4 giugno
Sant' Ottato di Milevi
Vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini, formazione e profilo del vescovo
Di sant'Ottato di Milevi non sappiamo quasi nulla con certezza riguardo ai suoi primi anni, sebbene le testimonianze storiche ci restituiscano il profilo di un vescovo cattolico di venerabile memoria e di notevole statura morale. Stando a quanto riferisce san Girolamo nella sua opera intitolata De viris illustribus, Ottato poteva essere nato in Africa, magari nella stessa città che in seguito avrebbe ospitato il suo seggio episcopale. Milevi, che corrisponde all'attuale centro di Mila in Algeria, era allora un piccolo centro lontano dalle principali vie di comunicazione della regione. La testimonianza offerta da sant'Agostino nel De doctrina christiana suggerisce tuttavia che Ottato sia vissuto inizialmente in una famiglia pagana prima della sua conversione al cattolicesimo. Prima di intraprendere la definitiva carriera ecclesiastica, il futuro vescovo ricevette una profonda formazione culturale di tipo profano. Gli accenni sparsi all'interno della sua opera principale permettono di definire Ottato come un personaggio di elevato spessore culturale, che possedeva una solida preparazione. Questa solida preparazione spaziava dall'esegesi biblica alla teologia più rigorosa, senza tuttavia disdegnare discipline profane fondamentali come la retorica e la giurisprudenza. Tale complessa formazione ha sostenuto validamente l'ecclesiastico sia nella sua intensa attività letteraria sia nel delicato impegno pastorale quotidiano. Ottato era ben informato sui temi pastorali e teologici che venivano dibattuti al suo tempo in terra d'Africa. A volte, nel corso della storia, Ottato è stato erroneamente considerato una figura secondaria e di poco conto nella complessa temperie storico-letteraria della seconda metà del quarto secolo. Egli fu invece un pastore attento, capace di guidare la sua comunità in tempi di profonda divisione religiosa.
La lotta al donatismo e l'opera Adversus donatistas
La lotta accorata contro il donatismo fu la preoccupazione dominante e centrale di tutta la vita di Ottato. Nell'arco di circa vent'anni, il vescovo sembra aver lavorato quasi esclusivamente alla composizione della sua monumentale opera intitolata Adversus donatistas. Egli avvertì con forza l'esigenza di confutare il vescovo scismatico di Cartagine, noto come Parmeniano, per arginare il crescente prestigio che la Chiesa dissidente traeva in quel periodo dalla politica filo-pagana promossa dall'imperatore Giuliano. La Chiesa dissidente donatista, dal canto suo, rifiutò sempre di partecipare a un pubblico contraddittorio leale. Per rispondere all'opera Adversus ecclesiam traditorum scritta dal già famoso Parmeniano, il vescovo di Milevi redasse la sua risposta decisiva. La prima stesura dell'opera avvenne verosimilmente tra il 364 e il 367, subito dopo che Ottato ebbe assunto la carica episcopale tra il 361 e il 363. Molto probabilmente, quando il vicario dell'Africa di nome Flaviano fu nominato praefectus praetorio Italiae Illyrici et Africae nel 383, Ottato decise di rivedere e di approfondire quanto già scritto in precedenza. Questa importante revisione fu motivata anche dal fatto che molte persone approfittavano della situazione per screditare ulteriormente i legittimi successori di Ceciliano. Intorno all'anno 385, Ottato sembra aver portato a termine la seconda redazione dell'Adversus donatistas, dopodiché di lui si perdono quasi del tutto le tracce storiche. La Numidia, d'altronde, dopo il regno di Costantino si stava trasformando progressivamente in una vera e propria roccaforte del movimento donatista. L'opera Adversus donatistas è giunta fortunatamente fino a noi ed è corredata da un'Appendix preziosa che contiene dieci documenti ecclesiastici e civili relativi agli anni immediatamente successivi allo scisma originario. Nei suoi scritti polemici e dottrinali contro la grave eresia donatista, Ottato sostenne con vigore l'universalità della Chiesa cattolica e ribadì il profondo bisogno di unità che deve legare tutti i cristiani.
