San Vincenzo Maria Strambi
Vescovo, passionista
Aggiornato il 22 luglio 2026
La giovinezza e la formazione
Il santo è nato il primo gennaio 1745 a Civitavecchia. Il padre del santo aveva aperto una farmacia nella stessa città. All'età di quindici anni ha superato le resistenze paterne ed è entrato nel seminario di Montefiascone il quattro novembre 1762. Nel seminario di Montefiascone ha ricevuto la tonsura e gli Ordini minori. Ha frequentato il Collegio Nuovo a Roma ed è stato uditore dei domenicani a Viterbo. È diventato diacono il quattordici marzo 1767 a Bagnoregio. Nel novembre del mille settecentosessantasette è diventato Rettore del Seminario di Bagnoregio ed è stato ordinato sacerdote nella medesima località il diciannovesimo giorno di dicembre dello stesso anno.
La vita nei Passionisti e la predicazione
Dopo essere stato respinto dai Lazzaristi e dai Cappuccini, ha trovato la sua vocazione nella Congregazione dei Passionisti di san Paolo della Croce. Ha svolto il noviziato assumendo il nome di Vincenzo Maria. Nonostante le obiezioni del padre, ha emesso la professione religiosa il ventiquattro settembre 1769. Ha iniziato l'attività di predicatore, diventando famoso sia da solo sia in gruppo tra le popolazioni dell'Italia Centrale. Ha svolto più volte l'attività apostolica insieme a san Gaspare del Bufalo e godeva di grande popolarità a Roma, dove ha predicato a più riprese anche di fronte al Collegio Cardinalizio. Ha assunto cariche sempre più elevate nella gerarchia dei Passionisti, ricoprendo il ruolo di postulatore generale dal 1792 fino alla morte, e si è dedicato anche a essere guida spirituale di personalità religiose illustri, tra cui la venerabile Luisa Maurizi e la beata Anna Maria Taigi.
L'episcopato a Macerata e Tolentino
Il cinque luglio 1801 è stato nominato vescovo di Macerata e Tolentino. Ha edificato un nuovo seminario, curandone personalmente ogni dettaglio come la selezione dei docenti e l'accoglienza dei singoli seminaristi, e teneva personalmente lezioni a cadenza settimanale. Ha incentivato l'insegnamento e lo studio del canto gregoriano. Ha avviato un'attività economica basata sulla filatura della canapa per sostenere le persone indigenti, ha ingrandito l'orfanotrofio gestito dai Padri Somaschi, ha ampliato il Conservatorio di Tolentino e ha istituito un ospizio per l'assistenza agli anziani. Ha dedicato inoltre particolare impegno alla strutturazione del catechismo, istituendo scuole dedicate sia per i giovani sia per gli adulti.
L'esilio, gli ultimi anni e il ritorno al Padre
Si è rifiutato di giurare fedeltà all'imperatore Napoleone come imposto dalle leggi del tempo, le quali avevano causato lo scioglimento e la dispersione di diversi Ordini religiosi. A causa del suo rifiuto al giuramento, è stato confinato a Novara per un anno. Nell'ottobre del 1809 è stato trasferito a Milano, dove è stato ospitato dai Barnabiti e successivamente da esponenti dell'alta borghesia e della nobiltà. Su sua insistente richiesta, il Papa lo ha sollevato dalla guida della diocesi di Macerata e lo ha chiamato a Roma come proprio consigliere, incarico che ha svolto per quaranta giorni. Colpito da un'apoplessia, è deceduto il primo gennaio 1824, nello stesso giorno del suo compleanno.
La glorificazione e il culto
Le sue spoglie sono state inizialmente inumate nella basilica dei Santi Giovanni e Paolo a Roma, mentre il dodici novembre 1957 la salma è stata traslata nella chiesa di San Filippo a Macerata. I suoi scritti di carattere ascetico e devozionale hanno avuto numerose edizioni a stampa. È stato proclamato beato da papa Pio XI il ventisei aprile 1925 ed è stato proclamato santo da papa Pio XII l'undici giugno 1950. La sua memoria liturgica si celebra il ventiquattro settembre nel calendario della Congregazione dei Passionisti. Il Martirologio lo ricorda come vescovo di Macerata e Tolentino appartenente alla Congregazione della Passione, noto per la santa gestione delle sue diocesi e per l'esilio patito in nome della fedeltà al Papa.
Il cammino di una vita
Il percorso terreno di Vincenzo Maria Strambi si snoda attraverso una fedeltà costante alla vocazione. Ordinato sacerdote a Bagnoregio nel 1767, egli comprese presto che il suo cuore cercava un orizzonte di più intensa dedizione al mistero di Cristo. L'ingresso nella Congregazione dei Passionisti nel 1769 segnò il passaggio decisivo verso una vita consacrata al ricordo della Passione del Signore, fondamento di ogni sua successiva missione. La sua presenza si fece luce in diverse terre, da Viterbo a Montefiascone, fino a giungere alla guida pastorale della diocesi di Macerata e Tolentino nel 1801.
In quegli anni di turbolenza, il suo ministero episcopale fu messo alla prova dalle contingenze politiche. Il rifiuto di prestare il giuramento di fedeltà a Napoleone non fu un atto di superbia, ma una scelta consapevole dettata dalla coscienza di vescovo, che antepose la lealtà alla Chiesa a ogni convenienza temporale. Tale fermezza gli costò l'esilio lontano dalla sua sede, portandolo a vivere il distacco e la sofferenza dell'allontanamento nelle città di Novara e Milano. Nonostante le avversità, egli mantenne intatta la sua dedizione, vivendo l'esilio come un prolungamento della sua testimonianza. Tornato a Roma, concluse i suoi giorni nel 1824, dopo aver speso le ultime energie in un discreto ma prezioso servizio come consigliere papale, lasciando in eredità l'immagine di un uomo che ha saputo dimorare nella volontà di Dio, qualunque fosse il luogo o la condizione in cui la Provvidenza lo chiamava a operare.
Il culto e la memoria
La figura di san Vincenzo Maria Strambi è stata solennemente riconosciuta dalla Chiesa universale attraverso la canonizzazione presieduta da Pio XII l'11 giugno 1950. Questo atto ha sancito ufficialmente la santità di un vescovo che ha saputo incarnare, con sobrietà ed equilibrio, lo spirito della Congregazione dei Passionisti. La sua memoria liturgica, che ricorre il 1° gennaio, invita i fedeli a meditare sulla dedizione di un pastore che ha fatto della propria vita un'offerta continua al Signore.
All'interno della famiglia religiosa dei Passionisti, il ricordo di san Vincenzo Maria Strambi viene celebrato con particolare solennità il 24 settembre, giorno in cui i membri della Congregazione rinnovano il legame spirituale con questo illustre confratello. La sua eredità continua a parlare al cuore dei credenti, ricordando che il servizio alla Chiesa richiede, in ogni epoca, una fede salda, capace di superare le tempeste della storia con la stessa umiltà e determinazione che caratterizzarono il suo cammino terreno, da Civitavecchia fino all'abbraccio definitivo con il Padre a Roma.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Vincenzo Maria Strambi?
La memoria liturgica del santo si celebra il primo gennaio nel giorno della sua nascita al cielo, mentre la Congregazione dei Passionisti ne celebra la memoria il ventiquattro settembre.
A Roma, san Vincenzo Maria Strambi, vescovo di Macerata e di Tolentino, della Congregazione della Passione, che governò santamente le diocesi a lui affidate e a motivo della sua fedeltà verso il Romano Pontefice patì l’esilio. — Martirologio Romano