22 maggio
San Viano (Viviano)
Eremita
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e cammino di conversione
Secondo la tradizione il santo si chiamava Viano oppure Viviano. Il santo era un viandante di origine emiliana che arrivò a Vagli insieme alla moglie. A Vagli il santo svolse l'attività di contadino. Il santo era presumibilmente deforme, mite e schernito sia dalla moglie che dagli altri contadini. Il richiamo del Signore spinse il santo a ritirarsi alle pendici della Roccandagia. Il santo visse in isolamento e contemplazione. Il santo si cibava di erbe, in particolare di cavolo selvatico, e beveva acqua di fonte. Il santo è descritto come uomo umile, amante della natura e degli animali. La figura del santo somiglia molto a quella di San Francesco, come evidenziato anche dalla statua che lo rappresenta. Al santo sono riconosciuti numerosi miracoli. Il popolo ha eletto il santo come patrono popolare di Vagli e lo considera beato e santo. Il santo è conosciuto come San Viviano da Vagli. Vagli di Sotto ha ufficialmente come patrono san Regolo. Vagli di Sopra ha ufficialmente come patrono san Lorenzo. Roggio ha ufficialmente come patrono San Bartolomeo.
L'eremo sulla Roccandagia
L'eremo si trova sotto una parete rocciosa che domina la valle di Arnetola chiamata 'Il salto del cane'. Il nome 'Il salto del cane' deriva dall'usanza di gettare dalla rupe i cani non più utili per vecchiaia o malattia. Alla rupe si accede seguendo una catena infissa nella roccia prima della scalinata per l'eremo. L'edificio dell'eremo è posto a circa 1090 metri di quota. La costruzione dell'eremo è addossata alla parete del monte. All'eremo fu aggiunto un muro perimetrale con pietra locale e calce. L'eremo ha un tetto con grosse travi di castagno inserite nella roccia e sul muro. Il tetto dell'eremo è ricoperto con pietre scistose calcaree. Il pavimento dell'eremo è inclinato per permettere lo scorrimento dell'acqua. Dietro il piccolo altare dell'eremo si esce all'aperto su una terrazza panoramica protetta da un muro. Viviano si ritirava a meditare sulla cengia della terrazza panoramica. Viviano fu trovato morto sulla cengia della terrazza panoramica il ventidue maggio. All'eremo si accede con una scalinata che i fedeli percorrevano in ginocchio. La chiave dell'eremo è disponibile al ristorante 'La Buca dei gracchi' a Campocatino. Fonti storiche certe attestano che le ossa del santo si trovavano nella chiesa di Vagli di Sopra, in un'urna di legno, già nel 1568. L'oratorio del santo era già presente prima del 1500. Il culto del santo è di probabile origine medioevale.
Tradizioni e devozione popolare
La festa del ventidue maggio era celebrata con una messa all'eremo in concomitanza con il ritorno dei pastori di Vagli dalla transumanza in pianura. Il ventidue settembre era celebrata un'altra messa in occasione della partenza per la transumanza. La seconda domenica di giugno i fedeli trasportavano in processione la statua del santo dall'eremo fino a Campocatino. A Campocatino la statua del santo era ricoverata in un riparo di legno ricoperto da frasche dove veniva celebrata una messa. A sera la statua veniva riportata all'eremo, e il rito si ripeteva la seconda domenica di settembre. Attualmente la statua viene portata nella nuova chiesa di Campocatino a lui dedicata. La chiesa di Campocatino fu costruita negli anni '70 del ventesimo secolo. La statua rimane nella chiesa di Campocatino nel periodo tra giugno e settembre. San Viano è diventato il protettore dei cavatori grazie a miracoli a lui attribuiti dai cavatori stessi. San Viano è patrono del parco delle Alpi Apuane. San Viano viene festeggiato il ventidue maggio. Una leggenda narra che il Signore fece nascere un cavolo selvatico per sfamare il santo nei pressi dell'eremo. Il cavolo selvatico (Brassica montana) si trova spontaneo solo in poche località italiane. La presenza di una pianta di valore alimentare in un luogo inospitale ha generato la leggenda popolare. I fedeli del santo onorano ancora oggi la pianta del cavolo selvatico. Il cavolo ha importanza alimentare e proprietà curative. Il ruolo del cavolo è probabilmente reminiscenza di antichi culti pagani legati a piante donate dagli dei.
La vita eremitica
La vicenda terrena di San Viano si dipana nel silenzio del quindicesimo secolo. Originario dell'Emilia, egli decise di abbandonare le comodità del mondo per ritirarsi tra le rocce impervie alle pendici della Roccandagia. In questo luogo solitario, lontano dalle vie battute, il santo visse la sua vocazione eremitica, immergendosi nella preghiera e nel contatto diretto con la creazione. La scelta di vivere in un contesto così severo e naturale riflette una ricerca spirituale orientata all'essenziale, dove la roccia diviene altare e il silenzio si trasforma in colloquio intimo con il Signore.
La memoria del suo passaggio terreno è indissolubilmente legata alle località di Vagli e Campocatino, luoghi che ancora oggi custodiscono l'eco della sua presenza. Fu proprio presso il suo eremo che, nel giorno ventidue di maggio, venne ritrovato il suo corpo, ormai privo di vita. Questo evento segnò la conclusione di un cammino terreno votato alla solitudine e alla fede. La sollecitudine della comunità locale nel prendersi cura dei suoi resti mortali testimonia l'alto valore attribuito alla sua figura già poco dopo la sua scomparsa. Entro l'anno millecinquecentosessantotto, le sue ossa furono traslate con onore nella chiesa di Vagli di Sopra, luogo che da allora divenne punto di riferimento per la pietà popolare e per la custodia della sua eredità spirituale.
Il culto e la memoria
Il culto di San Viano si manifesta attraverso una devozione viva e radicata nel territorio delle Alpi Apuane. La ricorrenza del ventidue maggio rappresenta il momento culminante del ricordo, un giorno in cui la comunità si stringe attorno alla memoria del santo eremita per rinnovare il proprio impegno di fede. La venerazione non si limita tuttavia alla sola celebrazione liturgica, ma si estende attraverso processioni significative che, nei mesi di giugno e settembre, collegano l'antico eremo con la località di Campocatino.
Questo cammino devozionale, percorso con spirito di umiltà, unisce le generazioni nel ricordo di colui che ha fatto della montagna il proprio tempio. San Viano è oggi invocato come protettore dei cavatori, uomini che quotidianamente affrontano la durezza della pietra, e dell'intero Parco delle Alpi Apuane. La sua figura continua a essere un faro di spiritualità, capace di richiamare i fedeli al valore della preghiera e della contemplazione, offrendo conforto e protezione a quanti solcano i sentieri di queste valli montane.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Viano?
San Viano è festeggiato il ventidue maggio, la seconda domenica di giugno e la seconda domenica di settembre.
Di cosa è patrono San Viano?
San Viano è il patrono popolare di Vagli, il protettore dei cavatori e il patrono del parco delle Alpi Apuane.