Struttura dell'opera e falsi attributi letterari
La monumentale composizione contro i donatisti si articola in sette libri ben distinti per temi e finalità argomentative. Il primo libro dell'opera analizza approfonditamente i prodromi e le origini dello scisma. Il secondo libro mette a fuoco con precisione gli elementi costitutivi della vera Chiesa di Cristo. Il terzo libro cerca di ricostruire con rigore storico le dinamiche che nel 347 provocarono il discusso intervento armato dell'impero romano contro la Chiesa donatista. Il quarto libro dedica invece ampio spazio alla definizione rigorosa di chi sia propriamente il peccatore, alla luce del fatto fondamentale che solo Dio può giudicare effettivamente le coscienze umane. Il quinto libro si occupa in modo dettagliato della dottrina del battesimo. Il sesto libro tratta con severità degli atti sacrileghi che erano stati commessi dai donatisti. Il settimo ed ultimo libro si conclude con un appello accorato all'unità e al perdono dei cosiddetti traditores, vale a dire quegli ecclesiastici che durante la persecuzione scatenata da Diocleziano avevano consegnato i libri sacri alle autorità imperiali. San Girolamo, nel suo trattato De viris illustribus, riferisce espressamente che Ottato scrisse soltanto quell'opera fondamentale contro il donatismo. Nonostante questa chiara testimonianza antica, in passato sono stati attribuiti ad Ottato vari scritti di incerta paternità, come ad esempio alcuni Sermones dedicati al Natale, all'Epifania e alla Pasqua. La questione relativa alla paternità di tali sermoni si può dire ormai conclusa in senso totalmente negativo sulla base di accurate affinità contenutistiche e stilistiche. Il Sermo sul Natale che inizia con le parole Advenit ecce dies qua sacramentum è risultato essere opera di un autore anonimo di area donatista. Allo stesso modo, i Sermones sull'Epifania che iniziano con le formule Meminit sanctitas vestra, Sicut dies hodiernus e Domini et Salvatoris nostri dipendono direttamente dal Sermo 199 di sant'Agostino e sono stati datati con sicurezza dopo il quarto secolo. Infine, i Sermones sulla Pasqua che iniziano con Solemne tempus devota peregrinus e Maria veniens ad Christi Domini monumentum non sono mai stati più attribuiti all'autore dell'Adversus donatistas nel corso degli ultimi anni di ricerca patristica.
Memoria storica e posterità del santo
La figura di sant'Ottato ha lasciato un segno profondo nella memoria della Chiesa antica e medievale, sebbene nessuno degli autori del passato si sia pronunciato in modo esplicito su specifici aspetti biografici della sua vita privata. Sant'Agostino, nel suo scritto Contra epistulam Parmeniani, si riferì sempre con profondo rispetto all'autorità dottrinale di Ottato, chiamandolo espressamente venerabilis memoriae Milevitanus episcopus catholicae communionis Optatus. Lo stesso Agostino, all'interno della sua Epistula ad catholicos, volle ricordare Ottato inserendolo accanto alla venerata figura di sant'Ambrogio. Nel celebre trattato De doctrina christiana, Agostino parlò nuovamente di Ottato a proposito di una serie di dotti autori cattolici provenienti dal paganesimo, paragonandoli idealmente a quegli Israeliti che avevano portato con sé l'oro e l'argento degli egiziani. Per parte sua, Fulgenzio di Ruspe, nell'opera Ad Monimum, qualificò esplicitamente Ottato come sanctus e lo additò con convinzione ai fedeli come un valido esempio di fede accanto al vescovo d'Ippona. La devozione e il ricordo della sua testimonianza sono durati a lungo nel tempo, come dimostra la testimonianza di Onorio di Autun. Nel suo trattato intitolato De scriptoribus ecclesiasticis, Onorio dichiarò infatti che verso l'anno 1122 la memoria di Ottato era ancora profondamente venerata dai fedeli. Il Martirologio commemora solennemente sant'Ottato a Mila, in Numidia, nell'odierna Algeria, ricordandone la morte avvenuta alla fine del quarto secolo. La Chiesa continua a guardare a questo pastore africano come a un difensore coraggioso della verità evangelica e della comunione ecclesiale.
