chiesa, i soccorsi alla Terra Santa e l'unione della chiesa greca con la latina, durante i quali lavori morì San Bonaventura. Nominato nuovamente cappellano del papa grazie alla sua grande stima, al suo ritorno ad Oxford riprese il posto di cancelliere dell'università. Tommaso cumulava diversi benefìci con cura d'anime e percepiva entrate considerevoli, che usava per la conservazione degli edifici, elemosine ai bisognosi e ospitalità ai pellegrini, anziché ammassare tesori. Visitava sovente le parrocchie difendendole con fermezza ed esercitava il ministero con zelo, preoccupandosi che gli ecclesiastici sostituti non trascurassero poveri e malati durante le sue assenze, mentre la sua bontà irraggiava su tutte le miserie attorno ad Oxford. Nel 1275 Tommaso fu eletto vescovo di Hereford, la capitale della contea omonima confinante con il Galles, e fu consacrato a Canterbury con l'assistenza dei prelati di Londra e di Rochester. Le relazioni familiari avevano procurato al santo numerosi beni nella parte meridionale della regione, ed egli usò tali beni per moltiplicare le opere di misericordia verso i poveri, che chiamava suoi fratelli.
Virtù, conflitti e transito al cielo
Tommaso godeva di molta considerazione presso la corte, tanto che Edoardo I lo elesse membro del suo consiglio privato, rendendolo una delle principali personalità delle assemblee ufficiali grazie alle sue capacità. Cercava continuamente di diventare un pastore secondo il cuore di Dio, facendo regnare l'ordine e rispettare i diritti nella sua chiesa, pur provando un sommo disprezzo del mondo che gli faceva trovare delizie nell'unione con Dio tramite preghiera, meditazione e studio. Mortificava la sua carne con veglie, digiuni e altre austerità, portando il cilicio fino alla morte nonostante fosse di costituzione malaticcia e soggetto a coliche. Aveva un bel viso, capelli rossi e appariva angelico nell'atteggiamento, negando a sua sorella, Lady Tregoz, di abbracciarlo al collo e permettendole soltanto di bagnargli la mano. Estremamente padrone di sé, non perdeva mai la calma, guadagnava i suoi nemici con la pazienza ed era inorridito dalla più piccola maldicenza, mostrandosi severo soltanto con gli ebrei, adoperandosi per il loro esilio o sorveglianza a causa di usure ed esosità. Avendo lo spirito guerriero di un barone e l'umore processuale di un avvocato, nel 1278 ebbe ragione di un potente conte, mentre nel 1279 entrò in contrasto con il nuovo arcivescovo di Canterbury Giovanni de Pecham, francescano geloso dei diritti della sua chiesa primaziale. Per evitare l'interdetto, Tommaso si rifugiò in Normandia e ritornò nella propria sede nel 1282 dopo essersi appellato a Roma e aver offerto donativi. Ripreso serrato il duello tra il primate d'Inghilterra e il suffraganeo, essendo stato scomunicato, Tommaso partì per l'Italia e fu ben ricevuto alla corte di Martino IV in Orvieto, sebbene il suo caso giuridico fosse dubbio. Durante il ritorno in Inghilterra, fu costretto a mettersi a letto a Montefiascone a causa del caldo e delle infermità, dove morì assolto dalla scomunica il 25 agosto 1282. Fu provvisoriamente seppellito nella chiesa del monastero di San Severo e poi portato nella cattedrale di Hereford. L'arcivescovo di Canterbury non ebbe riguardi per il defunto, ma il clero e il popolo di Hereford lo sostennero, e il suo devoto amico Richard de Swinfield fu eletto per succedergli facendo proprio lo stemma di Tommaso. Il conte di Cornovaglia Edmondo fece riporre il capo del santo in un ricco reliquiario nel monastero da lui fondato ad Ashridge, e nel 1287 le reliquie furono solennemente traslate in un mausoleo marmoreo alla presenza del re Edoardo III, prima della canonizzazione proclamata nel 1317 da Giovanni XXII a causa dei miracoli verificatisi sulla sua tomba.
La vita
San Tommaso Cantelupe vide la luce nel 1218 a Hambleden. Fin dalla giovinezza, egli manifestò una spiccata inclinazione per l'apprendimento, dedicandosi allo studio della filosofia presso l'Università di Parigi insieme al fratello Ugo. Questo percorso formativo internazionale preparò il terreno per il suo successivo impegno accademico in Inghilterra, dove, nel 1262, fu chiamato a ricoprire il prestigioso ruolo di cancelliere dell'Università di Oxford. Queste esperienze intellettuali non furono solo un esercizio accademico, ma una solida base su cui San Tommaso costruì la propria visione del mondo e del ministero sacerdotale.
Nel 1275, il suo cammino fu coronato dall'elezione a vescovo di Hereford, una missione che egli interpretò come un dono e una responsabilità da onorare con dedizione. La sua attività pastorale fu caratterizzata da una partecipazione attiva alla vita della Chiesa universale, testimoniata dalla sua presenza al quattordicesimo concilio ecumenico di Lione nel 1274. Durante il suo episcopato, non mancarono le difficoltà, tra cui si ricorda un complesso conflitto giurisdizionale con l'arcivescovo Giovanni de Pecham, che San Tommaso affrontò con la fermezza di chi è consapevole della propria chiamata. Il suo pellegrinaggio terreno si concluse prematuramente nel 1282 a Montefiascone, in Italia, mentre intraprendeva un viaggio verso Roma. La sua vita, trascorsa tra le aule universitarie e la cura delle anime, fu definitivamente consacrata dal riconoscimento ufficiale della sua santità, avvenuto pochi decenni dopo la sua morte, nel 1317, per mano di papa Giovanni XXII.
Il culto
Il culto di San Tommaso Cantelupe affonda le sue radici nell'ammirazione che la sua figura suscitò sin dal momento della sua scomparsa. La canonizzazione, avvenuta nel 1317, ha sancito in modo solenne la venerazione di cui egli era già oggetto, elevandolo a modello di virtù per i fedeli di ogni tempo. La memoria liturgica, che ricorre il 25 agosto, invita la comunità cristiana a riflettere sulla testimonianza di questo pastore che seppe servire la Chiesa con onestà intellettuale e coraggio apostolico.
Sebbene il suo ministero si sia svolto prevalentemente in terra inglese, il luogo della sua morte, Montefiascone, rimane un segno tangibile della sua dimensione universale, che superò i confini geografici del tempo. Ancora oggi, la figura di San Tommaso Cantelupe continua a essere ricordata per la sua integrità, offrendo a chiunque cerchi la luce del Vangelo un esempio di fedeltà, sia nello studio della verità, sia nel compimento del proprio dovere pastorale, vissuto fino all'ultimo istante del suo pellegrinaggio verso la Città Eterna.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Tommaso Cantelupe?
La memoria liturgica di San Tommaso Cantelupe si celebra il 25 agosto, giorno della sua nascita al cielo avvenuta a Montefiascone nel 1282.
Presso Montefiascone nel Lazio, transito di san Tommaso Cantelupe, vescovo di Hereford in Inghilterra, che, uomo di insigne cultura, si mostrò severo con se stesso e generoso benefattore con i poveri. — Martirologio Romano