6 febbraio
Sant' Ina (Im, Ine)
Re del Wessex
Aggiornato il 15 settembre 2026
L'ascesa al trono e le conquiste
La successione al trono del Wessex avvenne in seguito agli eventi legati a Caedwalla, il quale nel seicento ottantotto si recò a Roma e vi morì cristiano il venti aprile del seicento ottant十九. A Caedwalla successe un lontano parente di nome Ina, figlio di Cenred, il quale viveva ancora durante il regno di suo figlio. La famiglia di Ina vantava una forte impronta di santità, essendo egli fratello delle sante Cineburga e Cutburga. Sant' Ina dovette probabilmente la sua successione al proprio valore militare, dote indispensabile per mantenere la stabilità del regno in un'epoca di profonde contese. Una serie di vittorie permise a Ina di estendere il suo dominio verso est fino al Kent e all'Essex. Prima del seicento novantaquattro, anche la città di Londra fu soggetta a Ina, mentre a ovest il re riuscì ad annettersi i territori del Somerset occidentale e del Devon. Per consolidare questi confini, nel Somerset occidentale e nel Devon Ina insediò dei coloni e costruì villaggi fortificati, dimostrando una notevole capacità di organizzazione politica e territoriale. La sicurezza del regno fu difesa anche militarmente, quando Ina respinse un attacco dei Merci e, nel settecentoventicinque, riportò una netta vittoria sconfiggendo i Sassoni meridionali.
La legislazione e le opere ecclesiali
Il sovrano si interessò profondamente del benessere spirituale e temporale dei suoi sudditi, traducendo la sua visione cristiana in leggi concrete. Tra il seicento ottantotto e il seicento novantaquattro, Ina pubblicò un codice di leggi, il più ricco e antico giunto fino a noi, edito integralmente in English Historical Documents. Il prologo del codice menziona che Ina è re dei Sassoni Occidentali per grazia di Dio, e attesta che il testo fu stilato citando il parere e le istruzioni del padre Cenred, del vescovo Haedde di Winchester e di Eorcenwold di Londra. Inoltre, il documento fu stabilito con il parere di tutti gli anziani, dei consiglieri capi del popolo e di una grande assemblea di servi di Dio, allo scopo preciso di garantire la salvezza delle anime e la sicurezza del regno. Le leggi di Ina riguardano ampiamente le pene e i compensi per danni e offese, ma contengono anche importanti decreti di carattere ecclesiastico, tra cui l'obbligo che il battesimo deve essere amministrato entro trenta giorni dalla nascita e la disposizione che la domenica si deve osservare il riposo. Nel governo della Chiesa e del regno, Ina dava molto ascolto ai consigli di Aldhelm, che nominò primo vescovo della nuova sede di Sherborne, dove lo stesso re fondò una grande scuola. Particolare attenzione fu riservata a Glastonbury, dove Ina concesse molti benefici e costruì una chiesa nel tentativo di tenere uniti elementi celtici e sassoni nel suo regno.
Il pellegrinaggio a Roma e il culto
La vita terrena di questo monarca ebbe un epilogo di fede profonda e di distacco dai beni terreni. Nel settecentoventisei, Ina abdicò al trono per compire un pellegrinaggio a Roma insieme a sua moglie Ethelburga. Dopo questo viaggio spirituale, Ina morì a Roma, dove si era recato per concludere i suoi giorni nella preghiera e nella penitenza. Sebbene Beda menzioni Ina nella Historia Ecclesiastica, lo storico anglosassone gli dedica poco spazio nelle sue opere. La tradizione riferisce che non vi sono prove che Ina e sua moglie abbiano ricevuto un culto liturgico come santi, né vi sono prove storiche che Ina abbia fondato una scuola o un ospizio anglo-sassone a Roma, così come non vi sono riscontri che abbia istituito il Romescot o Obolo di San Pietro per il mantenimento di un ospizio romano. Ciononostante, Sant' Ina è commemorato il sei febbraio in tardivi martirologi inglesi e dell'Ordine Benedettino, che ne custodiscono la memoria spirituale.
Il governo e la fede
Il regno di Sant' Ina si distinse per una visione lungimirante e pacifica che portò prosperità al Wessex. Tra il seicentoottantotto e il seicento novantaquattro, il sovrano diede prova di grande sapienza legislativa, pubblicando un codice di leggi che mirava a garantire giustizia e ordine in una società in profonda trasformazione. La sua influenza si estese ben oltre i confini del proprio territorio, toccando regioni come il Kent e l'Essex, il Somerset e il Devon, dove la sua autorità era riconosciuta e rispettata. La sollecitudine di Sant' Ina verso la Chiesa si manifestò con atti concreti, volti a radicare la fede nel cuore della sua terra.
Una delle espressioni più significative di questo zelo fu la fondazione della chiesa di Glastonbury, destinata a divenire un centro spirituale di grande importanza per le generazioni future. Egli comprese che la stabilità del regno dipendeva anche da una solida guida pastorale, e per questo scelse di affidare la diocesi di Sherborne ad Aldhelm, figura di grande rettitudine e dottrina. Questa collaborazione tra il trono e l'altare permise una fioritura della vita religiosa che segnò profondamente l'identità del Wessex. La vita di Sant' Ina non fu tuttavia priva delle prove e delle fatiche che il governo richiedeva, ma egli seppe affrontare ogni sfida con lo sguardo rivolto verso l'eternità, mantenendo sempre saldo l'equilibrio tra la giustizia umana e la carità cristiana.
Il pellegrinaggio a Roma
Il momento di svolta nella vita di Sant' Ina avvenne nel settecentoventisei, quando il sovrano decise di compiere un gesto di radicale rinuncia al mondo. Dopo anni di impegno politico e civile, egli scelse di abdicare al trono, abbandonando gli onori e le responsabilità della corona per indossare l'abito del pellegrino. Il suo obiettivo era Roma, la città eterna dove riposavano le memorie degli Apostoli, meta prediletta di coloro che desideravano purificare il proprio cuore e consacrare gli ultimi anni della vita al silenzio e alla preghiera. Questo viaggio non fu solo uno spostamento geografico, ma un vero e proprio atto di fede, un ritorno alle radici della propria appartenenza cristiana.
Giunto a Roma, Sant' Ina concluse il suo cammino nello stesso settecentoventisei, trovando nella città santa il luogo del riposo eterno. Sebbene la sua figura non sia oggetto di un culto liturgico ufficiale nella Chiesa universale, la tradizione monastica, in particolare quella benedettina, e alcuni antichi martirologi inglesi hanno preservato la memoria di questo re pellegrino. Il sei febbraio rimane il giorno in cui la comunità dei fedeli ne evoca la testimonianza, ricordandolo come colui che, dopo aver servito il popolo con la legge, volle servire Dio nel nascondimento e nell'umiltà del pellegrinaggio.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant' Ina?
Sant' Ina è commemorato il sei febbraio in tardivi martirologi inglesi e dell'Ordine Benedettino.