3 maggio
Sant' Alessandro I
Papa e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e pontificato
Il venerabile testo del Liber Pontificalis descrive Alessandro come un uomo di nazionalità romana, figlio di un padre chiamato anch'egli Alessandro e proveniente dalla specifica regione di Caput Tauri. Questa indicazione topografica fa riferimento all'area vicina alla chiesa di Santa Bibiana, situata all'estremità della quinta regione augustea. Storicamente, Lucius Statilius Taurus, console nel quarantaquattro dopo Cristo, aveva eretto i suoi giardini e il suo foro proprio in quella zona, mentre nel Medioevo la vicina Porta San Lorenzo venne denominata Taurina. Il pontificato di papa Alessandro si svolse stabilmente dall'anno centocinque all'anno centoquindici, ponendosi come guida per la Chiesa in un tempo complesso.
Il martirio e la deposizione
Il Liber Pontificalis riporta il drammatico martirio di Alessandro, avvenuto insieme ai fedeli compagni Evenzio, presbitero, e Teodolo, diacono. La data della sepoltura e del glorioso martirio viene indicata alle none di maggio, che corrispondono precisamente al giorno tre maggio. Alessandro venne sepolto al settimo miglio della via Nomentana, poco distante da Roma, esattamente nel luogo in cui fu decapitato. Il Martirologio geronimiano riporta alla medesima data la commemorazione dei santi Evenzio, Alessandro e Teodolo nello stesso luogo di sepoltura. Nello stesso testo antico manca tuttavia la qualifica episcopale per Alessandro, titolo che il documento attribuisce regolarmente ai pontefici, e il suo nome non figura al primo posto nell'elenco dei martiri. Questa insolita assenza del titolo e la particolare posizione del nome indussero in seguito lo studioso Fiorentini a dubitare che il papa e il martire fossero effettivamente la stessa persona.
Fonti antiche e tradizione agiografica
Un antico itinerario del settimo secolo, incluso da Guglielmo di Malmesbury nella sua opera Gesta Regum Anglorum, colloca la sepoltura del santo papa Alessandro insieme a Evenzio e Teodolo sempre al settimo miglio fuori Porta Nomentana. Tale menzione deriva direttamente dalla passio del santo, da cui risulta dipendente anche la redazione del Liber Pontificalis. A differenza di quest'ultimo testo, la passio definisce entrambi i compagni Evenzio e Teodolo come presbiteri. Secondo questo racconto devozionale, le salme dei tre martiri furono inumate da Severina, consorte del comes Aureliano che li aveva condannati a morte. Severina collocò i corpi nel suo fondo al settimo miglio della via Nomentana, ponendo Evenzio e Alessandro in un unico monumento e Teodolo in un luogo separato. Questa composizione agiografica è tuttavia priva di valore storico documentale e, secondo lo storico Louis Duchesne, fu redatta in un periodo non anteriore al sesto secolo. All'interno della medesima passio vengono menzionati inoltre i martiri Ermete, il tribuno Quirino e sua figlia Balbina. Ciononostante, le informazioni sulla topografia e l'associazione dei tre martiri compaiono concordemente nel Liber Pontificalis, nel Martirologio geronimiano, nella passio e nell'itinerario malmesburiense.
Le indagini archeologiche
Nel mille ottocento cinquantacinque, gli scavi condotti al settimo miglio della via Nomentana hanno confermato le indicazioni delle antiche fonti attraverso la scoperta di un cimitero e di un complesso basilicale con due tombe venerate. Sulla prima tomba rinvenuta era collocato un altare recante un'iscrizione votiva firmata da Delicatus e dedicata dal vescovo Urso ad Alessandro e a un altro martire. Louis Duchesne ha identificato il vescovo Urso citato nell'epigrafe con l'omonimo vescovo di Nomentum ricordato in una lettera di papa Innocenzo primo risalente al periodo compreso tra gli anni quattrocentouno e quattrocentodiciassette, confermando che l'iscrizione risale ai primi anni del quinto secolo. Nell'epigrafe il nome di Alessandro è riportato per ultimo e senza la menzione di alcuna carica o dignità gerarchica, una formulazione che rafforza ulteriormente i dubbi critici sull'identità papale del martire. L'analisi archeologica del cimitero e dei suoi monumenti esclude peraltro una datazione risalente all'epoca dell'imperatore Traiano, trattandosi invece di un sito di sepoltura locale la cui origine non è antecedente alla seconda metà del terzo secolo. La data di morte tradizionalmente ipotizzata per il pontefice rimane comunque fissata al tre maggio degli anni centindici o centosedici.
Il cammino terreno
Nato a Roma, Sant' Alessandro primo assunse il governo della Chiesa in un momento cruciale del secondo secolo. Il suo pontificato, che abbracciò il decennio tra l'anno centocinque e l'anno centoquindici, si svolse nel solco della continuità apostolica, in un contesto di sobria resistenza e di annuncio fedele della dottrina del Signore. Egli guidò il popolo di Dio con la sapienza propria di chi è chiamato a confermare i fratelli nella fede, mantenendo viva la luce del Vangelo tra le difficoltà del tempo. La sua esistenza si concluse con la suprema testimonianza del martirio, offerto insieme ai fedeli compagni Eventio e Teodulo. Il suo corpo fu deposto al settimo miglio della via Nomentana, luogo che divenne nel tempo meta di devozione per i pellegrini che desideravano onorare la memoria di questo coraggioso successore di San Pietro. La terra stessa, che accolse le sue spoglie mortali, ha conservato il ricordo di questo evento, permettendo alle generazioni successive di riscoprire le radici di una testimonianza che non conosce oblio.
Memoria e riscoperta
Il culto verso Sant' Alessandro primo si è tramandato attraverso i secoli con una devozione che supera i confini del tempo. La memoria liturgica, fissata al giorno tre del mese di maggio, invita i fedeli a fare memoria della sua fedeltà al ministero petrino e del suo sacrificio. Una tappa fondamentale nella riscoperta del suo legame con il territorio romano avvenne nell'anno milleottocentocinquantacinque, quando le indagini archeologiche portarono alla luce i resti di una basilica e di antiche tombe situate proprio al settimo miglio della via Nomentana. Tale ritrovamento ha offerto una prova concreta e toccante del luogo dove il martire riposava, permettendo di ancorare la tradizione orale a una realtà storica verificabile. Questa scoperta ha rinnovato l'interesse per la figura del Papa martire, richiamando l'attenzione sulla sacralità di quei luoghi che hanno custodito, nel silenzio dei secoli, il ricordo di colui che ha dato la vita per Cristo, confermando la vitalità del culto dei santi nella Chiesa di Roma.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant' Alessandro I?
Sant' Alessandro I si festeggia il tre maggio.