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8 maggio

Sant' Amato Ronconi

Terziario francescano

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la scelta eremitica

Il beato Amato Ronconi nacque in seno a una ricca famiglia della comunità di Saludecio. Rimasto orfano di entrambi i genitori, il giovane fu affidato alle cure del fratello maggiore Girolamo. La situazione familiare mutò profondamente quando la cognata iniziò a provare odio nei confronti di Amato perché egli rifiutò fermamente un matrimonio che lei gli aveva predisposto. Di fronte a tali crescenti tensioni domestiche, Amato decise di abbandonare la famiglia per seguire una chiamata interiore più alta. Giunto presso il Monte Orciale, Amato si mise a costruire un ospizio dedicato alla Natività di Maria Vergine per dare un letto sicuro ai poveri e ai pellegrini che percorrevano quelle strade. Per sostenere economicamente l'opera caritativa, Amato donò di nascosto il ricavato delle sue terre e il guadagno del suo lavoro come garzone presso altri agricoltori. La sua vita fu caratterizzata da una rigorosa penitenza, praticando la flagellazione quotidiana e nutrendosi unicamente di pochi legumi. Questa condotta severa e il generoso sperperare delle proprietà a favore dei bisognosi fecero sì che Amato fosse considerato un pazzo dai suoi concittadini e in particolare dalla cognata infuriata per lo sciupaggio del patrimonio familiare. La donna arrivò persino ad accusare ingiustamente Amato di incesto alle Autorità, aprendo una stagione di dolorose incomprensioni e di solitudine che egli affrontò con mitezza.

Il testamento e i documenti storici

Il testamento di Amato porta la data del dieci gennaio 1292 ed è l'unico documento d'archivio che attesta con certezza in quale secolo visse Amato Ronconi. Ulteriori particolari sulla vita di Amato si apprendono proprio da questo prezioso documento, pubblicato nel millesimato ottocento sessantadue nel volume intitolato Rimini nel secolo XIII. Nel testamento Amato si definisce onesto e religioso uomo, fratello del Terz'Ordine del beato Francesco, nonché proprietario e fondatore dell'Ospedale di Santa Maria di Monte Orciale presso il castello di Saludecio. Nel medesimo atto ufficiale, Amato fa solenne cessione dell'ospedale e di tutte le sue proprietà ai Benedettini di San Giuliano e di San Gregorio in Conca di Rimini, assicurando così un futuro stabile alla sua opera di carità. Amato chiese inoltre espressamente di essere sepolto nella cappella dello stesso ospedale da lui fondato. Amato morì negli ultimi anni del secolo tredicesimo, attorno al mille trecento. Intorno al mille trecento Amato era già venerato dal popolo con il titolo di beato. Pochi anni dopo la sua scomparsa, il ventisei maggio mille trecento quattro, il legato pontificio cardinale Francesco di Sant'Eusebio confermò ufficialmente la donazione dell'ospedale scrivendo al monaco Salvo, priore dell'ospedale del beato Amato. Nello stesso documento, il legato pontificio concesse una speciale indulgenza a chiunque avesse visitato con devozione il sepolcro del beato.

La tradizione letteraria e le memorie

Nel mille cinquecento diciotto l'umanista Sebastiano Serico decise di scrivere una biografia intitolata Vita di Amato, basandosi sulle tradizioni orali tramandate gelosamente nella sua famiglia in mancanza di una documentazione scritta più antica. Secondo la Vita composta da Serico, Dio dimostrò l'innocenza e la santità di Amato con vari miracoli operati durante la sua esistenza e dopo la sua morte, riscattandolo dalle calunnie subite. La memoria del beato rimase viva anche attraverso le prove materiali e le traversie del tempo. Nel maggio millesimato trecento trenta un incendio improvviso danneggiò gravemente la cappella dell'ospedale dove riposava il corpo di Amato. Per proteggere e mettere in salvo le sacre spoglie, le reliquie di Amato furono traslate nella Pieve di San Biagio a titolo di deposito, ricevendo l'autorizzazione formale concessa dall'abate Pietro ai massari del Castello. Questi eventi travagliati non fecero che consolidare la devozione della comunità di Saludecio verso il suo benefattore, il cui spirito di accoglienza continua a vivere nel santuario a lui intitolato e nella memoria liturgica che la Chiesa celebra ogni anno con gratitudine.

Domande frequenti

Quando si festeggia sant' Amato Ronconi?

La festa liturgica del beato Amato Ronconi si celebra l'otto maggio, come stabilito dal Martyrologium Romanum.

Di cosa è patrono sant' Amato Ronconi?

I testi storici e i dati biografici non menzionano specifici patronati ufficiali per il beato Amato Ronconi.

A Saludecio, oggi in Romagna, beato Amato Ronconi, insigne per lo spirito di ospitalità e l’assistenza ai pellegrini. — Martirologio Romano