Il ministero in Numidia
La vicenda biografica di Sant' Ottato si colloca nel cuore del quarto secolo, periodo in cui la Chiesa africana era chiamata a confrontarsi con sfide dottrinali di grande portata. Egli assunse la carica episcopale nella città di Milevi, in Numidia, tra gli anni trecentosessantuno e trecentosessantatré. Da quel momento, il suo impegno fu interamente dedicato alla cura del gregge a lui affidato e alla difesa dell'integrità della fede. In un clima di accesi dibattiti, Sant' Ottato scelse la via del confronto teologico, mettendo a servizio di Dio la propria intelligenza e la propria cultura.
Il suo contributo più significativo fu la stesura dell'opera intitolata Adversus donatistas, un testo fondamentale nato con lo scopo di confutare le tesi dell'eresia donatista che minacciavano di dividere il corpo mistico di Cristo. La profondità del suo pensiero e la chiarezza delle sue argomentazioni resero questo scritto un punto di riferimento essenziale per i contemporanei. Consapevole dell'importanza di tale missione, egli non smise di curare il proprio lavoro, giungendo a revisionare l'opera principale intorno all'anno trecentoottantatré, segno di una dedizione che superava il tempo e le contingenze. La documentazione storica ci narra che di questo venerabile vescovo si persero le tracce intorno all'anno trecentoottantacinque, lasciando però un'eredità spirituale che la Chiesa ha saputo custodire e tramandare nel corso dei secoli, riconoscendone il valore e la santità nel cammino verso il Signore.
La memoria liturgica
Il ricordo di Sant' Ottato di Milevi è vivo nella preghiera della Chiesa, che ne celebra la memoria il giorno quattro giugno. Tale ricorrenza, fissata nel Martyrologium Romanum, rappresenta un momento di comunione con il passato glorioso della Chiesa africana, che nel quarto secolo seppe esprimere figure di grande spessore intellettuale e morale. Ricordare Sant' Ottato significa accogliere l'invito a essere, nel proprio tempo, testimoni coraggiosi della verità, capaci di coniugare l'amore per la dottrina con la cura pastorale verso ogni fratello.
La liturgia, attraverso la memoria di questo santo vescovo, ci riporta alla necessità di una fede radicata nella comunione universale, evitando ogni forma di particolarismo che possa ferire l'unità del Corpo di Cristo. La sua figura continua a parlare ai fedeli di oggi, ricordando che la santità passa anche attraverso la difesa della verità professata con umiltà e spirito di servizio. Celebrare il quattro giugno Sant' Ottato significa dunque rinnovare il proprio impegno di fedeltà al Vangelo, camminando nella luce del Signore sotto lo sguardo intercedente di chi, prima di noi, ha speso la vita per la Chiesa.
Domande frequenti
Quando si festeggia sant'Ottato di Milevi?
Sant'Ottato di Milevi si festeggia il quattro giugno, data in cui il Martyrologium Romanum ne celebra la memoria liturgica.
Dove si trova la tomba o il luogo di culto di sant'Ottato?
Il Martirologio commemora sant'Ottato a Mila, in Numidia, nell'odierna Algeria, che corrisponde all'antica città di Milevi dove fu vescovo.
A Mila in Numidia, nell’odierna Algeria, commemorazione di sant’Ottato, vescovo, che con i suoi scritti contro l’eresia donatista sostenne l’universalità della Chiesa e il profondo bisogno di unità dei cristiani. — Martirologio Romano