2 agosto
Sant' Habib
Figlio di Gamaliele il Vecchio
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e il cammino di fede
Sant' Habib nacque nel primo secolo e visse nel villaggio di Kefar-Gamla, situato a circa venti miglia a nord di Gerusalemme. Egli era il secondo figlio prediletto del sinedrista Gamaliele il Vecchio, celebre per essere stato l'antico maestro di san Paolo, il quale a quel tempo si chiamava Saulo. Proprio tra i banchi della scuola di Gamaliele, Habib fu compagno di studi di Saulo. Nel corso della sua esistenza terrena, Habib si convertì al cristianesimo insieme al padre e ricevette il santo battesimo direttamente per mano degli apostoli. Diversamente da lui, la madre e il fratello maggiore decisero di rimanere fedeli al giudaismo, lasciando la dimora familiare per andare a vivere da soli in una proprietà appartenente alla madre. Habib rimase così accanto al padre Gamaliele, ma la sua vita terrena fu breve poichè egli premorì al genitore all'età di appena vent'anni.
Il ritrovamento delle reliquie e il racconto di Luciano
La riscoperta della figura di Sant' Habib e delle sue spoglie mortali è affidata al racconto redatto dal sacerdote Luciano di Kefar-Gamla. Luciano ebbe in sogno l'apparizione di Gamaliele il Vecchio per tre volte, precisamente nelle date del 3, del 10 e del 17 dicembre dell'anno 415. Nei sogni, Gamaliele invitò il sacerdote ad adoperarsi per dare i dovuti onori ai resti del protomartire santo Stefano, il cui corpo, dopo il martirio, era stato gettato tra i rifiuti per ordine del sommo sacerdote ed in seguito raccolto dallo stesso Gamaliele per essere sepolto in un sepolcro nuovo nella sua proprietà di Kefar-Gamla. Contemporaneamente alle apparizioni a Luciano, Gamaliele rivelò in sogno anche al monaco Megezio il luogo preciso del sepolcro. Nelle medesime visioni, Gamaliele indicò la presenza nel sepolcro dei resti del proprio corpo, di quelli del figlio Habib e di quelli di Nicodemo, membro del Sinedrio convertito al cristianesimo che aveva lasciato la carica e si era rifugiato nella sua casa di campagna, dove era morto per essere poi sepolto vicino al santo protomartire. Gamaliele indicò il sepolcro del figlio Habib attraverso la visione di un cestello argenteo contenente fiori di zafferano che esalavano un soave profumo, chiaro simbolo del candore e della verginità del giovane. Avvertito del sogno, il vescovo Giovanni presenziò all'individuazione del sepolcro, dove fu sollevata una pietra tombale con incisi in greco quattro nomi ebraici e dove i corpi furono effettivamente ritrovati. Su invito di sant'Avito di Braga, il sacerdote Luciano scrisse il racconto delle rivelazioni e sant'Avito lo tradusse dal greco al latino. Il testo tradotto ebbe una larga diffusione senza alcuna contraddizione, facendo conoscere ovunque i nomi di Gamaliele, Nicodemo e Habib, noto anche come Abibo, Abibas o Abibabel. La devozione per santo Stefano si diffuse in tutta la Chiesa, le sue reliquie furono chieste dovunque e numerosissimi miracoli avvennero per la sua intercessione.
Il culto e la memoria liturgica
Dopo la stesura del racconto di Luciano, i tre santi furono ricordati ovunque nei Martirologi. La ricorrenza dell'invenzione delle reliquie di santo Stefano ebbe date diverse nei vari Martirologi, per lo più fissata al 2 agosto. Questa stessa data divenne in passato la ricorrenza legata alla memoria dei santi associati al protomartire. Al tempo delle crociate, le reliquie di Habib, Gamaliele e Nicodemo furono portate a Pisa, come attestano alcune iscrizioni giunte fino a noi, e furono esposte alla venerazione dei fedeli nella cattedrale della città toscana. Nel corso del tempo, la data del 2 agosto fu in seguito abolita nel 1961 e assegnata con menzione propria, stabilendo che i tre santi venissero ricordati a volte da soli e a volte accomunati fra loro nella preghiera della Chiesa.
La vita e il cammino
Sant' Habib apparteneva alla stirpe di Gamaliele il Vecchio, figura di spicco nel panorama spirituale e sociale della sua epoca. Originario di Kefar-Gamla, egli ebbe la grazia di incontrare gli apostoli, i testimoni oculari della vita e della risurrezione di Cristo. Attraverso il loro insegnamento, accolse il sacramento del battesimo, abbracciando la fede cristiana con la purezza di un giovane cuore. La sua permanenza in questo mondo fu segnata da una brevità che oggi ci appare come un richiamo alla precarietà della condizione umana: morì infatti giovanissimo, verso i vent'anni, precedendo il padre nel passaggio all'eternità. Questa circostanza, pur nel dolore della perdita, ha preservato la memoria di Habib come quella di un giovane che ha offerto la sua intera esistenza, pur breve, al servizio della verità evangelica. La sua figura si staglia nel primo secolo come un esempio di adesione totale e senza riserve, vissuta lontano dai clamori del mondo, in una fedeltà semplice e silenziosa che ha trovato il suo compimento nel mistero della morte prematura.
Il culto e la memoria
Dopo secoli di silenzio, la memoria di Sant' Habib è riemersa nel quattrocentoquindicesimo anno, quando le sue reliquie vennero ritrovate nel suo luogo d'origine, Kefar-Gamla. Questo evento segnò l'inizio di una venerazione che, nel tempo delle Crociate, giunse fino in Italia. Le spoglie del santo furono traslate a Pisa, città che da allora lo accoglie come proprio patrono e protettore. Il culto di Sant' Habib ha attraversato la storia, adattandosi ai mutamenti liturgici: dopo le riforme del millenovecento sessantuno, che hanno soppresso la festa dell'invenzione di San Stefano, la memoria di Habib ha continuato a essere celebrata come memoria propria. Ancora oggi, i fedeli guardano a questo giovane laico come a un intercessore che, pur nel silenzio dei secoli, continua a parlare alla comunità cristiana, ricordando a tutti che la santità non è misurata dalla durata degli anni, ma dall'intensità dell'amore con cui si risponde alla chiamata di Dio.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant' Habib?
La ricorrenza si celebra il 2 agosto, data in passato legata all'invenzione delle reliquie di santo Stefano e assegnata dal 1961 con menzione propria.
Quali altri nomi possiede Sant' Habib?
Sant' Habib è noto nei testi storici e nella tradizione anche con i nomi di Abibo, Abibas o Abibabel.