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22 agosto

Sant' Ildebrando di Bagnoregio

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il ministero episcopale

Sant'Ildebrando governò la chiesa di Bagnoregio approssimativamente dall'ottocentocinquantasei all'ottocentosettantatré. Egli subentrò a un episcopato turbolento dopo la rimozione di un predecessore indegno avvenuta verso la fine di settembre dell'ottocentocinquantacinque. Il nuovo pastore fu chiamato a portare serenità nella piccola diocesi laziale, segnata da tensioni e smarrimenti. Si ritiene che appartenesse al clero locale secondo l'usanza del tempo, conoscendo profondamente le necessità e le speranze della sua gente. Nel corso del suo servizio episcopale, manifestò in più occasioni zelo religioso e un tenace attaccamento alla Sede Apostolica. Vegliò costantemente per mantenere la concordia tra i fedeli e si adoperava con pazienza per ristabilire la pace in caso di litigi familiari, operando come autentico costruttore di fraternità all'interno della comunità.

La partecipazione ai concili

L'impegno di Sant'Ildebrando superò i confini della sua diocesi, estendendosi ai grandi eventi della Chiesa universale. L'arcivescovo Giovanni di Ravenna sfidava le disposizioni papali, commetteva abusi e si arrogava autorità sui vescovi dell'Emilia. Papa Nicolò il Primo convocò un sinodo di settanta vescovi nella basilica Lateranense il diciotto novembre dell'ottocentosessantuno per reprimere la situazione ravennate. Ildebrando partecipò al sinodo lateranense e si firmò negli atti ufficiali come Aldualdus Balneoregensis. Successivamente, Fozio occupò la sede patriarcale di Costantinopoli facendo deporre Ignazio contro la volontà del papa. L'imperatore Basilio inviò gli atti a papa Adriano Secondo, pontefice dal quattordici dicembre dell'ottocentosessantasette, affinché fossero condannati. Papa Adriano convocò un concilio a Roma in San Pietro nell'ottocentosessantotto con la partecipazione dei legati imperiali e di Ildebrando. Fozio fu condannato e i suoi atti vennero bruciati durante il concilio romano dell'ottocentosessantotto. In quel contesto solenne, il vescovo di Bagnoregio si sottoscrisse come Adoaldus episcopus sanctae Ecclesiae Balneoregensis, confermando la sua dedizione alla verità cattolica.

I prodigi e il culto

Sant'Ildebrando ebbe il dono dei miracoli sia in vita che dopo la morte, lasciando una chiara e duratura memoria nei fedeli. Morì il ventidue agosto dell'ottocentosettantatré, compiendo il suo pellegrinaggio terreno. La Legenda di Ildebrando racconta che una donna con dolori di parto si rivolse al santo appena defunto ed esposto in chiesa. Il bambino nacque morto e poco dopo morì anche la madre nel dolore generale. Il cadavere del neonato fu portato in chiesa e accostato al corpo del santo, e per sua intercessione il bambino morto tornò in vita. Una volta ricondotto a casa, per la grazia del Signore resuscitò miracolosamente anche la madre. In seguito a questi segni straordinari, Ildebrando fu proclamato compatrono della città tra la commozione e l'esultanza generale del popolo. Bagnoregio possiede l'intero corpo del santo rivestito di paramenti sacri. Nel milleottocentosessantatré il corpo fu deposto in una ricca urna venerata nell'antica chiesa cattedrale, mentre il capo di Ildebrando è conservato nel nuovo duomo di Rota.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Ildebrando di Bagnoregio?

La ricorrenza liturgica e la festa di Sant'Ildebrando si celebrano il ventidue agosto.

Di cosa è patrono Sant'Ildebrando?

Sant'Ildebrando è proclamato e venerato come compatrono della città di Bagnoregio.