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14 febbraio

San Valentino di Terni

Vescovo e Martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La figura storica e le fonti agiografiche

Gli studiosi hanno cercato a lungo di risolvere il problema di identificazione tra i due santi omonimi venerati nello stesso giorno, ovvero il prete romano e il vescovo di Terni. Le conclusioni odierne degli storici parlano di un unico martire identificato con il vescovo di Terni, stabilendo che il prete romano non è mai esistito ed è frutto di un equivoco. La Passione di san Valentino martire è stata pubblicata in edizione critica da Edoardo D'Angelo nel volume San Valentino e il suo culto edito a Spoleto nel 2012. Questa preziosa opera era già stata studiata da padre Agostino Amore nella Bibliotheca sanctorum nel 1969. Il Martirologio ricorda san Valentino a Roma sulla via Flaminia presso il ponte Milvio come martire. La Passione del santo di Terni menziona tre nobili ateniesi di nome Proculo, Efebo e Apollonio, i quali erano giunti a Roma per studiare presso il retore Cratone, maestro di lingua greca e latina. Cratone aveva un figlio di nome Cheremone affetto da una deformità fisica che lo costringeva a stare rannicchiato su se stesso. Nessun medico era riuscito a guarire Cheremone. Un personaggio di nome Fonteio dichiara a Cratone che suo fratello era stato affetto dalla medesima patologia ed era stato guarito da Valentino, vescovo di Terni. Cratone manda a chiamare il vescovo Valentino e gli promette la metà dei suoi beni in cambio della guarigione del figlio. Valentino spiega a Cratone durante un colloquio notturno che non saranno le ricchezze a guarire il ragazzo, bensì la fede nell'unico Dio adorato dal vescovo. Cratone promette di farsi battezzare non appena il figlio sarà guarito. Valentino si ritira in una stanza facendo distendere il ragazzo sul proprio cilicio e prega per tutta la notte. Una luce abbagliante avvolge il luogo e Cheremone balza in piedi completamente risanato. Di fronte al miracolo, Cratone e tutta la sua famiglia ricevono il battesimo dal vescovo. I tre studenti greci Proculo, Efebo e Apollonio si fanno anch'essi battezzare. Abbondio, altro studente e figlio del Praefetto di Roma Furioso Placido, abbraccia il cristianesimo. Furioso Placido risulta documentato nella carica di Praefetto di Roma negli anni 346-347. Il nome Furioso era in precedenza tradotto come adirato in riferimento a Placido. Furioso Placido faceva parte della classe senatoria che, pur dopo l'Editto costantiniano del 313, continuava a seguire gli antichi culti di Roma. Il 346-347 è la data storica da attribuire al martirio di Valentino, escludendo le ipotesi precedenti che indicavano il secondo secolo e san Feliciano di Foligno. Su mandato del Senato, Furioso arresta Valentino. Valentino viene decapitato al secondo miglio della via Flaminia. L'esecuzione avviene di nascosto durante la notte per evitare la reazione della numerosa componente cristiana di Terni e Roma.

Il martirio e la prima sepoltura

Dopo una prima sommaria sepoltura sul luogo del martirio, Proculo, Efebo e Apollonio trasportano il corpo del martire a Terni. Il corpo viene sepolto poco fuori la città di Terni. Il consolare Lucenzio, chiamato altrove Leonzio, viene a informarsi del fatto a Terni. Lucenzio fa catturare Proculo, Efebo e Apollonio. I tre vengono decapitati durante la notte per paura che la popolazione li liberasse. Lucenzio fugge dalla città insieme ai funzionari del suo ufficio per sottrarsi alla rabbia popolare. La popolazione, sollecitata da Abbondio, seppellisce i nuovi martiri presso la tomba di Valentino. I tre giovani sono i primi cristiani sepolti presso la tomba del vescovo a Terni. Molti altri cristiani vengono sepolti nello stesso luogo fino al nono secolo, periodo a cui risalgono le tombe più recenti scoperte nella necropoli. Una donna ternana di nome Veneriosa viene sepolta nel 359 presso la tomba primitiva sulla via Flaminia. Papa Giulio I fa costruire una basilica a pochi anni dal martirio sulla via Flaminia, attiva tra il 337 e il 352. La basilica della via Flaminia viene abbellita in seguito da papa Teodoro tra il 642 e il 649 ed è stata venerata per molti secoli. Anche a Terni sorge una memoria sul luogo della tomba definitiva del martire, circondata da sepolture cristiane. Nel 742 avviene un incontro storico presso la chiesa di Terni tra papa Zaccaria e il re longobardo Liutprando. Sant'Anastasio è stato a lungo venerato come patrono della città di Terni. Nel 1605 vengono ritrovate le reliquie del vescovo martire Valentino. Dopo il ritrovamento del 1605 si assiste a un rilancio del culto di san Valentino, nominato unico patrono della città. Viene edificata una nuova chiesa in onore di san Valentino a Terni. La nuova chiesa viene affidata alla cura dei padri Carmelitani scalzi, che la officiano ancora oggi.

Il patronato e la tradizione

San Valentino è il patrono degli innamorati e dei fidanzati, oltre che della città di Terni. Il patronato di san Valentino sui fidanzati si fonda su un antico scritto dell'inglese Geoffrey Chaucer. Geoffrey Chaucer racconta che nel giorno di san Valentino gli uccellini iniziano le loro danze d'amore. Forse Geoffrey Chaucer ha fatto confusione tra la festa del martire ternano e quella dell'omonimo santo vescovo di Genova. Nei primi secoli la Chiesa aveva inglobato alcune festività paganeggianti. Pochi decenni fa è avvenuta la commercializzazione consumistica della ricorrenza di san Valentino. La Chiesa ha cercato di santificare le manifestazioni moderne legate alla festa promovendo tra i fidanzati una maggiore consapevolezza verso il Sacramento del matrimonio. Esistono leggende su san Valentino, alcune anche banali, che vanno considerate unicamente come tali.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Valentino?

La ricorrenza e la festa di san Valentino si celebrano il 14 febbraio.

Di cosa è patrono San Valentino?

San Valentino è il patrono della città di Terni, degli innamorati e dei fidanzati.

A Roma sulla via Flaminia presso il ponte Milvio, san Valentino, martire. — Martirologio Romano