12 aprile
San Zeno
Vescovo di Verona
Aggiornato il 30 ottobre 2026
Un vescovo venuto dall'Africa
Nessun documento antico dice dove nacque Zeno. La sua origine africana si ricava dai suoi scritti: lo stile e i riferimenti ricordano gli autori cristiani dell'Africa del nord, come Tertulliano e Cipriano. Una tradizione medievale lo fa venire dalla Mauretania, e per questo i veronesi lo chiamano ancora il vescovo «moro».
Nel 362 divenne vescovo di Verona, l'ottavo secondo le antiche liste dei vescovi della città. Erano anni difficili: l'imperatore Giuliano cercava di ridare forza al culto pagano, e fra i cristiani era forte l'arianesimo, che negava la piena divinità di Cristo.
I Sermoni
Di Zeno restano 93 discorsi, detti Sermoni o Trattati: 16 lunghi e 77 brevi, alcuni forse solo tracce o appunti di predicazione. Parlano di Dio e della Trinità, della Vergine Maria, del battesimo, della Pasqua, della carità verso i poveri. Mostrano un pastore colto, che preparava con cura i pagani al battesimo e che difendeva la fede cattolica contro gli ariani.
La più antica testimonianza su di lui viene da sant'Ambrogio, che in una lettera lo ricorda come un vescovo «di santa memoria». Zeno morì a Verona un 12 aprile, fra il 372 e il 380. Morì in pace, ma per quanto aveva sofferto per la fede fu a lungo venerato anche come martire.
Leggende e memoria
Intorno a Zeno sono nate molte leggende. La più nota racconta che, povero com'era, pescasse da sé nell'Adige il suo cibo: per questo è raffigurato con un pesce appeso al pastorale ed è invocato come patrono dei pescatori d'acqua dolce. Papa san Gregorio Magno, alla fine del VI secolo, racconta che durante una grande piena dell'Adige l'acqua arrivò alla chiesa di San Zeno, ma si fermò davanti alle porte aperte senza entrare.
Sul suo sepolcro fu costruita una chiesa, più volte rifatta. Il 21 maggio 807 il suo corpo fu portato nella cripta della nuova chiesa, e da quel luogo è nata l'attuale basilica romanica di San Zeno, una delle più belle d'Italia. Le formelle di bronzo del portale raccontano anche episodi della sua vita, e dentro la basilica una statua medievale lo mostra sorridente: i veronesi la chiamano «San Zen che ride».
La festa
Il Martirologio Romano ricorda san Zeno il 12 aprile, giorno della sua morte. La diocesi di Verona, invece, celebra il suo patrono il 21 maggio, anniversario della traslazione del corpo nella basilica. A lui è dedicata anche la cattedrale di Pistoia. Nelle immagini è spesso raffigurato con un pesce, per la leggenda secondo cui pescava nell'Adige il proprio cibo.
Domande frequenti
Quando si festeggia san Zeno?
Il Martirologio Romano lo ricorda il 12 aprile. A Verona la festa del patrono si celebra il 21 maggio, anniversario della traslazione del suo corpo nella basilica, avvenuta nell'807.
Perché san Zeno è raffigurato con un pesce?
Per una leggenda: si racconta che il vescovo, che viveva poveramente, pescasse da sé nell'Adige il cibo per i suoi pasti. Per questo è anche patrono dei pescatori d'acqua dolce.
Dov'è sepolto san Zeno?
Nella cripta della basilica di San Zeno a Verona, dove il suo corpo fu portato il 21 maggio 807.
Che cosa sono i Sermoni di san Zeno?
Sono 93 discorsi, 16 lunghi e 77 brevi, attribuiti al vescovo Zeno. Sono la fonte più sicura sulla sua vita e sulla sua predicazione contro il paganesimo e l'arianesimo.
A Verona, san Zeno, vescovo, dalle cui fatiche e dalla cui predicazione la città fu condotta al battesimo di Cristo. — Martirologio Romano