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22 giugno

Sant’ Eusebio di Samosata

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

La difesa della fede e l'elezione patriarcale

La data della nomina di Eusebio a vescovo di Samosata nella Siria Eufratese rimane ignota, così come non si hanno notizie storiche sul suo conto prima dell'elezione di Melezio al seggio patriarcale di Antiochia tra il 360 e il 361. Eusebio lavorò fermamente per favorire tale elezione. In quel periodo egli passava agli occhi di molti per ariano, sebbene fosse ortodosso nel cuore. L'imperatore Costanzo fece richiedere a Eusebio il processo verbale di quell'elezione che gli era stato rimesso, ma il vescovo rifiutate di consegnarlo per mostrare la sua totale adesione al nuovo patriarca. Secondo quanto riportato dal Martirologio, al tempo dell'imperatore ariano Costanzo, vestendosi da soldato, egli visitava in incognito le Chiese di Dio per rinsaldarle nella fede cattolica.

Le relazioni spirituali e l'esilio

Nel 370, Sant'Eusebio sostenne san Basilio e riuscì a farlo nominare vescovo di Cesarea. Egli intrattenne una stretta relazione con san Basilio per la loro azione comune in favore della fede di Nicea, e di questo legame restano ventidue lettere indirizzate a Eusebio. Il vescovo fu in relazione anche con san Gregorio di Nazianzo, che gli scrisse cinque lettere, due delle quali sono state pubblicate da Bedjan nella loro versione siriaca. La sua intransigente lotta contro l'arianesimo lo fece esiliare in Tracia dall'imperatore Valente nel 374, subendo così la reclusione per la sua fedeltà al dogma cattolico.

Il ritorno, il ministero e il martirio

Alla morte dell'imperatore persecutore nel 378, Eusebio rientrò nella sua città episcopale, la quale gli era rimasta fedele malgrado l'intrusione di Eunomio. Fu richiamato dall'esilio al tempo dell'imperatore Teodosio, ritornata la pace per la Chiesa. Eusebio percorse instancabilmente la Siria del Nord per combattere l'eresia e fare nominare dei vescovi ortodossi. Quando arrivò a Doliché, una donna ariana gli gettò un mattone sulla testa. Infine, mentre era di nuovo in visita alle Chiese, morì martire colpito al capo da una tegola lanciatagli contro dall'alto da una donna ariana a Dülük in Siria, ora in Turchia. Egli spirò per la ferita riportata domandando la grazia per la sua assassina il 22 giugno 380. Di lui non si hanno scritti, ma una Vita siriaca di Eusebio è stata pubblicata da Bedjan da un manoscritto del British Museum.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Eusebio di Samosata?

Eusebio è festeggiato il 22 giugno dai Greci e dalla Chiesa di Antiochia, che lo ricorda anche il 22 haziràn con la menzione di martirizzato dagli Ariani, mentre il Martirologio Romano lo ricorda al 21 giugno.

Quali furono i suoi scritti principali?

Non si possiedono scritti autografi di Sant'Eusebio di Samosata; la sua opera pastorale e la sua testimonianza ci sono note attraverso le lettere ricevute da san Basilio e san Gregorio di Nazianzo e tramite le antiche fonti agiografiche.

A Dülük in Siria, ora in Turchia, sant’Eusebio, vescovo di Samosata, che, al tempo dell’imperatore ariano Costanzo, vestendosi da soldato, visitava in incognito le Chiese di Dio per rinsaldarle nella fede cattolica; successivamente, sotto l’impero di Valente, fu relegato in Tracia, ma, ritornata la pace per la Chiesa, fu richiamato dall’esilio al tempo dell’imperatore Teodosio; infine, mentre era di nuovo in visita alle Chiese, morì martire colpito al capo da una tegola lanciatagli contro dall’alto da una donna ariana. — Martirologio Romano