Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

14 febbraio

Sant' Eleucadio di Ravenna

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e il ministero episcopale

La figura di sant'Eleucadio emerge con chiarezza nella lista episcopale di Ravenna tramandata dallo storico Agnello, la quale attesta che egli fu il secondo successore di sant'Apollinare alla guida della Chiesa ravennate. L'episcopato di Eleucadio si svolse probabilmente verso la metà del secondo secolo, in un'epoca di faticoso radicamento della fede cristiana. Le fonti storiche indicano che i dati sicuri su Eleucadio sono limitati alla sua successione, alla sede episcopale e all'area cimiteriale, mentre le fonti letterarie successive offrono notizie di valore differente. Nel sesto secolo, la passio di sant'Apollinare descrive Eleucadio come un filosofo e afferma che egli fu ordinato diacono dallo stesso protovescovo ravennate. Successivamente, nel nono secolo, Agnello aggiunse che Eleucadio era di origine orientale e che morì il quattordicesimo giorno di febbraio. Lo stesso Agnello riferì che Eleucadio scrisse molte opere dedicate all'Antico e al Nuovo Testamento e ai misteri dell'Incarnazione e della Morte di Nostro Signore. Nell'undicesimo secolo, san Pier Damiani lamentava la perdita di queste opere attribuite al santo, ma attestava al tempo stesso una vasta ed illuminata attività pastorale svolta da Eleucadio durante il suo ministero. È opportuno ricordare che sant'Eleucadio non morì martire, ma concluse la sua esistenza terrena nella pace della confessione della fede.

Il culto, le reliquie e le memorie storiche

Attorno al sepolcro di Eleucadio, situato in Classe, si sviluppò fin dalle origini una piccola area cimiteriale che prese il nome da lui e nella quale sorse una chiesa a lui dedicata, oggi purtroppo scomparsa. L'unica reliquia rimasta di quell'antico edificio sacro è il magnifico ciborio con iscrizione datata tra l'otto cento sette e l'otto cento dieci, il quale si trova dal quattordici trentatré in fondo alla navata nord della basilica di sant'Apollinare in Classe. Nel corso dei secoli, le testimonianze medievali provarono quanto vivo fosse il culto di sant'Eleucadio in quell'epoca. Un contributo fondamentale alla sua celebrazione fu offerto da san Pier Damiani, il quale dedicò a Eleucadio il suo sesto sermone, riservato tra i vescovi ravennati solamente ad Apollinare, Severo ed Eleucadio. Tale sesto sermone costituisce un'insigne testimonianza della celebrazione liturgica fissata al quattordicesimo giorno di febbraio, nella quale san Pier Damiani determinò i criteri di autenticità del culto basati sull'esistenza di una chiesa e di una celebrazione annuale. La complessa vicenda delle reliquie vide inoltre l'intervento dell'arcivescovo Massimiano, il quale interpretò erroneamente alcune note del Geronimiano alle date del ventisette settembre, undici febbraio e tredici dicembre come tre distinti vescovi ravennati, identificati in Probo, Calogero ed Eleucadio. Il testo autentico del Geronimiano riguardante Eleucadio è in realtà alla data del tredici dicembre e menziona la memoria dei santi martiri e confessori. L'arcivescovo Massimiano trasportò i corpi di Probo, Calogero ed Eleucadio dai rispettivi cimiteri alla cattedrale di Classe, l'antichissima basilica probiana, e fece rappresentare le loro immagini nei mosaici della facciata. Successivamente, nel novecentosessanta tre o poco dopo, i tre corpi furono ritrovati dall'arcivescovo Pietro IV sotto l'altar maggiore della basilica probiana. Nel settantacinque uno, il re Astolfo prese l'arca con le reliquie di sant'Eleucadio dalla chiesa omonima sorta sull'area cimiteriale classense, compiendo tale traslazione come trofeo della vittoriosa guerra contro i Bizantini. Astolfo trasportò le reliquie di Eleucadio nella chiesa di san Michele Maggiore a Pavia, sebbene una successiva iscrizione del quindici settantatré a Pavia attribuisca la traslazione delle reliquie per opera di Costantino. Infine, l'elogio di sant'Eleucadio appare stabilmente nel Martirologio Romano alla data tradizionale del quattordicesimo giorno di febbraio, registrandolo ufficialmente come venerabile vescovo a Ravenna.

Domande frequenti

Quando si festeggia sant'Eleucadio?

Sant'Eleucadio si festeggia il quattordicesimo giorno di febbraio, data tradizionale in cui la sua memoria è inserita nel Martirologio Romano.

A Ravenna, sant’Eleucadio, vescovo. — Martirologio Romano