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17 agosto

Sant' Elia di Enna

Monaco

Aggiornato il 15 settembre 2026

Dalle origini siciliane alla schiavitù

La vita di Sant' Elia ebbe inizio nella città di Enna, dove nacque intorno all'ottocentoventitré o all'ottocentoventinove con il nome di Giovanni. Tale nome fu successivamente cambiato quando decise di consacrarsi al Signore come monaco. La sua giovinezza fu irrimediabilmente segnata dall'espansione dei Saraceni, che cinsero d'assedio la sua città natale costringendolo ad abbandonarla. Enna fu infine conquistata dai Saraceni nell'ottocentocinquantanove. Durante questi tragici eventi, Elia cadde nelle mani degli invasori e fu venduto come schiavo in Africa. Una volta riconquistata la libertà, non esitò a mettersi a predicare il Vangelo esponendosi al pubblico ludibrio e al rischio della propria vita, manifestando fin da allora quello spirito indomito che avrebbe caratterizzato tutta la sua esistenza.

Il lungo pellegrinaggio tra Oriente e Occidente

Costretto a fuggire a causa della coraggiosa predicazione, Sant' Elia trovò rifugio in Palestina, dove ricevette l'abito monastico direttamente dalle mani del patriarca di Gerusalemme. La sua sete di Dio lo condusse a trascorrere tre anni di profondo raccoglimento in un monastero del monte Sinai. Dal Sinai il suo cammino proseguì incessantemente toccando Alessandria d'Egitto, la Persia, Antiochia e nuovamente l'Africa. Nel frattempo, Siracusa cadde in mano degli arabi nell'ottocentosettantotto, e in seguito a tale drammatico evento Elia fece ritorno in Sicilia. Si recò dapprima a Palermo per rivedere la vecchia madre e da lì passò a Taormina. In questa località si associò il monaco Daniele, che divenne il fedele compagno delle sue peregrinazioni emulandone fedelmente le virtù ascetiche.

Le fondazioni monastiche in Calabria e la morte

Attraversato lo Stretto di Messina, Sant' Elia si recò in Calabria, dove verso l'ottocentoottanta fondò il monastero di Saline nei pressi di Reggio Calabria, struttura che in seguito avrebbe assunto il suo nome. Minacciato dalle continue incursioni saracene, fu costretto ad allontanarsi, rifugiandosi prima a Patrasso in Grecia e poi a Santa Cristina nell'Aspromonte. Dopo aver compiuto un pellegrinaggio a Roma, al ritorno fondò il monastero di Aulinas tra il novecento e il novecentouno, edificato sul monte che avrebbe preso il suo nome presso Palmi. La fama della sua straordinaria attività, della sua predicazione e dei numerosi miracoli operati giunse infine fino in Oriente. L'imperatore Leone VI il Filosofo, vissuto tra l'ottantasei e il novecentoundici, lo invitò formalmente a Costantinopoli. L'ormai anziano Elia si mise nuovamente in viaggio, ma non riuscì a giungere a destinazione poiché, arrivato a Tessalonica, l'antica Salonicco nella Macedonia, si ammalò gravemente. Morì a Tessalonica il diciassette agosto del novecentotrè o del novecentoquattro.

Il culto e la memoria delle reliquie

Dopo la morte, il corpo del santo fu amorevolmente trasportato dal fedele monaco Daniele ad Aulinas presso Palmi, dove fu tumulato nella chiesa del monastero secondo le ultime volontà del defunto. A distanza di due secoli, al nome del monastero fu aggiunto quello di san Filerete, altro insigne monaco siculo-greco. La tradizione riferisce che il santo godette di un culto pubblico ininterrotto fino alla fine del secolo diciottesimo, epoca in cui il culto subì un'interruzione a seguito dell'abbattimento dell'edificio monastico. La memoria liturgica e la devozione rimasero tuttavia vive: oggi le sue reliquie si venerano a Galatro, in provincia di Reggio Calabria, dove esisteva un monastero greco a lui intitolato, e sono parimenti venerate a Seminara. Il suo nome resta indissolubilmente legato al Monte Sant'Elia, che costituisce oggi una meta turistica molto frequentata e sulla quale sorge un apposito oratorio in suo onore.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant' Elia di Enna?

La memoria liturgica di Sant' Elia di Enna si celebra il diciassette agosto, giorno che ricorda il suo transito avvenuto a Tessalonica.

A Salonicco in Macedonia, nell’odierna Grecia, transito di sant’Elia il Giovane, monaco secondo l’insegnamento dei Padri orientali, che, dopo aver molto patito per la fede da parte dei Saraceni, condusse con grande forza d’animo in Calabria e in Sicilia una severa vita di austerità e di preghiera. — Martirologio Romano