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10 maggio

Sant' Amalario Fortunato di Treviri

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

La vita e i viaggi

Amalario nacque nei dintorni di Metz nel 775 e compì la sua formazione come scolaro di Alcuino ad Aquisgrana o a Tours. Egli non fu mai monaco. Dopo l'anno ottocento fu eletto abate commendatario di Hornbach. Tra l'ottocentoquattro e l'ottocentotredici fu corepiscopo di Treviri con giurisdizione anche fuori città. Nell'ottocentoundici consacrò la prima chiesa di Amburgo. Nell'ottocentotredici fu legato di Carlo Magno a Costantinopoli. Al ritorno dall'Oriente si ritirò a Nonantola. Partecipò ai concili di Aquisgrana nell'ottocentosedici e di Parigi nell'ottocentoventicinque. Resse la diocesi di Lione tra l'ottocentotrentacinque e l'ottocentotrentotto in assenza dell'arcivescovo Agobardo. Tentò di introdurre la sua riforma liturgica a Lione ma fu osteggiato aspramente dal diacono Floro. Fu condannato dal concilio di Kiersy nel settembre dell'ottocentotrentotto. La condanna di Kiersy si basò su una sua espressione triforme est corpus Christi interpretata in modo tendenzioso. Si hanno notizie di suoi viaggi a Roma sotto i pontificati di Leone quarto e Gregorio quarto. Morì in fama di santità e di miracoli a Metz tra l'ottocentocinquanta e l'ottocentocinquantatré, precisamente il ventinove aprile. Fu sepolto nella chiesa di San Arnolfo accanto al suo protettore Ludovico il Pio.

Le opere e l'identità

Amalario è da identificare con Fortunato arcivescovo di Treviri. A Treviri, nella chiesa di San Paolino, si credette di possedere le ossa di Fortunato. Il nome Fortunatus è probabilmente l'equivalente dello pseudonimo letterario Symphosius aggiunto da Amalario al proprio nome. Vi fu una lunga e spinosa controversia sull'esistenza di due distinti Amalario, uno arcivescovo di Treviri e l'altro corepiscopo di Metz. La questione dell'identificazione dei due Amalario fu sollevata da Sirmond e risolta da Morin. Le obiezioni superstiti sull'identificazione furono definitivamente confutate dalle ricerche di Hanssens. Gli scritti teologici di Amalario sono perduti. Il nome di Amalario è legato soprattutto alle opere di liturgia frutto di laboriose ricerche a Roma, Corbie e altrove. Le sue opere liturgiche esercitarono un influsso incontrastato sull'interpretazione allegorica e simbolica dei testi e riti liturgici per tutto il Medioevo. Compose il Liber officialis, noto anche come De officiis ecclesiasticis, un'enciclopedia in quattro libri dedicata a Ludovico il Pio e pubblicata tra l'ottocentoventi e l'ottocentotrentadue. Compose il De ordine antiphonarii dopo l'ottocentoquarantaquattro per giustificare i criteri seguiti in un grande Antifonario perduto. L'Antifonario perduto si basava sulla collazione di tradizioni diverse come la romana e la metense. Chiarì il complesso valore mistico e misterico della Messa in varie Expositiones. Scrisse una decina di lettere e un poemetto esametrico intitolato Versus marini sulla sua ambasceria in Oriente. La nota Regula Canonicorum et Sanctimonialium non è opera sua.

Il culto e la memoria

Si ha notizia di una venerazione prestata a Metz alle sue reliquie. Le sue reliquie furono traslate nel milletrecentocinquantadue nella nuova basilica e collocate presso l'altare maggiore. Non vi sono tracce di un culto ufficiale per Amalario. Egli appare nel Martyrologium Hieronymianum alla data del ventinove aprile con la dicitura obiit Amalarius episcopus. Nei calendari di Treviri è ricordato come Fortunato il dieci giugno. I martirologi benedettini recano notizie confuse su di lui, facendolo talora apparire come monaco di Luxeuil e cardinale. Nei martirologi benedettini la sua memoria cade il dieci maggio. Un'effigie di Amalario si trova nel Kalendarium Annatæ Benedictinum di Ranbeck pubblicato ad Augusta nel milleseicentosettantasette alla data del dieci maggio. Varie raffigurazioni barocche derivano dal Lignum Vitae di Wion che lo definisce beatus Hamularius Fortunatus, primus Officii mortuorum compositor.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Amalario Fortunato di Treviri?

La memoria liturgica varia a seconda delle tradizioni e si celebra il ventinove aprile, il dieci giugno oppure il dieci maggio.