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22 maggio

Sant' Attone (Atto) di Pistoia

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e gli anni a Vallombrosa

La data e il luogo di nascita, la famiglia e le vicende della fanciullezza di Attone rimangono controverse, sebbene egli nacque certamente tra il 1070 e il 1080. Autori recenti lo ritengono di origine toscana, precisamente della Val di Pesa, di Pescia o di Passignano, mentre dopo il secolo sedicesimo prevalse la tesi, sostenuta dal Flórez, che Attone fosse nativo di Badajoz, città dell'Estremadura. Intorno al 1100 Attone si trovava nell'abbazia di Vallombrosa, dove coltivò la propria vocazione e si immerse nello spirito della regola monastica. Verso il 1120 Attone successe nella dignità di abate generale ad Almario, assumendo la guida spirituale e materiale della grande famiglia monastica. Il periodo di abaziato di Attone fu un'epoca di feconda prosperità per l'abbazia di Vallombrosa, durante la quale il governo saggio e provvidenziale dell'abate seppe consolidare la comunità. Attone difese con vigore i privilegi e le prerogative dell'abbazia di Vallombrosa, tutelandone il patrimonio spirituale e giuridico contro ogni interferenza esterna. Durante il governo abbaziale di Attone fu fondato il monastero di San Donato in Borgo a Siena, ampliando così la presenza e la testimonianza dell'Ordine nella regione. Inoltre, durante il suo governo fu fondata una nuova comunità monastica nella diocesi di Cremona, a Torre Trentina, presso una chiesa dedicata a san Vigilio. Attone era particolarmente versato nelle Sacre Scritture e si dedicò con costanza agli studi biblici, redigendo un Commentario o Libro sulle Epistole che oggi risulta purtroppo perduto. La sua penna feconda si espresse anche nella agiografia, giungendo a scrivere la biografia di san Barnaba, la biografia di san Giovanni Gualberto e la biografia del beato Bernardo degli Uberti, vescovo di Parma morto il quattro dicembre 1133.

Il ministero episcopale a Pistoia

Attone fu nominato vescovo di Pistoia con bolla di Innocenzo II in data ventuno dicembre 1134, accogliendo il nuovo incarico con spirito di servizio. Da vescovo, Attone continuò ad osservare fedelmente le regole dell'Ordine vallombrosano, mantenendo uno stile di vita sobrio e penitenziale. Attone curava gli interessi del suo Ordine partecipando ai capitoli e ricoprendo il ruolo di visitatore nei monasteri, vigilando sulla loro osservanza regolare. Attone godeva di grande stima presso la Sede Apostolica, la quale si servì frequentemente di Attone come arbitro in vertenze difficili. Durante il pontificato di Onorio II, Attone aveva impetrato il perdono ai fiorentini dopo la demolizione della rocca di Fiesole, adoperandosi per la riconciliazione cittadina. In nome di papa Celestino II, Attone s'interpose nella controversia tra l'arcivescovo di Pisa e il vescovo di Lucca circa la giurisdizione sul castello di Valda. Sempre in nome di papa Celestino II, Attone intervenne nei dissensi tra i canonici pisani e l'abate del Monastero di San Lussorio per il possesso della selva detta Tumulo o Tombolo. Attone esercitò con sommo zelo il suo ufficio episcopale sovvenzionando tre ospedali, dimostrando una particolare attenzione verso i sofferenti. In particolare, Attone costruì e dotò un ospedale in onore di san Giacomo a Pistoia, rispondendo ai bisogni dei pellegrini e dei poveri. Il culto verso l'apostolo Giacomo era già vivo in Pistoia e s'accrebbe grandemente grazie al dono di una reliquia della testa dell'apostolo. La reliquia fu donata dall'arcivescovo Diego Gemirez e dal suo capitolo compostellano al vescovo e alla cattedrale pistoiese. La reliquia fu portata tramite Ranieri, diacono della chiesa pistoiese di San Zenone, il quale dirigeva come magister scholasticus lo studio della canonica di San Iacopo in Galizia. Attone fu severo assertore dei diritti della Chiesa e insieme incline a pacifiche soluzioni, unendo la fermezza dottrinale alla mansuetudine evangelica. Attone fu pio e caritatevole, avendo donato tutto ai poveri in un estremo atto di spogliazione cristiana.

Il transito e il culto nel tempo

Un antichissimo obituario della cattedrale di Pistoia fissa la data della morte di Attone al ventuno giugno 1153. Secondo altre fonti, la data della morte sarebbe il ventidue maggio del 1143 o del 1155. I rilievi eseguiti sulla salma incorrotta nella ricognizione del 1953 autorizzano a ritenere che Attone sia morto tra i settantacinque e gli ottanta anni di età. Il corpo di Attone fu originariamente sepolto a Santa Maria in Corte, odierno San Giovanni Rotondo. Durante la ricognizione del 1337 il corpo di Attone fu trovato intatto, destando la meraviglia e la devozione dei presenti. Il corpo fu traslato nella cattedrale di Pistoia sopra un altare marmoreo opera di Leonardo Marcacci, dove tuttora riceve la venerazione dei fedeli. Una reliquia di Attone fu generosamente donata all'abbazia di Vallombrosa, unendo simbolicamente il monastero di origine con la chiesa cattedrale. Attone fu venerato come santo nella diocesi pistoiese e nell'Ordine vallombrosano fin dai tempi immediatamente successivi alla sua morte. Il culto di Attone fu solennemente autorizzato da Clemente VIII con bolla del ventiquattro gennaio 1605. La festa di Attone ricorre il ventidue maggio, mentre nella diocesi di Pistoia viene celebrata il ventuno giugno. Nel martirologio, a Pistoia, sant'Attone è ricordato come vescovo, abate nell'Ordine di Vallombrosa e poi guida della Chiesa di Pistoia, modello luminoso di virtù cristiana e di fedeltà al Vangelo.

Domande frequenti

Quando si festeggia sant'Attone?

La festa di sant'Attone ricorre il ventidue maggio, mentre nella diocesi di Pistoia viene celebrata solennemente il ventuno giugno.

Di cosa è patrono sant'Attone?

Sant'Attone è patrono della città e diocesi di Pistoia e dell'Ordine vallombrosano.

A Pistoia, sant’Attone, vescovo, che, abate nell’Ordine di Vallombrosa, fu poi posto alla guida della Chiesa di Pistoia. — Martirologio Romano