25 agosto
Sant' Eusebio di Roma
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il martirio e la testimonianza
La passio dei santi Eusebio, Ponziano, Vincenzo e Pellegrino ci è pervenuta in varie redazioni e descrive gli eventi accaduti a Roma al tempo dell'imperatore Commodo, tra il 180 e il 192. Per seguire fedelmente i consigli evangelici, i santi scelsero di distribuire tutti i loro averi ai poveri. Quando l'imperatore ordinò un pubblico atto di culto in onore di Giove ed Ercole, essi rifiutarono il culto imperiale e intensificarono la propaganda cristiana. Per loro opera si convertì al Cristianesimo il senatore Giulio, il quale distribuì a sua volta le proprie ricchezze ai poveri. Il giudice Vitellio condannò il senatore Giulio ad essere ucciso a vergate, ma Eusebio e i suoi compagni seppellirono con onore il corpo del martire. Subito dopo, Vitellio fece arrestare Eusebio e i suoi compagni, sottoponendoli ai supplizi del cavalletto, dello stiramento dei piedi, della bastonatura e del fuoco ai fianchi. Un angelo scese a medicare le orrende ferite dei santi, e il carnefice Antonio o Antonino, avendo visto il prodigio, si convertì e suggellò col sangue la sua fede. Ad Eusebio fu strappata la lingua dalle radici, ma egli continuò a parlare nonostante la mutilazione. I santi furono rimessi in carcere, dove continuarono la predicazione e i compimento di miracoli. Il sacerdote pagano Lupolo si convertì, e il carceriere seguì immediatamente il suo esempio. Ricevuti gli ordini dall'imperatore, il giudice Vitellio comandò che i santi fossero uccisi dai colpi di una sferza munita di pallottole di piombo. Il martirio avvenne il 25 agosto dell'anno 192. Il prete Rufino raccolse i corpi dei martiri e li seppellì in una cripta tra la via Aurelia e la via Trionfale, al sesto miglio da Roma, come ribadisce lo stesso Martirologio.
Il dibattito storico e la diffusione del culto
Il valore storico del racconto della passio è stato oggetto di ampie discussioni tra gli studiosi. Il Tillemont mise in dubbio l'attendibilità del racconto, mentre il bollandista Stilting ne difese la validità negli Acta Sanctorum Augusti. Più recentemente, i Bollandisti hanno giudicato fittizia la passio nel Commento al Martirologio Romano, pur accettando la data e il luogo di deposizione indicati nel racconto tradizionale. Adone introdusse i nomi dei santi nel suo Martirologio riassumendo la passio, e aggiunse nella seconda edizione la notizia della traslazione delle reliquie. L'elogio di Adone fu compendiato da Usuardo e passò infine nel Martirologio Romano alla data del 25 agosto. Una lapide della basilica di San Lorenzo in Lucina ricorda la consacrazione della basilica da parte del papa Celestino III il 26 maggio 1196, e nell'altare maggiore furono poste le reliquie di Ponziano, Eusebio, Vincenzo e Pellegrino. Nell'865 le reliquie di Eusebio e Ponziano furono portate a Vézelay e a Pothières per concessione di papa Nicola, all'interno di monasteri votati al culto dell'apostolo Pietro, ove erano altamente venerate, come attesta un'ampia relazione della traslazione. Anche la città di Lucca possiede nella chiesa monasteriale di San Ponziano il corpo del martire romano, che vi sarebbe stato portato nel secolo X, probabilmente trattandosi solo di reliquie, e celebra la festa di San Ponziano il 25 agosto.
La vita e il martirio
La vicenda terrena di Sant'Eusebio si inserisce nel contesto difficile del secondo secolo, un'epoca segnata da prove dure per la comunità cristiana. Il santo si distinse per la sua ferma opposizione alle pratiche idolatriche, rifiutando con decisione di compiere atti di culto verso Giove ed Ercole. Tale testimonianza, resa con coraggio e senza tentennamenti, provocò l'immediata reazione delle autorità imperiali. Per ordine del giudice Vitellio, Eusebio fu arrestato e sottoposto a crudeli torture, nel tentativo vano di piegare la sua volontà e indurlo all'apostasia.
Nonostante le sofferenze inflitte, egli rimase saldo nel suo proposito di fedeltà a Dio. Il martirio si compì il venticinque agosto dell'anno centonovantadue, quando la vita del santo fu spezzata dalla flagellazione. Il suo corpo, testimone silenzioso di una dedizione suprema, fu composto per la sepoltura presso il sesto miglio, nell'area compresa tra la via Aurelia e la via Trionfale. Questo luogo divenne per lungo tempo meta di devozione, custode della memoria di un uomo che aveva saputo tradurre il Vangelo in una testimonianza tangibile e definitiva.
Il culto e la memoria
Il culto di Sant'Eusebio ha varcato i confini della città di Roma, radicandosi profondamente nella memoria liturgica della Chiesa. Un momento cruciale per la diffusione della sua venerazione avvenne nell'anno ottocentocinquantacinque, quando si procedette alla traslazione delle sue preziose reliquie. Questo evento segnò un passaggio importante, permettendo al ricordo del martire di giungere fino a Vézelay e Pothières, dove la devozione dei fedeli ha continuato ad alimentarsi nel corso dei secoli.
Anche la città di Lucca rimane legata al nome di questo martire, a testimonianza di come il sacrificio di un singolo possa diventare patrimonio spirituale di molteplici comunità cristiane. La memoria liturgica, fissata stabilmente al venticinque agosto dal Martirologio Romano, invita ancora oggi i fedeli a riflettere sulla preziosità della testimonianza cristiana. Attraverso le vicende delle sue spoglie, la Chiesa ricorda che il martire non appartiene soltanto al passato, ma continua a parlare al presente, esortando ogni credente a mantenere intatta la propria professione di fede, con lo stesso spirito di dedizione e di umile fortezza che distinse Sant'Eusebio nel cuore dell'antica Roma.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant'Eusebio di Roma?
La memoria liturgica di Sant'Eusebio di Roma si celebra il 25 agosto.
Dove furono sepolti Sant'Eusebio e i suoi compagni?
I corpi furono sepolti dal prete Rufino in una cripta tra la via Aurelia e la via Trionfale, al sesto miglio da Roma.
A Roma, al sesto miglio della via Aurelia, deposizione dei santi Eusebio, Ponziano, Vincenzo e Pellegrino, martiri. — Martirologio Romano